Posts Tagged ‘greco di tufo’

Segnalazioni| Greco di Tufo Goleto 2017 Tenute Capaldo

13 ottobre 2019

Le voci si rincorrevano da qualche tempo, le prime impressioni sui vini sono cominciate a circolare già nella scorsa primavera, va ora lentamente disvelandosi il nuovo progetto Tenute Capaldo con le prime degustazioni del Greco di Tufo Goleto 2017, che a breve farà il suo esordio sul mercato, e 2018, affiancati dal Taurasi Riserva Gulielmus 2015.

L’uva di questo vino proviene da un meraviglioso terreno di 1 ettaro e mezzo nel comune di Santa Paolina con piante di età media di 70 anni collocato a circa 600mt s.l.m, con un microclima straordinario e temperature che di notte assicurano escursioni termiche molto interessanti per la perfetta maturazione fenolica delle uve.

Goleto nasce dopo anni di intensa attività di ricerca e sperimentazione, un lungo lavoro in vigna e in cantina che ha portato in bottiglia una dozzina di etichette con vini provenienti da singoli vigneti di Greco di Tufo con caratteristiche e peculiarità uniche, che prendono definitivamente forma in questa prima realizzazione della visione di Antonio Capaldo del potenziale evolutivo di un vino in grado di sorprendere e conquistare al primo sorso ma anche sicuramente capace di attraversare il tempo senza subirne il peso degli anni.

Non a caso si è scelto di puntare dritto sul Greco di Tufo, uva non certo facile da gestire in campo e lavorare in cantina ma quando ben interpretata e valorizzata, pienamente all’altezza di dare vini eccezionali, carichi di grande freschezza ma anche in grado di affinare ed allungarsi nel tempo regalando bevute ricche di sostanza e sfumature finissime.

Sono al momento appena 5.000 le bottiglie prodotte per questa prima uscita con l’annata duemiladiciassette, un bianco dal colore paglierino luminoso, con una impronta evidentemente floreale e fruttata e dal sapore intenso e minerale. Il duemiladiciotto è già in affinamento, stipato in cantina, a questo Greco sarà poi affiancato un Taurasi Riserva, Gulielmus, di prossima uscita con l’annata duemilaquindici. Non resta quindi che goderne!

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Il vino secondo la Signora Carmela, il Greco di Tufo

29 luglio 2019

© L’Arcante – riproduzione riservata

San Paolo di Tufo, Greco di Tufo Vigna Cicogna 2012 Benito Ferrara

2 giugno 2016

Sergio e Gabriella Ferrara non hanno mai rincorso copertine, i loro vini però non hanno mai smesso di conquistare posizioni e alto gradimento.

Greco di Tufo Vigna Cicogna 2012 Benito Ferrara - foto L'Arcante

L’azienda è a Tufo, in località San Paolo, una pietra miliare della denominazione, a cui si sono aggiunte da qualche anno altre vigne in conduzione tra Montemiletto e Lapio dove vengono fuori l’aglianico e il Taurasi “Quattro Confini oltre a una discreta produzione di Fiano di Avellino. Il vero fuoriclasse rimane però il Vigna Cicogna¤, che non smette mai di stupire annata dopo annata divenuto ormai più di un riferimento assoluto per la tipologia.

Il greco è sempre stato padrone delle tavole napoletane, più del fiano il cui successo è molto più recente; è un varietale complesso da gestire, soprattutto in cantina ma che dà vini dalla forte personalità, apparentemente disadorni nei primi anni in bottiglia quanto velleitari nei successivi quattro/cinque, sino a divenire praticamente immortali, come sospesi nel tempo.

Il Vigna Cicogna 2012 fissa nella memoria un millesimo davvero fortunato per l’Irpinia, annata dal grande potenziale evolutivo per i bianchi, non a caso celebrato anche su queste pagine con greco di Tufo di grande spessore come ad esempio il Giallo d’Arles¤ di Quintodecimo nonchè con il racconto della nascita di grandi progetti di ricerca come Feudi Studi¤lanciato proprio prendendo spunto da quell’annata così solare ed asciutta di grande prospettiva.

A suo modo l’azienda di Tufo ne ha fissato la memoria con una versione magnum delle più stupefacenti: vino dal colore giallo oro, limpido, vivo e consistente. Naso avvincente, varietale, puntuto, dal timbro fruttato di mela cotogna e rimandi balsamici, dal sorso asciutto e caldo, con una spiccata vivacità gustativa e di una freschezza riappacificante. Quanto messo via in cantina non teme affatto il tempo avanti a sè!

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Intervallo| DUBL ESSE

23 aprile 2016

DUBL ESSE Vino Spumante di Qualità Metodo Classico - foto L'Arcante

Il tempo è un valore importante, la tenacia e la ricerca di spostare continuamente l’asticella fa, con merito, tutto il resto. Il greco è un vitigno straordinario, è autentico, ha un gran potenziale e dà generalmente vini di struttura, voluttà e tensione da vendere, con quel ‘talento’ e quella capacità evolutiva che poche altre varietà autoctone italiane possiedono.

Tutte caratteristiche che un buon metodo classico nostrano pretende. Qui dosaggio* zero, cioè quella grande famiglia di vini spumanti¤ di qualità cui appartengono alcune tra le migliori¤ bolle italiane e che tanto piacciono ai grandi appassionati.

Da queste parti potremmo essere tacciati di essere di parte quindi poche sciorinate, bevetene e raccontatelo in giro!

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*Dosaggio o dosage è quella pratica prevista per i metodo classico prima dell’imbottigliamento definitivo con cui viene aggiunto dopo la sboccatura a ciascuna bottiglia un vino della stessa partita anziché lo sciroppo di dosaggio, quello che i francesi chiamano ‘liqueur d’expédition’, una miscela che può contenere dello zucchero, del distillato invecchiato e/o del vino di annate precedenti. La funzione del dosaggio serve generalmente ad addolcire un vino che ha scarso residuo zuccherino, quindi con un’acidità molto elevata, contribuisce inoltre a conferire allo spumante quelle sfumature aromatiche e di gusto caratteristiche. Quando invece il rabbocco avviene col solo spumante della stessa cuvée abbiamo, appunto, un Dosaggio zero, o Brut nature o Pas dosè.

© L’Arcante – riproduzione riservata


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