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Chiacchiere distintive, Marco Starace ci presenta come lui vorrebbe la futura Ais Campania

11 maggio 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il documento programmatico di Marco Starace, neo candidato alla presidenza regionale dell’Ais Campania, dal titolol’associazione, come la vorrei“. Restiamo in attesa di ricevere le idee di Nicoletta Gargiulo, voi nel frattempo lasciate qui le vostre opinioni su quanto segue…

Maggio il mese del vino Per tutto il mese di maggio in Campania , ci sarà un matrimonio tra arte, cultura vino e territorio, questo è il significato reale di Maggio Mese del Vino, quello di legare, oggi una manifestazione (regionale) che possa essere legata al vino, domani creare un Maggio dei monumenti (nazionale) dove il grande attrattore non siano solo Musei, chiese, scavi, ma tutto il territorio inteso come patrimonio da diffondere e proteggere. Un volano di sviluppo economico e sociale. Non sprechiamo altro tempo e pensiamo noi come associazione sommeliers di presentare nel 2011 un Maggio tutto nostro.

Vigna Felix E’ un progetto per la promozione del patrimonio enologico campano e la valorizzazione dei territori di produzione del vino in una prospettiva turistica, culturale ed economica.Vigna Felix è il sistema delle Enoteche Regionali della Campania, un sistema innovativo e strategico, diffuso sul territorio e finalizzato alla promozione e divulgazione dei vini della Campania. Il network caratterizzato da una forte identità visiva è composto da un hub centrale nella città di Napoli con funzioni di rappresentanza e documentazione e di un insieme di sedi territoriali distribuite in luoghi rappresentativi e strategici nelle cinque province, strutturati per approfondire il percorso esperienziale dei singoli territori e delle relativa produzione. Elemento distintivo delle Enoteche di Vigna Felix è l’innovativa dotazione tecnologica: dalla cosiddetta “bottiglia parlante” all’enoteca virtuale con piattaforma per l’e-commerce e la consegna in tutto il mondo.

Le Strade del vino ed i Consorzi di Tutela  Oltre a Vigna Felix, rappresentano in questo momento storico particolare della nostra associazione la possibilità di essere i veri ambasciatori della cultura enoica della regione Campania. Non esserci significa diventare non più comunicatori del vino ma semplici versavino. É con queste istituzioni che bisogna rapportarci in modo da essere protagonisti nelle sedi e nei momenti importanti in cui si parla di vino. Strumento necessario per la promozione delle strade e dei consorzi, sarà la creazione di una guida dei vini regionale con uno spazio particolare alle strade ed ai consorzi dove l’associazione potrà con competenza ed esperienza raccontare con schede approfondite e complete vini e vitigni.

Le “Strade del Vino” sono percorsi entro territori ad alta vocazione vitivinicola caratterizzati, oltreché da vigneti e cantine di aziende agricole, da attrattive naturalistiche, culturali e storiche particolarmente significative ai fini di un’offerta enoturistica integrata. Le “Strade del Vino” costituiscono uno strumento di promozione dello sviluppo rurale e del suo territorio e intendono favorire e promuovere l’Eno-Turismo, quale movimento inteso a valorizzare la produzione vitivinicola nell’ambito di un contesto culturale, ambientale, storico e sociale.

Vini Biodinamici, naturali, biologici e la carta dei vini campani Che ne pensate se nei nostri corsi ci sia un’attenzione in più su vini naturali, biologici e biodinamici? Inoltre i direttori dovrebbero dedicare un pò di tempo su approfondimenti sui vitigni campani, sulle differenze delle espressione degli stessi in base ai territori di produzione (es, Falanghina del Taburno e Fanghina dei Campi Flegrei ecc…)

Vino e cucina : Chef e Sommelier interpreti del territorio Molti amici chef , mi hanno risposto e sono contenti di gemellare la cultura del territorio con  noi professionisti del vino e del beverage, anzi suggerivano di creare degli appuntamenti dove si potesse trovare un linguaggio comune per trasmettere quel prezioso patrimonio che è l’enogastronomia.  

la “Casa del Sommelier” Finalmente un sede dove accogliere i soci, dove poter fare degustazioni, lezioni, eventi associativi, ma anche un “appoggio” per enti, aziende che vogliono usufruire dei nostri servizi professionali. Un posto dove il sommelier possa sentirsi a casa, dove possa trovare una biblioteca aggiornata su vini, vitigni e territori; giornali e riviste del settore, un posto dove, anche se è di passaggio è protagonista e padrone di rilassarsi con la sua passione preferita. Un piccolo winebar con vini al bicchiere dove poter degustare novità o vini “top” al bicchiere ad un prezzo “politico”.

