Archive for the ‘I LUOGHI’ Category

Nocera Inferiore, Osteria Al Paese

16 maggio 2016

A Nocera Inferiore non ci capiti per caso, ci vieni apposta per uno o due motivi ben precisi, vieni a trovare un amico, oppure, magari, per mangiare all’Osteria Al Paese. In entrambi i casi l’accoglienza è calda e disponibile e la cucina non lascia certo indifferenti. 

Nocera Inferiore, Osteria Al Paese - foto Ledichef

”Al Paese” è un bel posto, caldo e accogliente, ci stai subito a tuo agio, fa niente che là fuori tira vento e piove come se non ci fosse un domani, da questa parte si sta invece comodi e molto ben disposti.

Domenico, l’oste, ripropone con sana ortodossia quella figura antropologica ormai tanto rara da trovare in giro e di cui si sente sempre bisogno quando ci si siede a tavola con l’idea di affidarsi: l’approccio è disponibile ma non invadente, offre cioè sapienza e non supponenza, convinzioni – sul vino, non tutte condivisibili ma sue e ben chiare, ndr – senza tuttavia il dovere di imporre chissà ché, più la capacità di interlocuzione scevra dai classici monologhi tuttologi senza alcuna via di scampo per i commensali.

Osteria Al Paese, Linguine con 'Jammarielli' - foto Ledichef

In altri tempi si direbbe ”sana ospitalità”, condizione capace di assolvere tranquillamente anche qualche distrazione che in certi momenti, inevitabilmente, sopraggiunge. La cucina è comunque di assoluta prima mano, ben curata e di sostanza, affidata da un paio d’anni alle mani del giovane Sarnese Lorenzo Montoro.

I piatti che arrivano in tavola richiamano immediatamente il territorio, un circondario unico ”chiuso” tra il mare della costa salernitana qui a pochi chilometri, 18 circa, l’Agro Nocerino-Sarnese e i Monti Lattari, pura acquolina e un bell’invito al buon umore!

Osteria Al Paese, Agnello Laticauda - foto Ledichef

Zuppa dell’orto, I carciofi, dei saporiti Cappelletti ripieni di genovese, Linguine con ”jammarielli’ (in foto), una strepitosa Guancia di maiale e ancor più l’ottimo Agnello ne sono vibrante testimonianza a cui ti avvicini con aspettative alte e tutte assolte con dovere. Dessert invitanti. Un po’ più di attenzione meriterebbe la carta dei vini, forse alle prese con una rotazione di cantina un poco lenta ma che non disdegna piacevoli coup de coeurs. Conto sui 50 euro, escluso i vini.

Osteria Al Paese
Via Papa Giovanni XXIII, 11
Nocera Inferiore
tel.: +39 081 5176722
http://www.osterialpaese.it
info@osterialpaese.it

© L’Arcante – riproduzione riservata

Napoli, La Locanda del Buongustaio

20 dicembre 2015

Passeggiare per Napoli, confondersi con migliaia di genti che inondano i vicoli, i corsi, le piazze ha un sapore davvero particolare, ad ogni angolo di strada poi ci si mischia con chi insegue i profumi di una tradizione mai sopita qui in centro città, quella serbata gelosamente dalle storiche trattorie.

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Nel ventre di Napoli sono un po’ ovunque, quasi sempre a conduzione familiare, non di rado da generazioni: hanno cucine anguste, spesso pochi tavoli, 4 forse 5 ‘assettati’ almeno tre-quattro volte per servizio, ambienti spartani ed una organizzazione del lavoro essenziale ma estremamente funzionale.

Per alcune quel che le fa vero luogo di culto sono la storia delle persone che le animano ed una cucina schietta e sincera. Pochi piatti ma solidi, saporiti e alla portata di tutti. Quasi sempre sono fuori dai circuiti gastronomici più conosciuti ma, a pensarci, stanno sempre là e sono sempre piene con la fila in strada.

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Così è alla Locanda del Buongustaio, nei dintorni della Pignasecca; ci vieni per la Genovese, uno spaghetto al pomodoro, le melanzane alla parmigiana, le polpette al sugo, i fritti, il babà, la pastiera. Il servizio è cordiale e dispensa sorrisi. Il vino è della casa oppure ti prendi una tra le due buone scelte in bottiglia (consigliato). Conto sui 15/18 euro. Ben spesi.

