Controguerra, Zanna 2003 di Illuminati

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Non è difficile imbroccare l’annata giusta, forse nemmeno ripetersi a distanza di pochi anni, però quando si è di fronte a capolavori di costanza si può tranquillamente abbassare la testa, portare la mano al cappello e levarselo senza pensarci troppo. Il Montepulciano d’Abruzzo Zanna di Dino Illuminati pare calzare questo concetto in maniera perfetta, senza piega alcuna. Non è difficile pensare al montepulciano senza rimanerne affascinati dalla grande storia di uomini e vigne che conserva tra i suoi grappoli e nei suoi vini, pochi affermano di non riconoscere in Edoardo Valentini un interprete di riferimento assoluto, oppure nel parimenti compianto Gianni Masciarelli un talento da vigneron duro e puro capace di sovvertire gli equilibri non solo di una viticoltura regionale; Come non si può rimanere imperterriti davanti ad una figura monumentale come quella del cavaliere del lavoro Dino Illuminati che con questi e pochi altri ha contribuito in maniera efficace alla trasformazione del Montepulciano d’Abruzzo da vino di onesta osteria ad uno dei capisaldi della vitienologia italiana. 

Il vigneto Zanna si eleva sino a circa 300 metri sul livello del mare sulle colline alla destra del fiume Tronto che scendono fino all’Adriatico, nel comune di Controguerra; Il clima da queste parti è mite e gode di una fresca ventilazione. Il terreno è scarsamente poroso, di origine marnosa e ricco di contenuti argillosi determinanti per la risolutezza con la quale si esprime questo meraviglioso Montepulciano d’Abruzzo che ricade nella nuova d.o.c.g. Colline Teramane. Qui le uve sono tra le ultime ad essere raccolte, dopo un forte diradamento ed una meticolosa selezione delle uve, che vengono diraspate, pigiate e poste a fermentare in vinificatori di acciaio inox ad una temperatura non superiore ai 30°C. Completata la fermentazione malolattica il vino viene travasato nelle botti di rovere di Slavonia da 25 hl circa dove rimane 24-26 mesi. Una cura maniacale che ci consegna un vino importante, e come nelle migliori tradizioni, solo nelle annate particolarmente favorevoli. Il timbro cromatico è di colore rubino scurissimo ed impenetrabile, al naso è affascinante, dapprima su note tipicamente varietali, rosa appassita, mora in confettura, poi sentori animali e balsamici che s’inseguono in una persistenza davvero stupefacente. In bocca la trama gustativa è possente, ricca, piena di sfumature acido-tanniche eppure ampio e persistente su un frutto costantemente in primo piano, succoso, profondo. Un grande rosso, da godere adesso o lasciare maturare in cantina per coglierne le possibili sfumature evolutive, che non necessariamente vuole abbinamenti ma certamente da spendere su secondi piatti succulenti, aromatici e di particolare consistenza.

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