Concorsi e gemellaggi Concorso Primo sommelier campano, Concorso sommelier Juniores, Master dell’Aglianico, un Master sui vitigni autoctoni dedicato alla memoria di Antonio Aversano, sono delle grosse opportunità per la nostra regione; I concorsi fanno si che i nostri vitigni siano studiati ed approfonditi da sommelier di altre regioni mentre i gemellaggi sono traino e confronto sia di scuole che di esperienze. Possono diventare piccoli enti di collocamento per permettere ai nostri sommelier campani di acquisire esperienze all’estero.

Scuole Alberghiere Secondo la normativa vigente non si può somministrare alcol ai minori di 18 anni. Si potrebbe prevedere dei corsi di formazione di analisi sensoriale, dove nel triennio si insegna un percorso olfattivo del vino e riconoscimenti varietali con degustazione delle uve , in particolar modo analisi delle bucce ed insistere sulle tecniche di servizio e l’ultimo anno concentrarsi sul vino, sulla degustazione e sulla compilazione di una corretta carta dei vini, almeno campana.

Vino e Salute L’Associazione Sommeliers Campania, ha da sempre capito che il vino deve essere comunicato in modo positivo e risaltando le peculiarità salutari , l’uso e non l’abuso. Il progetto deve continuare con lo sviluppo nelle scuole, nei luoghi di ritrovo dei giovani. Con l’adesione dell’associazione Farmagourmed individuare anche la giusta strategia di divulgazione in ambienti scientifici.

Comunicazione Sito , web, tv e radio, oggi è indispensabile un contatto quotidiano con i soci attraverso le moderne tecnologie che siano digitali o cartacee, il digitale è diretto quasi in tempo reale ed economico , anche la televisione digitale Ais Campania apporta quel bagaglio di informazioni che il socio ricerca e che con le newsletter gli vengono comunicati, in più si potrebbe pensare di essere ospiti in qualche radio locale con uno spazio sommelier, su approfondimenti riflessioni del mondo Ais,

Bene la card fidelity per i soci Ais Campania.

Strumenti dell’associazione Le delegazioni devono poter possedere tutti gli strumenti utili a svolgere al meglio il proprio ruolo sul territorio. Videoproiettori, Laptop, Abbattitori di temperatura per il gruppo servizi, bicchieri , decanter ecc serigrafati. Ais Campania.

Elelzione delegati La democrazia è uno strumento utile alle  persone per scegliere il loro rappresentante, naturalmente noi non possiamo non tener conto dello statuto e del regolamento, che impongono la nomina dei delegati e del consiglio ma lo stesso non vieta laddove ne esista la necessità di tenere un assemblea consultiva di proposta e segnalazione da cui far emergere l’indirizzo politico da proporre al Presidente.

Sommelier internazionale la domanda del sommelier internazionale nasce dagli enti pubblici che realizzano fiere all’estero e dalle aziende che hanno necessità quando accolgono buyer stranieri di illustrare i propri vini ecc… L’associazione sommelier spesso riceve richiesta di queste professionalità, che scarseggiano. Compito dell’associazione è individuare o proporre a chi vuole percorrere questa carriera di far parte di una ” task force”. Prima di tutto il sommelier si deve fare le ossa con stage al seguito di altri sommelier internazionali dopodiché come per i relatori e per il gruppo servizio, ci sono i corsi di formazione anche per queste figure ci saranno dei corsi , quali ad esempio di lingua per apprendere con padronanza i termini della degustazione (naturalmente la base della conoscenza della lingua deve esserci già) o e corsi su usanze e tradizioni sul mercato di riferimento (es. in Giappone il bigliettino da visita si offre con due mani ecc. ecc.). Requisiti minimi per far parte di questa task force : n° x servizi, conoscenza n° x lingua straniera, compostezza nei modi.

