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Intervallo| Torno presto

22 febbraio 2015

Angelo Di Costanzo

© L’Arcante – riproduzione riservata

Bronte, Vinujancu 2012 I Custodi dell’Etna

2 febbraio 2015

L’Etna conserva grande fascino e continua ad essere al centro di molte attenzioni tra gli appassionati, e sembra giocarsi, nel bene e nel male, le sue migliori carte.

Vino da tavola Vinujancu 2012 I Custodi - foto A. Di Costanzo

Un successo probabilmente ancora poco conosciuto al grande pubblico ma questo, forse, non è proprio un male visto come sono andate a finire le cose in Sicilia col nero d’Avola. Chi sa bere e sa cogliere le giuste suggestioni in vini così unici e profondi certe emozioni non le dimentica facilmente.

Anche per questo mi è piaciuto tanto il Vinujancu 2012 de I Custodi dell’Etna, un bianco avvenente, slanciato ed agile, fresco e sbarazzino, pronto da bere nonostante il dna dall’impronta vulcanica. Viene prodotto a Bronte, pochi filari, poco meno di mezzo ettaro piantato nel 2005 ad alberello etneo a circa 1200 mt s.l.m. sul versante nord-ovest del vulcano, da carricante, riesling renano, grecanico e minnella. Poche bottiglie che vale la pena andarsi a cercare.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Mangiare a Milano, anche prima dell’Expo 2015

28 gennaio 2015

Expo2015¤ è alle porte, Milano, come tutte le metropoli del mondo, offre una grandissima scelta gastronomica, dalla cucina tradizionale milanese – anche se molti stentano a credere che ne esista ancora una, ndr – a quella nazionale e multi-etnica, sino a sperimentazioni fusion delle più bizzarri possibili.

Milano, Duomo

Non è semplice, dunque, orientarsi, ma chi a tavola ama passare da una cultura all’altra o da un paese all’altro, durante il suo passaggio milanese non avrà che l’imbarazzo della scelta. Frattanto mi sento di suggerire alcuni dei posti dove io mi sono trovato molto bene in questi ultimi tre mesi.

La presenza di LARTE Milano lasciatemela passare per favore come ‘bonus track‘, ci lascio un piccolo pezzo di quest’anno di lavoro, non potevo non lasciarne traccia sul mio Diario, a voi poi giudicare. Ché, a dirla tutta, Gennaro Immobile è giovane ma davvero bravo…

Pizza e Dintorni

Fofò Mattozzi, La Preferita - foto A. Di Costanzo

Fofò Mattozzi¤Via Paolo Sarpi 53 – Tel. 02 8342 1154. Un pezzo della vera Bella Napoli a Milano. Paga forse una location non proprio indovinatissima, nel cuore della China Town milanese, il locale però è molto carino, le fritture e la pizza sono da manuale della scuola partenopea. Nella foto (2) ‘La Preferita’, con mozzarella, salsiccia e friarielli. Un piccolo capolavoro! 

Lievito Madre al Duomo¤Largo Corsia Dei Servi – Tel. 02 453 759 30. Critiche o no Gino Sorbillo va spedito per la sua strada. Il locale, su due piani, è accogliente e la pizza è indubbiamente tra le migliori sbarcate in città. L’Antica Margherita¤ sopra tutte.

Luini¤Via Santa Radegonda 16 – Tel. 02 86461917 – 02 86461917. Un’istituzione a Milano, come la fila interminabile a tutte le ore. Eppure non puoi lasciare la città meneghina senza aver prima mangiato i panzerotti di Luini.

Milano, Pandino e l'ape delle diciassette - foto A. Di Costanzo

Pandino Il Panino¤Piazzetta Pattari 2 – Tel. 02 80583276. In un angolo di Corso Vittorio Emanuele, nel cuore dello shopping cittadino, un baretto molto ben frequentato dalle colazioni al pranzo veloce sino all’aperitivo delle 17 (nella foto 3 sopra), vero momento cult della giornata milanese.

Dove Mangiare

Al Pont de Ferr¤Ripa di Porta Ticinese 55 – Tel. 02 89406277. Si sta bene nel locale di Maida Mercuri, fresco di Stella Michelin 2015. La cucina di Matias Perdomo è intraprendente e senza troppi fronzoli, piatti saporiti e ben strutturati, bella la proposta in carta dei vini, servizio attento. Della stessa proprietà anche il Rebelot del Pont¤, felice esperienza anche questa.

La Cotoletta Primavera - foto L'Arcante

Trattoria da Martino¤, Via Farini 8 – Tel. 02 6554974. Ci devi arrivare in via Farini ma ne vale la pena. Ci trovi un paio primi, una buona cotoletta alla milanese (foto 4) e il pescato del giorno. Chi l’ha provata dice che anche la pizza al taglio merita l’assaggio. Il locale è piccolino e spartano. Prenotare sempre.

El Brellin, La Casseoula - foto L'Arcante

El Brellin¤Vicolo dei Lavandai, Alzaia Naviglio Grande 14 – Tel. 02 5810 13 51 – 02 89 40 27 00. Locale suggestivo, credo con buon merito nella Top 100 dei ristoranti storici di Milano. Là fuori, a due passi da qui, la vecchia Darsena del Naviglio Grande dove fervono i lavori in corso; dentro, una cucina essenziale con radici forti e qualche buona nuova. ‘Risotto classico alla Milanese con salsa al midollo’,Cazzoeula con polenta’ (nella foto 5), ‘Rustìn negàa con purea di patate’, ‘Tiramisù‘. Conto sui 50 euro.

