Ma che te lo dico a fare?

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Amo fare la spesa, e nonostante sia diventato sempre più “impegnativo” districarsi tra offerte premium e tentazioni sopra ogni scaffale, mi ci diverto ancora. Poi con Letizia nel carrello, con quei suoi occhioni curiosi… macchéttelodicoaffare!Capita talvolta qualcosa che ti salti agli occhi. Sarà che ci tieni particolarmente a certe cose, e hai sempre quella strana sensazione di essere capitato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. O più semplicemente di aver mal compreso, o non capito bene. E invece, invece no, stavolta è proprio così.

Leggo testualmente: “Porchetta, solitamente si affetta a mano e si mangia con del pane fresco. Classico è l’abbinamento con un vino Frascati.” – “Corallina, è perfetta insieme a uova sode, pizza di formaggio e un bicchiere di vino rosso”. – “Ventricina, vista la speziatura piccante è perfetta sulla pizza alla diavola. Può essere abbinata con un vino strutturato, tipo Montepulciano d’Abruzzo”. – “Guanciale, può essere gustato a fette sottili su del pane caldo. La sua vera vocazione è però quella di finire nei sughi, come l’amatriciana. Ideale l’abbinamento con un vino rosso doc della Sabina”. – Ma il meglio arriva quando si scrive della Salamella Romana, che – recita la brochure, chiara seppur un po’ vetusta – “si consiglia di consumarla morbida, poiché rimane molto dolce e profumata. Ottima con un vino dei Castelli Romani, tipo Montiano”.

Si descrivono – è evidente – alcuni salumi tradizionali del centro Italia, nella fattispecie prodotti dalla Fiorucci. E’ pur vero che si gioca con l’abbinamento per territori, e che l’azienda promuove “i grandi sapori d’Italia dal 1850”. Nel frattempo però qualcosa nel mondo, non solo del vino, è cambiato. Se ne saranno accorti?

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2 Risposte to “Ma che te lo dico a fare?”

  1. rovino Says:

    nel mondo del vino si, ma fra gli umani della specie “da supermercato?”. Secondo me questi luoghi comuni funzionano ancora molto bene e sono alla portata della maggior parte dei frequentatori di Fiorucci & friends.

  2. Angelo Di Costanzo Says:

    Si ma il Sabina doc no! Accetto l’idea di un linguaggio “banale” ed esclusivamente funzionale. Urge un sondaggio tra le specie “da supermercato” per individuare quale Sabina doc! 🙂

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