Gruppo Servizi La riorganizzazione del gruppo servizi prevederà fondamentalmente la classificazione dei sommelier in 5 classi: verrà introdotta la figura del “Sommelier Internazionale”, un degustatore ufficiale con comprovata esperienza sia di degustazioni in pubblico che di servizio in sala ed ai banchi d’assaggio, e con una buona padronanza della lingua inglese. Ad esso saranno affiancate le figure di “sommelier caposervizio”, “sommelier esperto”, “sommelier” e “stagista”. Sarà anche ridisegnata la figura del responsabile del Gruppo Servizi regionale, al quale sarà affidato quale compito fondamentale quello di equilibrare la qualità del servizio in tutto l’ambito territoriale, assicurandosi che nelle varie aree regionali i servizi vengano espletati allo stesso livello qualitativo. Tutto questo operando attraverso la partecipazione diretta, in maniera ciclica e sistematica, ai vari servizi organizzati nelle diverse delegazioni, ed organizzando, laddove ne ravveda la necessità, interventi atti a formare un unico standard professionale che sia garanzia dei committenti di tutte le province. 

Capri Un impegno di questa presidenza sarà quello di costituire a Capri una sezione dell’Ais Campania, un investimento di risorse umane ed economiche che sarà per l’associazione un tassello prestigioso a completamento del paniere di aree turisticamente vocate ed evolute che già appartengono al gruppo Ais Campania.

Ais Nazionale L’intenzione di questa presidenza è quella di creare nei prossimi anni una squadra di persone capace di affrontare le elezioni Nazionali con preparazione e competenza ed esprimere un candidato Presidente nazionale con una giunta del centro sud .

Vice Presidente Il desiderio di questa Presidenza è che la vice presidenza, nominata dal consiglio, sia una persona con elevata capacità di comunicazione ed esperto conoscitore dei vini campani. Tale figura rappresenterà l’immagine dell’ais e sarà membro indispensabile per creare un gruppo di preparazione ai concorsi e coordinatore della guida ai vini campani.

Cordialmente,

Marco Starace

Qui potete leggere il programma di Nicoletta Gargiulo.

Il Sagrantino non è un vino per signore…

21 aprile 2010

Anche quest’anno si è svolto il Sagrantino Day International che ha visto, in contemporanea in tutto il mondo, i sommeliers AisWSA delle varie delegazioni territoriali tenere laboratori di degustazione e banchi di assaggio dei vini di Montefalco ed in particolare del vitigno più austero e tra i più autentici d’Italia, il Sagrantino. Tantissime le tappe su e giù per l’Italia, in Campania l’evento è stato organizzato dalla delegazione Ais della Penisola Sorrentina in quel del Crowne Plaza di Castellammare di Stabia dove ho avuto l’onore di parteciparvi come relatore assieme alla “padrona di casa” Nicoletta Gargiulo, Gianni Aiuolo e Salvatore Correale, con i quali, guidati dal presidente regionale Antonio Del Franco ed il giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro, abbiamo raccontato i vini in degustazione selezionati per noi dal Consorzio Tutela vini di Montefalco.

Il più nobile dei rossi di Montefalco  non è un vino per signore, e questo è un dato di fatto, a meno che, certe signore non abbiano che ricercare profumi e sapori forti, autentici, maschi! E’ un vino di grande struttura ottenuto esclusivamente da uve Sagrantino e grazie al ricchissimo corredo di polifenoli e di tannini, questo vino ha una longevità straordinaria ed esprime sin dalla sua giovane età tratti caratteriali inconfondibili che spesso l’accompagnano per tutto il corso della sua vita. Trascorre perciò, di norma, un lungo periodo di affinamento/invecchiamento, sino ai 30 mesi, prima di essere commercializzato.

Queste le mie impressioni sui vini presentati al panel di degustazione di Castellammare di Stabia, ho volutamente escluso dall’analisi il passito, siceramente “non pervenuto”:

Montefalco Sagrantino Taccalite 2006 Tiburzi Colore rubino piuttosto trasparente, il primo naso è incentrato su un frutto spiritoso ma molto gradevole, polposo che non manca di esprimere una certa riconoscibilità varietale. In bocca asciutto, austero, tannino in primo piano, sapore intrigante giocato su di una freschezza appena sormontata dalla carica glicerica. Non lunghissimo il finale di bocca, alla fine si rivekerà il meno convincente della batteria.