LARTE Milano, Zuppa di Cernia - foto A. Di Costanzo

Bonus track: LARTE Milano¤Via Manzoni 5 – Tel. 02 890 96 950. L’impronta della cucina partenopea è evidente e non si fa nulla per nasconderla, anzi. Un po’ Galleria d’arte, un po’ ristorante d’autore, alcuni grandi marchi italiani camminano assieme per difendere il made in Italy. Questa qui è la Zuppa di Cernia di Gennaro Immobile (foto 6).

Il Gelato

Salvatore, il bravo Gelataio di CioccolatItaliani - foto A. Di Costanzo

CioccolatItaliani¤Via San Raffaele 6 – Tel. 02 4887763. Il punto vendita a due passi dal Duomo è sempre frequentatissimo sino a costringerti a file interminabili. Il format è vincente e i prodotti di assoluta qualità, se poi becchi Salvatore (foto 7) che ti fa il cono ti diverti pure ad imparare…

Grom¤Via S. Margherita 16 (a 100mt dal Teatro alla Scala) – Tel. 02.80581041. Altro passaggio utile per la gola una delle tante gelaterie Grom in città. Le basi alla crema sono molto buone, quelle alla frutta talvolta spiazzanti, almeno per me.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Il Montepulciano d’Abruzzo 2000 di Emidio Pepe

26 gennaio 2015

Il montepulciano d’Abruzzo¤ è senza ombra di dubbio una delle varietà rosse più versatili del patrimonio ampelografico italiano, forse anche per questo tra le più bistrattate di sempre.

Montepulciano d'Abruzzo 2000 Emidio Pepe - foto A- Di Costanzo

Certo non qui a Torano: che grande bevuta che mi ha regalato questa bottiglia, condivisa con l’amico Davide Rampello¤, forse tra le migliori di sempre a tema montepulciano. Annata calda quella del 2000 da queste parti, di quelle preferite dal buon Emidio, quando la piena maturazione delle uve dà spessore e larghezza al vino già per sua natura proiettato a lunga vita.

Il colore è splendido, chiaramente granato ma vivo. Il naso è austero, chiede e merita tempo, gira inizialmente intorno a note salmastre e terra bagnata, appena un accenno di spezie, in sottofondo frutta macerata. Il sorso è subito pieno, prepotente quasi, dalla trama asciutta e calda, avvolgente e risoluta; riportare il bicchiere alle labbra è un gioco di sottile seduzione necessario e piacevolissimo.

Un grande rosso questo di Emidio Pepe¤, lontano dalle discussioni, dalle chiacchiere infinite su ‘biodinamico sì, biodinamico no, biodinamico forse’, un vino dal carattere raro e compiuto che raccoglie una lunga tradizione e la consegna nelle mani delle future generazioni. Una bottiglia con un grande messaggio per il futuro: autenticità.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Una bolla per l’estate 2015, il Lambrusco di Modena Trentasei 2010 di Cantina della Volta

23 gennaio 2015

Lambrusco di Modena Spumante Trentasei 2010 Cantina della Volta - foto L'Arcante

Ci sono vini che sono un pezzo di storia dell’Italia, il Lambrusco ad esempio. Bottiglie come queste poi non fanno altro che confermare quanto sia sempre più di un semplice trend il crescente successo di vini immediati e di grande piacevolezza, soprattutto quando prodotti partendo da uve di primissima scelta e grandi capacità tecniche.

Il Trentasei¤ di Christian Bellei è un gran bel Lambrusco di Modena 100% sorbara, un metodo classico dal bel colore cerasuolo tenue, che sa di rosa e lamponi, ciclamino e ciliegia. Il sorso è facile e di grande piacevolezza, fresco e dissetante, fruttato a tutto tondo col finale lievemente mandorlato, per questo ancor più delizioso. Una bolla per l’estate 2015, se non fosse per le pochissime bottiglie ancora disponibili!

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Banchi di assaggio, io sono qua per te, tu per chi?

23 gennaio 2015

Croce e delizia della comunicazione del vino i banchi di assaggio. Manifestazioni, Presentazioni, Anteprime, Guide, noto con profondo dispiacere sempre più disattenzione al di là del tavolo. Espositori forse troppo disincantati, chissà, continuamente distratti dal telefono, alle prese con twitter o col proprio profilo facebook¤ più che con il proprio banchetto, a fare chiacchiere con il vicino che non vedevano dalla scorsa edizione, o con il collega in ritardo sempre in ritardo ad ogni reunion, impressionati e coinvolti dal nuovo vino offertogli da Sempronio. Insomma, un poco assenti ingiustificati.

Va bene che la gente da questa parte del banco risulta talvolta banale se non pesante, e che forse, pensandoci bene, ne ha le scatole piene di sapere dell’epoca vendemmiale, della potatura, delle barriques di primo, secondo o terzo passaggio o dei 12 o 24 mesi in acciaio e/o legno, però certi atteggiamenti spocchiosi non sono proprio accettabili, proprio no: un sorriso, una buona parola, anche solo un’accenno di attenzione vale ben più del normale rispetto dovuto all’interlocutore qualunque, chiunque questo sia, lì per te. Soprattutto se tra le mani c’hai bottiglie che fanno la storia del vino italiano…

© L’Arcante – riproduzione riservata

 


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