Ciao Carlo

8 dicembre 2016 by

Carlo Numeroso, I Borboni - foto A. Di Costanzo

La chiesa gremita di gente a Lusciano, oltre modo piena, sino al piazzale antistante dove si è sistemato chi non è riuscito a trovare posto all’interno. Parenti, amici e tantissima gente comune, moltissimi gli amici produttori e addetti ai lavori che non hanno fatto mancare partecipazione, affetto e vicinanza alla famiglia tutta.

Un sentito, caloroso ed accorato ultimo saluto a Carlo Numeroso, Principe dell’Asprinio d’Aversa prematuramente scomparso, tra coloro a cui si deve la conservazione ed il rilancio della viticoltura in queste terre, di questo autentico e prezioso vino della provincia di Napoli e Caserta, amato dal popolo eppure capace di appassionare i più grandi cultori della vigna e della tavola italiana, da Soldati a Veronelli.

Da noi tutti ancora un abbraccio ai figli, alla moglie e tutta la famiglia Numeroso.

L’Alberata aversana¤.

Piccola Guida all’Asprinio d’Aversa¤.

Lusciano, I Borboni¤.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Cuochi e Camerieri (Sommelieri compresi)

4 dicembre 2016 by

I Nuovi Mostri, Hostaria con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi - foto tratta dal web

Il cuoco è un artista, tocca fare i conti con il suo talento ogni giorno.
Il cameriere (Sommeliere compreso) è un fine cesellatore, è dentro ogni cosa e al di sopra di tutto.

Il cuoco è stato con ogni probabilità uno sguattero, le sue origini non mentono.
Il cameriere (Sommeliere compreso) è stato anche uno sguattero, le sue origini non mentono.

Il cuoco è un fine pensatore, spesso se ne sta sulle sue perché è indispensabile che lo faccia. La straordinaria vena creativa non avrebbe altra spiegazione.
Il cameriere (Sommeliere compreso) è diplomatico, non a caso sta sempre in mezzo alla gente.

Il cuoco sta al pass e non si perde un impiattamento.
Il cameriere (Sommeliere compreso) sa come si sta al pass, quanto è fondamentale un corretto impiattamento.

Il cuoco ne sa e come di cucina, materie prime, tecniche di cottura, porzioni scientifiche, architettura, tecnica di abbinamento cibo-vino.
Il cameriere (Sommeliere compreso) ne sa e come di cucine, materie prime, tecniche di cottura, tutto sulla tecnica di abbinamento cibo-vino. Solo talvolta si interessa di architettura.

Il cuoco beve vino. Ama lo Champagne.
Il cameriere (Sommeliere compreso) sa tutto sul vino, tutto tutto sullo Champagne e la Borgogna. E Bordeaux. E l’Alsazia. Li ama tutti. Dippiù quelli in omaggio.

Il cuoco dovrebbe ascoltare chi sta in sala, soprattutto i clienti scontenti.
Il cameriere (Sommeliere compreso) ascolta chi sta in sala, soprattutto i clienti scontenti. Risolve i problemi e riporta – non sempre fedelmente – al cuoco.

Il cuoco esce in sala quando acclamato.
Il cameriere (Sommeliere compreso) entra in cucina solo quando autorizzato.

Il cuoco sa tutto sul pesce e sulla carne. Ma anche su tutto quanto il resto.
Il cameriere (Sommeliere compreso) sa tutto sul pesce, sulla carne e su tutto quanto il resto. Quando ha un dubbio o non sa, fa domande. Prima di tutto al cuoco.

Il cuoco dovrebbe sapere tutto sul servizio in sala.
Il cameriere (Sommeliere compreso) sa tutto sul servizio in sala.

Il cuoco e il cameriere (Sommeliere compreso) non si parlano abbastanza, non di rado si accontentano dello stretto necessario.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Champagne Days al San Gregorio Ristorante

3 dicembre 2016 by

Champagne Days al San Gregorio Ristorante

Une eau de roche est claire, limpide, cristalline, comme si la source d’eau sortait tout droit du cœur de la montagne, pure, sans aucune pollution. L’expression “être clair comme de l’eau de roche”, qui exclut l’eau de pluie ou les eaux douces de cours d’eau, indique une excellente transparence dans les propos.

Chiaro, puro, cristallino, come acqua di roccia. Questo è il valore aggiunto da ricercare in uno Champagne perché sia immediatamente piacevole. Così è, pienamente espressiva e godibile, la cuvée Brut Réserve Boizel, da Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier. A dicembre, per chi vola da Napoli, al San Gregorio Ristorante, Champagne Days!