La Locanda del Buongustaio

Vico Basilio Puoti, 8 Napoli
Tel. 081 5512626 – prenotare é bene
Sempre aperto, chiuso domenica sera

© L’Arcante – riproduzione riservata

Venticano, il Prosciuttificio Ciarcia

7 ottobre 2015

Una storia che ha radici così lontane nel tempo, che inizia nei primi dell’800 ed arriva sino ai giorni nostri merita senza dubbio alcuno di essere raccontata. E noi lo facciamo perché il Prosciuttificio Ciarcia di Venticano è un piccolo gioiello che va vantato.

Nicola Ciarcia, l'arrivo delle cosce

Come ci racconta Nicola Ciarcia (nella foto) tutto nasce da una mera consuetudine divenuta poi col tempo forte tradizione: ‘da queste parti buona parte delle famiglie della zona acquistavano le cosce dei maiali locali, se le lavorava per conto proprio, le salava e le stagionava di sovente nelle proprie cantine in pietra per farne in qualche maniera merce (preziosa) di scambio’.

Ciarcia, la ripulitura - foto A. Di Costanzo

Così è stato anche per la famiglia del primo Nicola Ciarcia, seguita poi da suo figlio Michelangelo e, dopo di lui, da Vittorio Ciarcia che ne ha fatto vera e propria impresa commerciale mettendo su nel 1930 il prosciuttificio, capace oggi di movimentare circa 60.000 prosciutti l’anno, prodotti sostanzialmente da suini allevati secondo antica tradizione contadina e lavorati con scrupolo ed attenzione artigianale e messi in circolo dopo una stagionatura che può arrivare sino ai 18 mesi.

Ciarcia, stagionatura - foto A. Di Costanzo

Il Prosciutto Irpino sostiene una stagionatura di almeno 18 mesi. Viene ottenuto dalla selezione di cosce di maiali nati, allevati e macellati in Italia. Diverse le fasi di pulitura, abbattimento di temperatura, salatura e lavorazione degli scarti prima di essere avviato alla stagionatura.

Ciarcia, l'ingrassatura - foto A. Di Costanzo

Il Culatello Irpino di casa Ciarcia¤ è un prodotto molto conosciuto, si ricava da cosce di suino adulto, esclusivamente italiano, allevato secondo metodi tradizionali. E’ prodotto in quantità limitate ed è stagionato per almeno 12 mesi.

Ciarcia, la Culaccia a sx (culatello irpino), il Fiocco a dx - foto A. Di Costanzo

Dal prosciutto ripulito dall’osso, oltre al Culatello (nella foto, la parte in alto a sinistra) viene fuori il Fiocco (la parte in basso a destra, ndr). E’ parente stretto del Culatello ma più magro e piccolo. Proviene esclusivamente da coscia di suino italiano, è salato e sugnato a mano ed ha una stagionatura mai inferiore ai 7 mesi.

Ciarcia, Culaccia Irpina - foto A. Di Costanzo

Il negozio collocato al piano strada dello stabilimento chiude virtualmente la filiera consentendo anche a privati di fare acquisti al dettaglio. Non mancano naturalmente altri prodotti del territorio come una selezione di formaggi di diverse pezzature e stagionature e tutto quanto una bottega del gusto non si deve far mancare: olio extravergine di oliva, vino, spezie, aromi, conserve, confetture, marmellate e tanto altro.

Ciarcia, il negozio - foto A. Di Costanzo

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Prosciuttificio Ciarcia

Contrada Ilici, Zona P.I.P.
83030 Venticano (AV)
Tel. 0825.96.53.09
Fax. 0825.96.57.57
info@vittoriociarcia.com

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Pozzuoli, Fuoco Bistrò dell’Abraxas Osteria

2 ottobre 2015

Abraxas Fuoco Bistrò - foto L'Arcante

All’Abraxas¤ come una volta, cioè come quando poco più di dieci anni fa tutto ebbe inizio; invero è assai difficile tornare indietro e non è detto che questo sia un male, anzi. Il bel locale di Nando Salemme diviene sempre più bello, contemporaneo, attento alle esigenze degli avventori, anche di coloro i quali si vogliano dedicare ad un buon bicchiere di vino per fare giusto quattro chiacchiere. L’ambiente è indovinato, i colori sono quelli giusti, le luci calde fanno il resto, il forno è ad appena due metri…

Abraxas Osteria

Via Scalandrone, 15

Tel.: 0818549347

abraxasosteria.it

Chiuso il Martedì e la Domenica sera

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Giolì, il mattino ha l’oro rosso in bocca

5 settembre 2015

Angelo Di Giacomo ha una di quelle storie che vale la pena ascoltare, sempre. Lui vale come quinta generazione al lavoro qui sul Vesuvio, a lui si deve il merito di continuare sulla strada dei vecchi nella coltivazione dell’oro rosso napoletano, il pomodorino del Vesuvio dop, da alcuni anni Presidio Slow Food¤.

