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Angelo Di Costanzo entra a far parte di ASPI, l’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana

14 ottobre 2019

E’ una buona notizia per la Sommellerie campana quella che vede il ritorno in campo in ambito associativo professionale del professionista flegreo.

Angelo Di Costanzo, classe ’75, di Pozzuoli, già protagonista di lungo corso del mondo del vino¤, è dal 2015 impegnato nel board direzionale di Food&Beverage di San Gregorio Ristorazione, società del Gruppo Feudi di San Gregorio di Sorbo Serpico. E’ stato Miglior Sommelier della Campania nel 2008 ed eletto Sommelier Italiano dell’anno per la Guida L’Espresso 2014¤.

’Era forte il desiderio di contribuire con la mia esperienza al lavoro di aggregazione, divulgazione e formazione professionale avviato da alcuni anni in Campania da ASPI¤, l’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana’’, che ricordiamo essere l’unica associazione italiana riconosciuta dall’ASI¤ (Association de la Sommellerie Internationale) e punto di riferimento in Italia della più alta espressione della Sommellerie contemporanea, presieduta dal Campione del mondo Giuseppe Vaccarini e guidata in regione da Ciro Laringe, Vice Presidente Nazionale e da Giuliano Mallardo alla Direzione dei Corsi che hanno accolto con grande apprezzamento la notizia.

‘’E’ necessario, oggi più che mai, rafforzare la figura di Alta professionalità che ogni Sommelier deve saper rappresentare nel mondo del vino, dove si è costantemente alla ricerca di donne e uomini preparati, specializzati e capaci di fare la differenza con il proprio talento e lavoro’’ ci tiene a precisare Angelo.

‘’Proveremo a farlo con grande slancio, sostenendo i Corsi Propedeutici affiancandovi alcuni appuntamenti di particolare levatura didattica e con degli approfondimenti tematici che avvicinino sempre di più i Professionisti, ma anche gli appassionati, alle straordinarie suggestioni che sono capaci di regalare i meravigliosi territori, le aziende e i grandi vini del nostro paese, e non solo!’’. Non resta quindi che rimanere in contatto con ASPI!

ASPI CAMPANIA
via Monte di Cuma 3, Pozzuoli (Na)
Tel. 081 804 6235
mail: napoli@aspi.it

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Quel che resta non siano briciole

30 dicembre 2016

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L’intuizione, la creatività, il talento, l’arte di un grande Chef non puoi certo delegarla, un suo piatto però sì. Vi sono mille ragioni per discuterne per giorni, eppure, a pensarci bene, è già così da sempre, in particolar modo nelle cucine cosiddette d’autore o più semplicemente gurmé.

Per contro, il talento, la passione, la personalità, l’arte dell’accoglienza di un Cameriere o di un Sommelier di quelli bravi no, resta affare un tantino più difficile e complesso: in certi casi, quando lui non c’è in sala, si vede e come.

Un mestiere quello di stare in sala in chiara difficoltà, provato da molteplici fattori, la fretta del nostro tempo anzitutto che non concede tregua alcuna. Così siamo profondamente in ritardo e non c’è ricambio generazionale da aspettare. Un mestiere, questo, su cui bisogna tornare ad investire soprattutto del tempo, più che le chiacchiere di molti.

In mezzo al dibattito l’Italia degli ormai mille e più cronisti del gusto, o del food, come amano definirsi ultimamente. Il nostro è un paese dal destino segnato: oltre a Santi, Poeti e Navigatori finirà per avere più cronisti enogastronomici che ristoranti e vini da raccontare. Certo prima o poi il buffet finirà, qualcuno avrà già in serbo un nuovo indirizzo a cui fare visita qualcun altro saprà riadattarsi, campo ce n’è e vi è sempre il mestiere di allenatore che più o meno, è risaputo, è alla portata di tutti. In fondo uno che ti paga per farlo lo trovi sempre [cit.].

L’auspicio è che quel che resta non siano solo briciole, anche perché pure quelle sembra che nessuno più le voglia levare.

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Le ragioni del bere vino blu

2 settembre 2016

C’è stato un periodo di gran fermento per gli appassionati di vino, quando si ragionava su tutto e ci si faceva domande profonde, talvolta delle più improbabili epperò precise, quesiti che richiedevano risposte plausibili e circostanziate: il terreno, l’altitudine, varietali autoctoni o alloctoni? E poi rese per ettaro, portainnesto Paulsen o Ruggeri, tostatura delle doghe usate per le barriques, di primo, secondo o terzesimo passaggio, il sughero o il silicone, e bordolese quale? A spalla alta, tronco-conica. Vieppiú sul colore, le sfumature, le ragioni dell’ananas ed il miracolo minerale, la ricchezza e la profondità degli abissi marini. In pianura, sulla costa come in montagna. Il prezzo, eh… il prezzo, il mondo di mezzo. Per non parlare della comunicazione, l’immagine, il brand. Il successo di vendite!

Poi, sembra, un lento declino: pare vadano via solo le bolle, e il vino vegano, e mò, peggio, blu. Mi sa che qualcosina non ha funzionato, e qualcuno – non noi, sia chiaro – non ha fatto bene il suo lavoro, evidentemente.

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A bocca asciutta

5 giugno 2016

Il fatto è questo: sembra che la gente abbia ripreso ad uscire. Pian pianino, pur facendo due conti stretti stretti pare abbia riscoperto il piacere di stare fuori casa, spostarsi anche per cinquanta chilometri per un piatto di pasta o una pizza fritta anziché rincoglionirsi davanti alla tele.

E in effetti i ristoranti e le pizzerie tornano ad essere ”sempre pieni”, un segnale importante in un momento economico che continua ad essere di difficile lettura e che però ci consegna una opportunità  davvera straordinaria per la nostra tavola: in Italia non si è mai mangiato meglio come negli ultimi anni e questo è un dato di fatto, e mai così tanti grandi protagonisti primeggiano contendendosi lo scettro di migliore dei migliori.

Cuochi e Pizzaiuoli vere Stars, magari tra un po’ toccherà a camerieri e sommelier, chissà. Affascinano un po’ un meno, ma ancora per poco. Il passaggio del testimone è nell’aria. Fioccano così rassegne, eventi, feste, congressi, showcooking, galà di presentazione di guide, pillole quotidiane se non intere trasmissioni in TV, reality, masterchefs vari sulla payTV. Passerelle un tempo elite per pochi ora menate fighissime consentite un po’ a tutti basta che abbiano una giacca bianca e un po’ di aria da friggere!

Ma qual è il genio tutto italiano dinanzi a tutto questo ben di Dio? Si svuotano i ristoranti e le pizzerie (sempre pieni) dei loro grandi protagonisti per portarli in giro per rassegne, eventi, feste, congressi, showcooking, galà di presentazione di guide, pillole quotidiane se non intere trasmissioni in TV, reality e masterchefs vari sulla payTV. Spettacoli un tempo elite per pochi ora invece a portata di click, addirittura on demand comodamente seduti sul divano, davanti alla tele a nutrirsi di aria fritta!

È vero, è un pensiero forse un poco malato questo, uno stillicidio che sa di beffa dal sapore dolce amaro, oppure è solo quello che sta succedendo, una sovraesposizione che rischia di lasciarci come al solito a bocca asciutta.

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