Montefalco Sagrantino 2006 Di Filippo Colore rubino abbastanza carico, poco trasparente. Il naso è molto interessante, floreale e fruttato, balsamico e speziato, caratterizzato da mora e ribes nero ed un delizioso rincorrere di percezioni dolci di liquerizia. L’annata 2006 è stata caratterizzata da un inverno freddo ed asciutto che ha comportato un germogliamento piuttosto tardivo per il varietale. Anche l’estate è stata caratterizzata da intense giornate piovose, ma il periodo di maturazione dell’uva sino al raccolto è stato costantemente caldo ed asciutto pertanto il frutto non ne ha risentito più di tanto anche se si esclude un’annata a cinque stelle. Chi ha saputo lavorare bene in cantina ha tirato fuori un Sagrantino integro, con strutture certamente non all’altezza delle annate più regolari ma comunque rappresentative del vitigno, godendo magari di una minore tannicità espressa nel vino. Ottima beva questa di Di Filippo, finale di bocca armonicamente equilibrato.

Montefalco Sagrantino 2005 Rocca dei Fabbri Una volta svelate le bottiglie ed annunciati i vini sono rimbombate in sala voci ed espressioni del tipo “lo sapevo, è lui, come si fa a non riconoscerlo?” o affermazioni tipo “non poteva esser che lui!”. In effetti quello di Rocca di Fabbri è il vino che tutti (o quasi) abbiamo subito associato alla piacevolezza, alla rotondità, alla maggiore predispozione alla beva rispetto agli altri vini in batteria, più crudi, austeri, pur nei limiti di alcuni di essi, decisamente Sagrantino. Il colore è di un bel rubino tendente al granato con sfumature aranciate sull’unghia; Il naso è intenso ed abbastanza complesso, frutta macerata e lievi note di cannella aprono il ventaglio olfattivo, fine ed abbastanza elegante. In bocca è secco, senza dubbio caldo, rotondo e piacevole, quasi masticabile per la dolcezza del frutto. Il finale è lungo, avvolgente, una carezza inattesa da una mano tesa in un pugno deciso.  

Montefalco Sagrantino 2005 Scacciadiavoli Il colore è molto invitante, rosso rubino netto, cristallino, abbastanza trasparente. Il naso offre un bel ventaglio olfattivo che va dai fiori rossi a piccoli frutti rossi e neri e note balsamiche, solo a tratti speziate. Anche qui è emblematico il riconoscimento di mora e di ribes nero, sfumature di inchiostro e chiodi di garofano. In bocca mostra un bel caratterino, è secco, a dir poco asciutto, il tannino accompagna tutta la beva e si guadagna certo un ruolo da protagonista sino alla fine, quasi graffiante. Un vino imperdibile per chi ama le durezze, una gran bella sfida degustativa da maritare a piatti grassi ed aromatici, ad una cucina schietta e sincera.

Montefalco Sagrantino 2004 Terre de’ Trinci Il 2004 a Montefalco è stata una annata caratterizzata da una straordinaria piovosità, acqua abbondante sino a primavera che ha ritardato la ripresa vegetativa delle viti e ne ha rallentato l’andamento, ecco perchè alla fine, in epoca vendemmiale, si è dovuto attendere sino alle tre settimane per portare a termine la raccolta protratta sino alla fine di ottobre. Tutto ciò non ha consegnato certo una vendemmia a cinque stelle, ma ha comunque consentito di avere una materia prima più “docile” e chi ha saputo interpretarne al meglio le caratteristiche ha tirato fuori comunque un ottimo prodotto da consegnare al mercato, per qualcuno più fine ed elegante delle vendemmie successive degustate, anche se non posso non sottolineare che per finezza ed eleganza, a parlar di Sagrantino, c’è da mettere quasi sempre le mani avanti: escludiamo infatti certi parametri comuni a tante altre uve nel nostro paese poichè non certo facilmente riscontrabili nelle primissime caratteristiche di un vitigno come il Sagrantino, che vuole essere sempre e comunque un vino uguale a se stesso: possente, importante, dal carattere superbo e senza mezze misure. Non un vino per signore insomma! Il vino di Terre de’ Trinci, una delle prime aziende a credere nel potenziale del Sagrantino vinificato secco, mi è piaciuto molto, dal colore splendente, dal naso lieve ma costante, orizzontale, dal gusto deciso, asciutto ma corroborante e non aggressivo, con un finale equilibrato e dalla beva armonica.

Il Sagrantino Day è una manifestazione certamente originale voluta fortemente dal Consorzio di Tutela dei Vini di Montefalco e che vede l’Ais promotore e comunicatore di grande qualità, devo dire che l’ambiente in cui ci siamo mossi lo scorso lunedì 19 Aprile concedeva un gran bel colpo d’occhio a chi vi ha partecipato. Queste le etichette oggetto della degustazione (foto Giovanni Lamberti). Come sempre, comunicare il vino con tutto l’amore (e la professionalità) possibile!


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