Archivio per la categoria ‘DIARIO FOTOGRAFICO’

Intervallo|L’amore non si vende né si compra. L’amore si regala…

26 maggio 2013

Carta dei Vini de L'Olivo del Capri Palace Hotel

Ravioli di Mozzarella con Scarola e Palamita con il Fiano di Avellino 2011 di Rocca del Principe

20 aprile 2013

Ravioli di mozzarella con scarola e palamita di Andrea Migliaccio - foto A. Di Costanzo

Il mare, la terra, una rincorsa senza tregua. Il Raviolo di Mozzarella con scarola e Palamita, sapori netti, unici, profondi, tra i nostri più tradizionali che fanno capolino in questo riuscitissimo piatto di Andrea Migliaccio, frutto del lavoro di un anno di prove e riprove.

C’è la sfoglia carezzata a mano, Mozzarella di Bufala senza eguali e quello sfondo verde, quella speranza che ognuno di noi merita di vedere oltre l’orizzonte; e poi il mare, la Palamita appena scottata, con quel sale in punta di forchetta che infonde vivacità ad ogni singolo assaggio. Armonia di colori da mangiare…

Fiano di Avellino 2011 Rocca del Principe - Foto A. Di Costanzo

Così questo splendido bianco tirato fuori dalla terra che più terra non si può, non smette un momento di condurre proprio lì, a un passo dal mare. Un grande fiano di Avellino questo duemilaundici di Ercole Zarrella, di quelli che non finiresti mai di bere, offrire in qualsiasi momento, occasione, abbinamento.

Luminoso, verticale, trasversale. Tutto infiocchettato a dovere. C’è dentro tutta la forza di una terra straordinaria, c’è l’ebbrezza dello spazio infinito senza un filo di vertigini, c’è il sole riflesso a pelo sull’acqua che si colloca con precisione millimetrica nel mediterraneo più prossimo. E’ sferzante, balsamico e sapido, anzi, salato proprio. Formidabile! Fate spazio amici miei, giacché fosse tra i migliori adesso non basterà nemmeno metterlo semplicemmente tra i primi.

Buona Pasqua!

31 marzo 2013

Lilly Avallone, Angelo Di Costanzo - foto Letizia Di Costanzo

Intervallo. Ledichef at work…

12 novembre 2012

Intervallo. Sì, è Bollito Piemontese!

3 novembre 2012

La ricetta originale dice che a metà pasto andrebbe servito un richiamo, ad esempio una lonza arrostita con pepe ed aglio insieme a dei contorni  tipo patate lesse, spinaci al burro, funghi trifolati, cipolle in agrodolce ed una tazza di brodo diventati ormai gli inseparabili compagni del bollito misto.

Ciò che fanno il piatto invece sono generalmente sette tagli di polpa (tenerone, scaramella, muscolo di coscia, muscoletto, spalla, fiocco di punta, cappello del prete) e sette ammennicoli (lingua, testina col musetto, coda, zampino, gallina, cotechino, rollata) portati in tavola con sette salse: una verde “rustica”, una verde “ricca”, la salsa rossa, al cren (rafano), mostarda, cugnà – come quella meravigliosa mangiata all’Antica Torre – ed una al miele. Per dirvi, c’è anche una confraternita del Gran Bollito misto all’italiana.

Intervallo. E’ settembre…

2 settembre 2012


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