Az. Agricola Giolì, Angelo Di Giacomo - foto L'Arcante

Andatelo a trovare ad Ercolano, dove la casa del padre oggi è tutta tinta di rosso, file di pomodorini ‘col pizzo’ rallegrano il porticato e il cellaio in vista dell’inverno. Una piccola parte è destinata al consumo familiare, ma lui ne ha saputo fare attività commerciale e fonte di reddito; oggi da Giolì arrivano da tutto il mondo, piccoli connosseurs s’intende, così le sue conserve fanno il giro del globo.

I Piennoli di Pomodori Dop del Vesuvio - foto L'Arcante

Ma il cuore batte nel vedere i piénnoli che per abitudine vengono appesi alle pareti o ai soffitti, riuniti in schiocche e legati con cordini talvolta di canapa. Alcuni gialli per una selezione fatta proprio da Angelo. La fatica inizia a marzo e aprile con la semina, confidando in una ‘stagione’ senza troppe bizze tra fine giugno e i primi di agosto si raccolgono i frutti, le pummarole, ma è l’arte della conservazione che ne fa, giunti in inverno, un bene prezioso, oro rosso, vero e proprio cult per noi napoletani.

‘Angelo Di Giacomo counts as the fifth generation to work here in Vesuvius land, he is following on the path of the old in the cultivation of the neapolitan red gold, the tomato Vesuvius dop, Presidio Slow Food.’

Giolí di Angelo Di Giacomo
San Giorgio a Cremano (Na)
via Palmiro Togliatti, 37
tel. 081 7714144
cel. 338 6356591 – 328 9757537
info@agricolagioli.it

© L’Arcante – riproduzione riservata

Il Purgatorio e il Paradiso

5 agosto 2015

Messa così sembrerebbe il paradosso a cui molti si rassegnano quando si trovano a scegliere una tavola dalle nostre parti. Sud è invece una scommessa vinta a mani basse e oggi lo è in maniera definitiva e assoluta. Punto. E basta.

Le Alici in Purgatorio di Marianna¤, o del pesce povero, la semplicità assoluta, che viene travolto dal limbo di una redenzione che non arriverà mai sospeso tra le fiamme perenni e quegli spiragli di luce che la terra flegrea sussurra ma poi concede sempre più raramente. La grande soddisfazione? Aver superato tutto questo con grande slancio e perseveranza, ma così è lo straordinario sapore della vittoria, sempre un po’ amaro nel retrogusto ma sostanzialmente indiscutibile! Con il bello che deve ancora venire…

Il Gran Fritto, Marianna Vitale Sud Ristorante - foto L'Arcante

Il Paradiso sta nel Gran Fritto di Sud, un piatto spesso snobbato perché comune a molte carte e non di rado più astratto ed impalpabile che godurioso come invece questa splendida rappresentazione di colori e sapori. Ci sta dentro un legame eterno, quel profumo un po’ ruvido ma indimenticabile della domenica a mezzogiorno, le mani di mamma dai polpastrelli rossi che scivolano lungo il mantesino per levare via l’unto prima di pizzicare il sale.

C’è tutto il ricordo di una vita, di un mare lontano che a Quarto non si vede ma c’è, un piatto che fortifica il desiderio delle labbra sapide e della pancia piena. E di un bicchiere o due di Falanghina Coste di Cuma. Perchè chi ama torna sempre!

‘Marianna’s dishes are extraordinary, with a strong personality, suspended between purgatory and paradise’.

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Ristorante Sud
Via SS Pietro e Paolo n° 8 Quarto (Napoli)
tel. 081.0202708
http://www.sudristorante.it
Aperto la sera, domenica e festivi a pranzo Chiuso il lunedì

© L’Arcante – riproduzione riservata


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