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San Gregorio Ristorante

Aeroporto Internazionale di Napoli

V.le F. Ruffo di Calabria 80144 Napoli

Tel. +39 0810199367

Champagne Boizel

46 avenue de champagne

51200 Epernay

www.feudi.it

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© L’Arcante – riproduzione riservata

Il respiro del vino

21 ottobre 2016 by

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[…] Il profumo forse è l’aspetto sensoriale più straordinario del vino, perché è anche il linguaggio della sua composizione, della sua storia, delle sue tradizioni, dei territori in cui nasce e dei microclimi che ne accarezzano i giorni. Il vino è la sintesi sorprendente dei profumi di tutto ciò che ci circonda, perché ha nella sua natura più profonda le tracce della terra, dei fiori, dei frutti, delle spezie, del mare, della montagna, del vento, della luce e di tante altre cose che nobilmente rappresenta. (Luigi Moio)

Questo libro – non ho il minimo dubbio -, diverrà presto un best seller! Mi sento davvero fortunato di aver condiviso con Luigi, il prof. Luigi Moio¤, tante chiacchiere e bevute in questi ultimi anni che mi hanno insegnato tanto e aperto ad un approccio al vino e al suo mondo estremamente significativo.

Il Respiro del Vino

”conoscere il profumo del vino per bere con maggiore piacere”

Luigi Moio, 2016 © Mondadori

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Degustatio Praecox

6 ottobre 2016 by

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Capita talvolta di aprire una bottiglia e rimanere spiazzati dal suo profilo organolettico. Capita per vini giovanissimi non ancora “pronti”, più spesso per quei vini stipati per lungo tempo: il naso arranca “muto”, il sorso pare avere qualche problema, talvolta disarmonico, può darsi pesante.

Attenzione! Prima della cattiva idea di sparare a zero talvolta basta aspettare un po’, a certi vini basta davvero poco per rivelarsi invece pienamente espressivi. Qualcun’altro farà un po’ più fatica, e allora bisognerà dargli più tempo, anche un giorno o due se necessario. E’ così che si nutre la passione, così ci si rifà la bocca su preconcetti e pregiudizi.

© L’Arcante – riproduzione riservata 

Carinola, Falerno del Massico rosso Rampaniùci 2010. Il gioiellino di Giovanni Migliozzi

1 ottobre 2016 by

E’ sempre piacevole ritornare su certi vini, seguirne la crescita, rileggere le impressioni e le suggestioni che ha saputo regalare negli anni. Senza perdersi mai del tutto di vista.

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Rampaniùci è una collina celata da una trama di fitta boscaglia apparentemente ineludibile, dove ci si arriva attraversando un labirinto di anfratti sterrati che scorrono paralleli alla strada comunale di Casale di Carinola che, in località “le Forme”, all’improvviso, sbuca proprio ai piedi dell’altura.

Il reimpianto della vigna è stato completato nel 2005, cinque ettari praticamente a corpo unico –  una vera rarità per l’areale – perfettamente integrati nel paesaggio e che nulla hanno tolto allo splendore del fittissimo bosco di querce che li cinge tutto intorno. Lungo la salita dimorano le piante di primitivo, circa un ettaro di terra tufacea e ricca di scheletro e rocce affioranti. Poco più su, l’aglianico e il piedirosso: il primo guarda a sud, il secondo, che occupa però una densità inferiore dei quattro ettari rimanenti dell’impianto, punta il Monte Massico, verso nord/nord-est. Qua il terreno è più frammisto, composto comunque in gran parte da tufo e rocce minerali.

Rampaniùci è il Falerno del Massico rosso di Giovanni Migliozzi, caso raro per la denominazione per l’utilizzo dell’uvaggio di tutti e tre i varietali a bacca rossa rappresentativi dell’areale: primitivo, aglianico e piediorsso. Il 2010 è forse tra i più riusciti.

Quando hai frutti così in cantina ci devi mettere poco altro di tuo, perolopiù attenzione e tanto tanto rispetto. Così lavora Fortunato Sebastianot¤, e vince a mani basse. Davvero molto buono il duemiladieci, pare aver raggiunto pienezza espressiva e maturità: ha un naso estremamente intenso e persistente, ricco di nuances e sensazioni complesse di frutta, spezie, balsami. Il sorso è caldo e avvolgente, di gran carattere. Ha spessore e fragranza, corpo e bevibilità. Un signor Vino!

Rampaniùci, la terra promessa al Falerno¤.

Piccola Guida al falerno del Massico¤.

Falerno del Massico, le tante anime dell’Ager Falernus¤.

© L’Arcante – riproduzione riservata


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