Tufo, Vigna Cicogna 2008 Benito Ferrara

di

Ho più volte incrociato Gabriella Ferrara e Sergio Ambrosino, persone davvero deliziose a cui va la mia più alta stima per il duro lavoro che portano avanti con la loro azienda. Loro in verità dicono di essere particolarmente restii alla “mondanità”, troppo spesso da qualcuno addirittura rincorsa, eppure non hanno mai fatto mancare la loro presenza negli eventi che contano, io però mi sono accontentato di essere andato a trovarli proprio a casa loro, più di una volta;

L’azienda è piccola, le bottiglie poche, a dirla tutta, per chi li ha visti nascere e crescere forse sono divenute, 50.000, anche troppe; Chi volesse muovergli una critica li avrebbe preferiti specializzati nel greco e basta. Con gli 8 ettari di proprietà a Tufo, in località San Paolo rappresentano la pietra miliare della produzione irpina di questo straordinario bianco, poi si sono aggiunte alcune altre vigne in conduzione tra Montemiletto e Lapio dove nascono, da qualche anno, rispettivamente  l’aglianico ed il Taurasi “Quattro Confini ed il Fiano di Avellino che vanno a completare il portafoglio prodotti dell’azienda. Il cuore però rimane qui, a Tufo, rimane all’inarrivabile, per molti, Greco di Tufo Vigna Cicogna, che non smette mai di stupire, annata dopo annata sino ad essere divenuto ormai un riferimento assoluto per tutta la denominazione territoriale.

Il Vigna Cicogna 2008 ha tratti caratteriali davvero stupefacenti, forse il più austero dell’ultimo decennio e probabilmente quello destinato a miglior lunga vita. Il colore è giallo paglierino con appena accennate sfumature oro, limpido e vivo, consistente. Il primo naso è avvincente, erbaceo,vegetale, mentolato, poi vengono fuori sensazioni finssime di fiori bianchi ed agrumi, poi frutta a polpa gialla, pura albicocca.
In bocca è secco, caldo, di una freschezza riappacificante. Palato pieno, ricco di una voluttà incredibile per un bianco, non per questo bianco, giustamente sapido e con un finale di bocca minerale che chude con la netta sensazione, tipica, di mandorla amara, deliziosamente evanescente. Quanta strada farà questo vino? Di certo una bottiglia rischia di scivolare sotto il naso appena tra quattro mani, se abbinato a fritturine di mare addirittura può non bastare.

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2 Risposte a “Tufo, Vigna Cicogna 2008 Benito Ferrara”

  1. Alessandro Marra Dice:

    Sono stato anch’io da loro la scorsa estate. Che bella la vigna Cicogna… tale vigna tale bottiglia!

  2. Angelo Di Costanzo Dice:

    Bella davvero, come la semplicità disarmante della famiglia di Sergio e Gabriella.

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