Archivio per la categoria ‘I LUOGHI, IL GUSTO’

Intervallo. La cantina dell’anno

31 ottobre 2012

Mi piacerebbe avere una cantina così - magari tenuta non proprio così -, ma chissà quanto mi divertirei a maneggiare bottiglie del genere. Alcune si perdono nella memoria del tempo. Se provi a fare due conti, non ci arrivi. Però è tanta roba, ve l’assicuro. 

E’ il luogo di Maurilio Garola e Nadia Benech, a Treiso, in langa. Un ristorante, con camere, ricavato nell’ex asilo del paese di stile Littorio, del 1931. Grandi vini e buoni piatti della tradizione langarola. Da un piccolo ingresso di entra nella sala grande che affaccia direttamente sulle vigne. La Ciau del Tornavento è uno di quei posti dove può capitare tranquillamente di incrociare, tra tavolate di svizzeri, tedeschi e giapponesi un Roberto Voerzio qua e un Giorgio Rivetti là, mentre con degli amici tu sei a cena con Rossana Gaja. 

La Ciau del Tornavento
Piazza Baracco, 7 – 12050 Treiso (CN)
Tel. +39 0173 638333
www.laciaudeltornavento.it
info@laciaudeltornavento.it
Prenotare sempre

Chiavari, The Lord Nelson Pub

30 ottobre 2012

Bel posto il Lord Nelson Pub, sul lungomare di Chiavari, in Riviera Ligure di Levante. Ci siamo capitati grazie all’invito di Pepi Mongiardino che ci ha voluto far assaggiare lì alcuni tra i migliori prodotti distribuiti in Italia con la sua Moon Import.

E’ stato fondato oltre trent’anni fa da Angelo Molinari, navigato barman e grande appassionato di distillati. Trent’anni spesi a fare cocktail, servire spirits, Champagne e piatti d’autore che lentamente l’hanno reso celebre, ho scoperto poi, in tutto il mondo. Oggi, dopo la scomparsa del patron è gestito dall’intera famiglia; in un locale, ci sono praticamente sette locali diversi riuniti insieme. Pub, cocktail bar, whiskyteca, enoteca – con una cantina da far paura -, bistrot e ristorante d’impronta classica con una offerta davvero deliziosa. Eccone alcuni.

Buonissimo, tale da meritarsi subito un Bis, il Tegamino: con Totani, sedano e passatina di ceci. E buonissimo, manco a dirlo, il Sancerre 2010 La Moussière di Alphone Mellot bevuto in abbinamento.

Gli Spaghettoni di grano arso con il pesto di basilico e zucchine pure fanno la loro bella figura al cospetto di un Mas de Daumas Gassac blanc 2010, bianco aromatico, nerboruto e di buon corpo prodotto in larga parte con uve chardonnay, viognier, chenin blanc e petit manseng in Languedoc Roussillon, nel sud della Francia. 

Saporita, cotta a puntino e ben abbinata ai condimenti invece La Triglia stufata con la sua pelle croccante. Entrée con cui abbiamo aperto le danze continuando a sorseggiare quel campione di bontà che è il Grand Blanc 2002 di Philipponat, Champagne Blanc des blancs di puntuta finezza e gradevolissima beva.

Sul finire, i Petit Fours: biscotti d’orzo, avena e cioccolato e gelatina di arancia, con cui abbiamo invece terminato la piacevole serata e cominciato a sorseggiare Cognac, Bas Armagnac e Rhum della preziosissima selezione Moon Import.

Lord Nelson Pub
Corso Valparaiso, 25 Chiavari (GE)
Tel. 0185 302595
www.thelordnelson.it
info@thelordnelson.it
Prenotare sempre

Barbaresco, Trattoria Antica Torre

28 ottobre 2012

E’ nel cuore di Barbaresco, nel cuore della gente, in quello di chiunque passi da queste parti. E’, per molti, il luogo dei “Tajarin”, quelli fatti secondo la ricetta e l’arte propria del maestro di casa Giacinto Albarello, per tutti Cinto. Indimenticato.

Oggi, in cucina e in sala, ci sono i figli Maurizio, Stefania e Paola, persone di encomiabile disponibilità e gentilezza. La proposta è delle più tradizionali ed oltre alle buonissime paste, tutte fatte in casa e tirate a mano, la fanno da padrone le carni proposte secondo una formula semplice semplice, partendo cioè da una materia prima di grande qualità: così sono imperdibili la “Fassona cruda” tout court, qui servita macinata e appena condita con un filo di limone ed olio extravergine d’oliva – pugliese, ci tiene a precisare Paola -, “il Bollito”, secondo la più stretta tradizione piemontese ma anche “La Gallina” stufata e servita con varie salse più o meno piccanti e contorni di verdure.

