Posts Tagged ‘primo sommelier della campania’

Vigna Piancastelli 2005 Terre del Principe

3 gennaio 2013

Un formato speciale di 12 litri che se ne stava lì da più di quattro anni a ricordarmi una delle piacevoli soddisfazioni che mi ha regalato questo mestiere, vincere nel 2008 il titolo di Primo Sommelier della Campania.

Angelo Di Costanzo - foto L'Arcante

Icona ingombrante, quasi impossibile conservarla alla giusta maniera, con un paio di traslochi sul groppone, non s’aspettava che l’occasione giusta per farla fuori. E venne il giorno lo scorso 30 dicembre, quando l’abbiamo condivisa, bicchiere più bicchiere meno, con una cinquantina di persone in occasione della prima Festa del Clan®¤. 

Si tratta di pallagrello nero e casavecchia della vigna omonima “Piancastelli” in località Beneficio a Castel Campagnano. E’ il vino di Manuela¤, nel senso che è il suo prototipo: un rosso di caratura importante, grande struttura, non necessariamente votato al lungo invecchiamento perché destinato ad un consumo diciamo sul breve. Così nasce il Vigna Piancastelli, da grappoli selezionati uno ad uno, con una piccola percentuale lasciata addirittura appassire in pianta. Poi legno, nuovi e francesi, con tanti mesi di affinamento in bottiglia, all’incirca diciotto. 

Cosa raccontarvi? Lasciando stare parole troppo impegnative – non eravamo certo in una condizione ambientale assai favorevole ad una degustazione tecnica -, a quanto pare è piaciuto tanto; invero spiazzando molti, che nemmeno immaginavano si potesse osare tanto col pallagrello¤ e il casavecchia¤. Dalla sua, nonostante le ambasce di una conservazione non proprio ortodossa, sicuramente il formato speciale che l’ha aiutato a preservarsi al meglio; trovarlo però così pimpante ci ha rinsavito un po’ tutti: addirittura ancora vinoso, dal naso invitante, ben centrato sul frutto in molte sue declinazioni e sfumature (mirtillo, prugna ma anche melissa e tabacco), senza una sbavatura, con un sorso di spessore, teso e avvolgente e con un finale sì morbido ma piacevolmente setoso e ammiccante. Adesso non mi rimane che portarmi via quel titolo dalla bottiglia, con l’etichetta, bellina, firmata quell’anno da Giovanna Picciau.

The era of the sommelier as “Delphic Oracle” is over, lo dicono a Talia Baiocchi* su “Eater”

19 aprile 2012

L’amico sommelier e giornalista Andrea Gori (da Burde) mi segnalava iersera questo articolo apparso su “Eater”, il giornale on line di Talia Baiocchi. Il pezzo, “The Era of the Sommelier as Delphic Oracle Is Over” è interessante e descrive chiaramente la nuova veste del sommelier moderno, non più semplicemente un Oracolo ma un vero comunicatore a 360°. In home page c’è una mia foto – l’hanno scovata Flickr -, è la prova di decantazione al concorso “Primo Sommelier della Campania vinto nel 2008! 

“People are no longer looking for the best wine, they’re looking for the most distinctive wine,” says Levi Dalton, sommelier at Boulud Sud in New York City. While that may just sound like semantics, it’s actually the single most significant development in the diner-sommelier relationship over the past 20 years. 

Raj Parr, the wine director for the Michael Mina group and the co-author – along with Jordan Mackay – of Secrets of the Sommeliers said that in 1996, when he first started as a sommelier it wasn’t about anything but what the guest wanted. Now, he says, the sommelier is less of a steward and more of an ambassador. Sommeliers are no longer just there to give the diner what they are familiar with; they’re there to expose them to something they probably wouldn’t have discovered on their own.

Qui l’articolo per intero pubblicato lo scorso 17 Aprile. 

*Talia Baiocchi is Eater’s Wine Editor. Find her on Twitter at @TaliaBaiocchi and over at “Eater NY” where she covers the treacherous world of New York wine lists via her Decanted column.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 2.416 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: