Segnalazioni| Greco di Tufo 2018 Petilia

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Petilia, l’azienda dei fratelli Roberto e Teresa Bruno si è appena messo alle spalle il suo primo ventennale dalla nascita, impegnata su più fronti irpini, coltiva Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Aglianico e Falanghina su circa 20 ettari di vigneto, tutti dislocati in aree di particolare vocazione e pregio.

E’ questo un Greco di Tufo duemiladiciotto che ci appassiona per la sua classicità, proveniente dalle vigne di Chianche, più precisamente in località di Sant’Andrea, là dove la terra è argillosa, di carattere vulcanico e ricca di minerali, dove il sottosuolo conserva perenne una particolare connotazione sulfurea.

Proviene da una vigna ben esposta a Sud-Est che in alcuni punti raggiunge i 600mt s.l.m., un vigneto piantato proprio circa 20 anni fa, vigoroso e ben ventilato. Il vino che ne viene fuori fa solo acciaio e bottiglia, con solo il tempo a misurarne l’evoluzione.

Nel bicchiere ci ritroviamo un bianco dai tratti classici, dicevamo, con un bel colore paglia appena dorato sull’unghia del vino nel bicchiere, al naso vi si colgono profumi di fiori di acacia e biancospino, ginestra, poi ancora agrumi, mela cotogna ed erbette di campo. Il sorso è leggiadro ma pieno di carattere, con 12% in volume di alcol ma tanta freschezza e armonia nella beva. Di quei Greco piacevolissimi da bere in riva al mare, davanti ai tramonti dell’isola di Procida.

© L’Arcante – riprosuzione riservata

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