Dolcezze a non finire poi col “Bonét”, una sorte di budino al cioccolato e i “Brutti ma Buoni” fatti proprio da Paola ogni giorno. Siete nel centro di Barbaresco, inutile quindi sottolinearvi come occupare il vostro tempo prima e dopo una sosta qui dagli Albarello. Posto davvero meraviglioso, imperdibile, dove è possibile anche pranzare all’aperto. Per la cena è sempre bene prenotare con un po’ di anticipo.

Trattoria Antica Torre
 di Maurizio, Stefania e Paola Albarello
 
Via Torino, 71 Barbaresco (CN)
Tel e Fax 0173 635170
mail: anticatorrebarbaresco@gmail.com
Per cena prenotare sempre
 

Sorbo Serpico, Marennà dei Feudi di San Gregorio

20 ottobre 2012

Quando dico in giro che l’Irpinia è una delle mie mete preferite non lo faccio mai tanto per dire; ci passerei, laddove mi fosse possibile, tutto il tempo il necessario per non perdermi nemmeno un colore, un sapore, un profumo del suo infinito patrimonio eno-gastro-culturale.

Così appena vi è un’occasione, un momento cruciale, ci faccio volentieri un giro. Terra straordinaria! Anche perché: che ne direste voi di poter maritare al piacere della buona tavola anche un percorso “didattico” tra vigna e cantina?

Ecco che, nel programmare il pranzo di fine anno con lo staff de L’Olivo, abbiamo scelto di fare visita alla splendida azienda di Sorbo Serpico e sederci poi alla tavola di Paolo Barrale ed Angelo Nudo al Ristorante Marennà.

La tarda mattinata è stata tutta dedicata ad una piacevole passeggiata tra i filari là intorno, il roseto, le varie aree di sosta e vinificazione delle uve, la cantina, nonché la sempre suggestiva bottaia accompagnati per mano da Angelo Nudo, impeccabile padrone di casa.

Tra l’altro, sono questi giorni di vendemmia, quindi fortuna ha voluto anche regalarci alcuni momenti di reale “lavori di cantina” cosicché da poter argomentare meglio tanti passaggi produttivi che spesso, bottiglia alla mano, sfuggono magari a quei colleghi che generalmente hanno altro cui pensare durante il servizio. Decisamente un bel momento di crescita insomma.

Viene adesso la prova del nove, la tavola. Ed è subito assai invitante l’amuse bouche, composta da una deliziosa Ricotta di Bufala con caviale ed olio extravergine d’oliva accompagnata da una classica Bruschetta con pomodorini Datterini.

Perfetto nella forma e nella sostanza il Baccalà con le verdurine in carpione, giustamente sapido ed avvolto in una pastella perfettamente eseguita. E in splendida forma ho trovato il Campanaro 2010, discreto e rinfrescante sull’antipasto ma degno compagno anche del Riso, pomodoro, basilico e “neve” di mozzarella.

Un grande classico, la Pasta e patate… al Fumo: piatto impreziosito per l’occasione con scaglie di tartufo nero e innaffiato con il sempre amato Taurasi Riserva Piano di Montevergine, duemilasette “supersprint”, vestito di un rosso vivo e marcato da un sorso fresco, ricco di frutto, ben centrato e in primissimo piano. Impeccabile!

Trionfale, pura scioglievolezza invece, il Maialino da latte con composta allo sfusato e cipollotto, degnamente servito con il Serpico 2008, a mio modesto parere in una delle sue migliori versioni di sempre, un aglianico di rara eleganza e profondità degustativa.

Un grande classico, per chiudere, il buonissimo Caffè e Nocciola del quale trovate proprio su queste pagine la ricetta regalataci da Paolo qualche tempo fa, accostato come loro consuetudine al Privilegio 2010. Finale più dolce, migliore, non poteva proprio esserci.

L’ambiente, il servizio, tutto il resto… al posto giusto; nessuna annotazione in particolare, com’ è ovvio che sia, per rispetto oltreché per piena soddisfazione; rimane infatti che siamo stati davvero bene: rilassati, tranquilli, praticamente come fossimo stati a casa nostra (eravamo in 24!). Conto più o meno sui 50 euro. Spesi non bene, dippiù! :-)

Grazie infinite, per gran parte delle foto a Enrico Moschella ©.

Amuse bouche a quattro mani con Riccardo Di Giacinto e Andrea Migliaccio. Io porto da bere…

20 settembre 2012

Letteralmente arriva “per compiacere la bocca”, questo è un “amuse bouche”, un antipasto allettante che si offre di solito all’inizio del pasto. Generalmente diverso dagli altri piatti in carta, un amuse bouche è il saluto che uno chef riconosce ai suoi ospiti, da mandar giù in un sol boccone, tante volte anche due.

Molto saporita mi è parsa la Crocchetta di astice e patate con maionese di uova affumicate di Riccardo Di Giacinto del Ristorante All’Oro di Roma. Ha croccantezza e una sottile succulenza bastevoli però per meritarsi il migliore Almerita Brut di Tasca d’Almerita mai prodotto: un 2009 davvero invitante, fresco e salino al punto giusto ad inondare il palato.

Avanti poi con una cosa facile facile, la Zuppetta di fagioli con totani appena scottati, del nostro Andrea Migliaccio. Appena un un paio di bocconi profumati e saporiti da buttare giù con un bel bianco d’autore col mare dentro, il Biancolella d’Ischia Vigna del Lume 2010 di Cantine Mazzella: è un vino bianco spesso sottovalutato quello dell’isola verde, questo qui invece saprà come farvi ricredere: ha un sorso compiuto e sbarazzino, finemente minerale che saprà lasciarvi piacevolmente sorpresi.

Buona l’idea, ancora di Riccardo Di Giacinto, di maritare il Tonno arrosto con la panzanella alla romana e zabaione al limone. Un connubio di profumi e sapori che esplodono in bocca sin dal primo boccone: tiepido e avvolgente, succulento, dolce e lievemente aromatico; qui ci vedo parecchio bene un vermentino di gran carattere, magari quel meraviglioso Dettori bianco 2009 aperto qualche tempo fa e ancora qua sotto al naso tanto era spesso e profondo. Quando si dice che bere naturale può essere una esperienza significativa… 

Eccallà, il dolce. Un amouse bouche? Non necessariamente, però se vi porta tanto dispiacere peccare di gola fermatevi pure ad un sol boccone. La Sfoglia salata, con pan brioche tostato con mousse di capra, fichi e gelato al Moscato passito pensato da Andrea Migliaccio vuole rendere omaggio ai sapori forti e semplici del nostro amato sud. Mettiamoci su allora un bel Moscato di Saracena Milirosu 2010 di Masseria Falvo, che sa di zagara ed albicocca candita e carezza il palato di freschi sapori dolci di fine stagione.

Ecco, l’avevo pensato proprio così questo post, a tutto sud, con Roma Capitale!

Finger food a 5 stelle & Champagne Pommery

25 luglio 2012

Scrivi finger food ed è capace che ti ritrovi di tutto passato per tale, dai più comuni salatini ai bocconcini di salsicce su stuzzicadenti, o formaggi e olive (sempre su stuzzicadenti), ali di pollo, involtini primavera, quiche, patate fritte, vol au vent e arancini di riso. Ci sono poi altri cibi che possono talvolta essere considerati finger food, la pizza ad esempio, o gli hot dog, la frutta servita in un certo modo ma anche il pane. E se provassimo a pensare che c’è ancora di meglio…

Davvero interressante e particolare la proposta della Bruschetta liquida di Annie Feolde & Italo Bassi dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze assaggiata due settimane fa durante l’evento Pommery qui al Capri Palace. E’ un’idea sicuramente originale per riproporre uno dei fingers più comuni della nostra cucina italiana; da godere tutto in un sorso, magari ad occhi chiusi. Qui ci vuole una bollicina leggera e il Summertime Blanc de Blancs di Pommery fa la sua figura. :-)

Ancora dal cilindro di Annie Feolde & Italo Bassi dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze ecco il Bon Bon con basilico e cetriolo. Uno stuzzichino… quasi dissetante, sicuramente di buona intensità balsamica, una overture pregevolissima dove un assaggino tira l’altro. E non bastano fiumi dello splendido Les Clos Pompadour…

E sempre dalle cucine del Tristellato fiorentino di via Ghibellina ecco il Croccantino di Pollo con yogurt liofilizzato. Qui è la tradizione a tirare le fila di questo gustoso appetizer nobilitato per l’occasione da una tecnica esecutiva minuziosa e centrata al milligrammo. Saporitissimo! Aah, quel Gran Cru Millésimé del ’90… 

Non si può che chiudere col Gelato alla Pastiera Napoletana di Andrea Migliaccio. E’ spesso (e richiestissimo) tra i nostri predessert a L’Olivo. Servito così va via in appena un paio di bocconi, ma non certo il sapore e la memoria, che restano molto, molto a lungo. Provare per credere (e c’è ancora il Gran Cru del ’90 nel bicchiere!).

Le foto dei piatti sono di Umberto D’aniello © 2012.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 144 follower

%d bloggers like this: