Archive for the ‘DEGUSTAZIONI VINI’ Category

Appiano, Alto Adige Pinot Bianco In der Låmm 2015 Weingut Abraham

8 ottobre 2018

C’è stato un tempo in cui una certa tipologia di vini bianchi scuotevano gli animi di appassionati e professionisti di ogni genere e settore della filiera  enoica coinvolgendoli repentinamente in un turbinio di sensazioni, opinioni e prese di posizioni in qualche caso eccessive; punti di vista talvolta comprensibili, altre meno, da un lato il pensiero libero e dall’altro le barricate tese sostanzialmente ad alzare barriere ideologiche che hanno ottenuto come unico risultato l’allontanamento di molti dal bere vini macerati.

Pinot Bianco 2015 Weingut Abraham

Vi è stata indubbiamente un poco di confusione, alcuni produttori mossi forse dalla troppa voglia di fare, si sono spinti nel seguire pedissequamente protocolli non sempre replicabili dappertutto o comunque non idonei a tutte le varietà menzionate nell’elenco delle uve da vino. Lo abbiamo visto, giusto per restringere il cerchio, anche dalle nostre parti qui in Campania con alcuni bianchi che hanno subìto tentativi talmente velleitari da sfociare in copie caricaturali di se stessi, con vini sostanzialmente sovraestratti, pesanti, addirittura ostici da bere; vini passati per cru quando non “da una vigna unica”, esempio di cosa si potesse fare con il varietale lavorandolo in un certo modo, spingendo in là l’asticella: ecco, ce lo saremmo volentieri risparmiato, una deriva stilistica per fortuna rientrata.

Di tutt’altro respiro questo splendido Pinot Bianco 2015 di Martin e Marlies Abraham prodotto dalle uve provenienti dal vigneto In der Låmm nel comune di Appiano, a circa 500m s.l.m.. Vigneto di circa 60 anni allevato su tradizionali pergole le cui radici affondano in un terreno composto da morene dell’ultima glaciazione, miste a pietrisco vulcanico e ricco di minerali di porfido e quarzo.

Vino di grande sostanza, sin dal colore paglierino carico e tendente all’oro più luminoso. Il naso è carico di piacevoli sensazioni floreali e fruttate, fiori bianchi e mela ben matura, erbette officinali e balsami. Il sorso è pieno e rotondo, appagante e godurioso, la lunga macerazione delle bucce dona grande complessità al frutto senza però sovrastarne qualità e freschezza, nonostante i 14° gradi in etichetta facciano immaginare tutt’altra bevibilità. Non vi è dubbio che vi è dietro questo vino un grande lavoro di selezione in vigna e tanta esperienza e massima attenzione in cantina. Una bella esperienza!

© L’Arcante – Riproduzione riservata

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Quarto, della Falanghina dei Campi Flegrei Collina Viticella 2017 Carputo e non solo

6 ottobre 2018

Siamo a Quarto, territorio che a torto non ha mai goduto di una particolare considerazione in ambito vitivinicolo, ma nei pressi della ‘’Montagna Spaccata’’ sull’Antica via Consolare Campana costruita dagli antichi Romani per collegare il porto di Puteoli a Capua, proprio sul confine naturale che la divide da Pozzuoli da un lato e da Napoli (Pianura) dall’altro, c’è una collinetta particolarmente vocata che domina tutta la piana quartese. Da qui, in lontananza, si colgono chiaramente Capo Miseno e buona parte del golfo di Pozzuoli.

Pèr 'e Palummo dei Campi Flegrei 2017 Carputo Vini

Pèr ‘e Palummo dei Campi Flegrei 2017 Carputo Vini

La Collina di Viticella passa dai 50m s.l.m della via omonima ai poco più di 150m s.l.m., niente di particolare si direbbe eppure nella sostanza questo lembo di terra tufacea dà uve particolarmente caratteristiche e segnate da profonda pienezza e fragranza gusto-olfattiva.

Il vigneto conta all’incirca 10 ettari tra vigne vecchie di 25/30 anni piantate con sistemi tradizionali e alcuni nuovi impianti più recenti, vi è perlopiù falanghina ed in parte pèr ‘e palummo¤ – così come si preferisce ancora raccontare quest’ultimo -, coltivato quasi esclusivamente nella parte alta della collina e che generalmente viene vinificato con le altre uve piedirosso provenienti da altre parcelle del circondario che assieme danno vita all’unico rosso flegreo prodotto dall’azienda. Piedirosso 2017 che conserva tutta la sua piacevole verve fruttata e floreale al naso e paga forse un po’ di ritardo di maturazione al palato, il sorso rimane affabile e gradito ma un tantino acerbo, contrapposizione che nulla toglie alla qualità del vino ma che forse dà troppa vivacità alla degustazione.

Falanghina dei Campi Flegrei Collina Viticella 2017 Carputo Vini

Falanghina dei Campi Flegrei Collina Viticella 2017 Carputo Vini

Eccolo nel bicchiere il Collina Viticella 2017 dei Carputo¤, ad un anno dalla vendemmia, in tutta la sua freschezza e pienezza gustativa. In questa bottiglia vi finisce solo una parte del raccolto in collina che viene vinificato separatamente e tenuto in serbatoi diversi prima dell’assemblaggio finale. Siamo fortunati a provare una delle ultime bottiglie in circolazione dell’annata duemiladiciassette, millesimo complicato che ha dato vita ad un bianco un po’ sopra le righe già conosciute in precedenza ma pur sempre caratterizzato da un quadro di degustazione pieno di fascino e sostanza.

Se sono infatti da annoverare come una rarità assoluta i tredici gradi e mezzo in etichetta, esempio di come questa vigna sappia distinguersi nettamente in un territorio così frammentato ed eterogeneo, non siamo lontani dai canoni di pulizia e nettezza olfattiva, dalla sua solita complessità dei profumi floreali e fruttati e dalla puntuta freschezza che ne accompagna costantemente ogni sorso, tutto a favore della grande bevibilità del vino!

Falanghina dei Campi Flegrei 2017 Carputo Vini

Falanghina dei Campi Flegrei 2017 Carputo Vini

Del resto non bisogna mai dimenticare quale sia il ruolo principale del vino a tavola, il suo essere funzionale a tutto un pasto completo e non (solo) ad una singola portata: l’abbinamento cibo-vino infatti è una voluttà, pur nobile, che poco appartiene alla nostra cultura enogastronomica che vuole spesso – addirittura lo impone talvolta -, vini mediamente leggeri e poco impegnativi che vadano ad accompagnare certi piatti più che a sostenerli.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Soave Classico Vigneti di Carbonare 2016 Inama

23 settembre 2018

A parlar di vino quando si pensa ad un suolo vulcanico la mente va immediatamente all’Etna o al Vesuvio, magari qualcuno tra gli appassionati più attenti si ricorda del Vulture e dei nostri Campi Flegrei con le isole del golfo di Napoli, infine, forse, all’areale di Soave¤ nel veronese.

Il tema negli ultimi anni ha assunto grande valore dal punto di vista del racconto e della comunicazione del vino tant’è che proprio da queste parti non se lo sono fatti dire due volte calcando spesso la mano su certe caratteristiche della natura del terreno di quest’area che in qualche maniera contribuiscono a donare ad alcune etichette profili organolettici davvero interessanti.

Anche per questo abbiamo sempre seguito con molta attenzione i vini di Stefano Inama¤, capace di produrre bottiglie ogni volta di grande qualità e spessore: è suo il grande successo del Sauvignon Vulcaia Fumè ma sono molto noti a chi ama bere bene anche i Soave Vigneto du Lot e Foscarino e i rossi ‘’internazionali’’ dei Colli Berici tra cui Bradisismo e il Merlot Campo del Lago.

Non potevamo quindi mancare di provare alla sua prima uscita il ”Vigneti di Carbonare” duemilasedici, probabilmente il Soave Classico che punta ancor più a segnare la distanza siderale tra i suoi vini sempre verticali, sapidi e complessi da quelli prodotti nel resto del territorio del nord-est veneto; non a caso, immaginiamo, si è scelto di produrlo lavorando esclusivamente con acciaio e bottiglia senza passarlo per i legni come invece avviene per i precedenti succitati.

Il vino ha un bel colore paglierino carico, il timbro olfattivo è immediatamente piacevole e fragrante, perlopiù incentrato su frutta a polpa bianca e macchia mediterranea ma non mancano lievi note agrumate e sfumature balsamiche. Il sorso è pieno, fresco e accattivante, gustoso e sapido, l’abbiamo bevuto con gran soddisfazione con la Ventresca di tonno scottato di Pasquale Torrente al Convento di Cetara.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Piccola Guida ragionata ai vini dei Campi Flegrei

21 settembre 2018

‘’Vitigno o Denominazione’’? Il territorio flegreo è da sempre ben inteso come la culla della falanghina e del piedirosso, due varietali autoctoni straordinari che qui assumono caratteristiche e tipicità così uniche tanto dall’essere irripetibili altrove; vitigni per questo giustamente in primo piano anche sulle etichette che tutti abbiamo ormai imparato a conoscere ed apprezzare.

Lago d’Averno – Pozzuoli

Non vi è dubbio che gran merito del successo di questi vini è anzitutto dei tanti produttori che da anni lavorano duramente per migliorarsi e scrollarsi di dosso stereotipi finalmente superati: nell’immaginario collettivo i vini flegrei erano ”falanghine grevi e facili, bianchi beverini e spesso verdi”, per altri ”piedirosso perennemente in riduzione se non con puzzette addirittura tipiche”; insomma stupidaggini del genere legate perlopiù all’ignoranza e alla superficialità con le quali ci si approcciava e si raccontavano alcuni vini. Ignoranza e superficialità dalle quali non erano esenti talune specie di esperti cronisti e sommelier che a lungo hanno preferito metterli alla berlina prima di assaporare, è proprio il caso di dirlo, l’urgenza di un repentino ritorno sui propri passi evidentemente necessario nel nome di Bacco! E come non chiudere questa breve riflessione ricordando quanto alcuni produttori stessi siano stati per anni ostinatamente impegnati più a commercializzare i fasti del passato greco-romano anziché dedicarsi ed investire tempo e denaro nel migliorare vigna e cantina.

E’ stata fatta tanta strada quindi, in questa ottica ci era parsa una buona idea persino apportare alcune modifiche al disciplinare della doc, già nel 2011¤, con l’intento – ci pare di ricordare – di dare un più ampio respiro a chi avesse voluto cimentarsi in questa nuova strada terroiristica, magari un po’ troppo ambiziosa visto il richiamo alla francese, ma indubbiamente interessante e per molti versi parecchio stimolante. Dispiace constatare però che a distanza di sette anni e quasi otto vendemmie alle spalle non se ne sia ancora fatto nulla: le cantine sembrano quasi aspettarsi a vicenda, in attesa di chi muova il primo passo, eppure proprio in questo momento di grande successo per i vini dei Campi Flegrei ci potrebbero stare un po’ di variazioni sul tema. Suvvia un po’ di coraggio!

Pozzuoli. Qui la vigna è dentro e fuori la città, ha confini apparentemente invisibili e talvolta invalicabili come il vallone tufaceo di Toiano o le colline di Cigliano e dello Scalandrone ricche di lapilli. Vigne stupende, baciate dal sole, vedi quelle nel Lago d’Averno, così suggestive da rimanerci a bocca aperta, consegnateci da una tradizione millenaria e da una vocazione unica e rara. Suggestivi i filari a Spalatrone sulla salita di via Scalandrone che affacciano direttamente sul mare, luogo formidabile per il piedirosso; poi le coste di Agnano a ridosso del vulcano Solfatara e fazzoletti un po’ più allungati a Monterusciello e in zona Cuma-Licola, carezzati dalla brezza marina, in certi casi con piantagioni moderne e allevate con sistemi contemporanei.

Az. Agricola Tenuta Matilde Zasso
Via Vicinale la Schiana 31, Pozzuoli
Tel. 0818555638
http://www.tenutamatildezasso.it
info@tenutamatildezasso.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei, Falanghina dei Campi Flegrei.

Az. Agricola Monte Spina – Antonio Iovino
Via San Gennaro Agnano 63, Pozzuoli
Tel. 0815206719
iovino.an@tiscali.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei Gruccione.

Az. Vitivinicola Tommaso Babbo¤
Via Scalandrone 22, Pozzuoli
Tel. 3384887522
http://www.cantinebabbo.it
info@cantinebabbo.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei Terracalda, Falanghina dei Campi Flegrei Sintema.

Cantine dell’Averno¤
Rampa Averno snc, Pozzuoli
Tel. 3381260655 – 3484950387
http://www.cantinedellaverno.it
cantine.averno@gmail.com
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei Riserva Pape Satàn, Falanghina dei Campi Flegrei.

Contrada Salandra¤
Via Tre Piccioni 40, Pozzuoli
Tel. 0818541661
Rif. Dolci Qualitá Pozzuoli
dolciqualita@libero.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei, Falanghina dei Campi Flegrei.

Salvatore Martusciello¤
C.so della Repubblica 138, Pozzuoli
Cantina in Via Spinelli 4, Quarto
Tel. 3483809880
http://www.salvatoremartusciello.it
info@salvatoremartusciello.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei Settevulcani, Falanghina dei Campi Flegrei Settevulcani.

I Campi Flegrei – Campania

Marano e le colline più prossime a Napoli, sino al cratere degli Astroni. L’areale più popoloso, Napoli appena fuori Napoli, ma che, inaspettatamente, cela il futuro più immediato della viticoltura flegrea; luoghi che nascondono un passato distratto che ha visto sacrificare al cemento ettari ed ettari di boschi, colture tipiche e vigne che dominavano la città a 360°, dalle terrazze dei Camaldoli alla piana di Agnano. Qui il vento è cambiato e spinge forte in poppa, l’hanno capito e ci lavorano duro piccoli e grandi viticoltori-produttori che qui vanno investendo sul futuro piantando vigna anziché colare, ancora, cemento. Alcune vigne sono dedite alla coltura biologica o comunque ad una agricoltura maggiormente responsabile e sostenibile!

Agnanum – Raffaele Moccia¤
Contrada Astroni 3, Napoli
Tel. 0813417004
http://www.agnanum.it
info@agnanum.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei Agnanum, Piedirosso dei Campi Flegrei Vigna delle Volpi, Falanghina dei Campi Flegrei Vigna del Pino.

Az. Agricola Quaranta
Via Pietra Spaccata, 4 Marano di Napoli
Tel. 0815875200 – 3388758162
http://www.levigneflegree.com
info@levigneflegree.com
Di particolare pregio: Falanghina dei Campi Flegrei Vigne di Parthenope.

Cantine Astroni¤
Strada Comunale Sartania 48, Loc. Pianura – Napoli
Tel. 0815884182
http://www.cantineastroni.com
info@cantineastroni.com
Di particolare pregio: Falanghina dei Campi Flegrei Colle Imperatrice, Falanghina dei Campi Flegrei Vigna Astroni, Piedirosso dei Campi Flegrei Colle Rotondella, Piedirosso dei Campi Flegrei Riserva Tenuta Camaldoli.

Cantine Federiciane Monteleone
Via Antica Consolare Campana 34, Marano di Napoli
Tel. 0815765294
http://www.federiciane.it
marketing@federiciane.it
Di particolare pregio: Falanghina dei Campi Flegre, Falanghina dei Campi Flegrei Spumante Flaegreo.

Belvedere – Loc. Fusaro, Bacoli

Quarto. L’areale ha una vocazione antichissima, qui siamo in piena campagna anche se l’esplosione demografica degli ultimi decenni ha caratterizzato fortemente il territorio con piccoli e grandi insediamenti suburbani, anche per questo rimane forse il terreno meno battuto della denominazione; qui certe estati sono torride e umide, situazione questa che fa letteralmente impazzire i vignaioli di tutta la piana. Chi ha vigne anche di poco più “alte” è costretto a fare tanta selezione in campagna per riuscire a portare a casa il risultato. La collina di Viticella, piantata perlopiù con Falanghina, esprime buoni frutti, da qui infatti provengono i vini di maggiore fragranza e leggerezza e a prezzi naturalmente più che ragionevoli.

Cantine Di Criscio Quartum
Via De Falco Giorgio 17/A, Quarto
Tel. 0818765942
http://www.cantinedicriscio.it
info@cantinedicriscio.it
Di particolare pregio: Falanghina dei Campi Flegrei.

Cantine Il Quarto Miglio
Via Cesare Pavese 19 – traversa via Trefole, Quarto
Tel. 0818760364
http://www.ilquartomiglio.it
info@ilquartomiglio.it
Di particolare pregio: Falanghina dei Campi Flegrei.

Carputo Vini
Via Viticella 93, Quarto
Tel. 0818760526
http://www.carputovini.it
info@carputovini.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei, Falanghina dei Campi Flegrei Collina Viticella.

Vigna Stadio – Monte di Procida

A Bacoli e Monte di Procida. Terrazze e costoni scoscesi con vista mare, la vigna qui è un patrimonio straordinario, regala scenari di un paesaggio di una bellezza unica che lentamente ritorna pienamente alla natura. Resti rupestri e vigne storiche in Via Bellavista, su ai ‘Pozzolani’, ai Fondi di Baia sino in via Panoramica a Monte di Procida con filari a strapiombo sul mare; qui nascono vini bianchi con caratteristiche olfattive decisamente interessanti, con una notevole impronta sapida e capaci, tra l’altro, di attraversare il tempo con discreta disinvoltura.

Cantine Farro
Via Virgilio 30-36, Bacoli
Tel. 0818545555
http://www.cantinefarro.it
info@cantinefarro.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei, Falanghina dei Campi Flegrei Le Cigliate.

Cantine del Mare¤
Via Cappella IV traversa 5, Monte di Procida
Tel. 0815233040
http://www.cantinedelmare.it
info@cantinedelmare.it
Di particolare pregio: Falanghina dei Campi Flegrei, Piedirosso dei Campi Flegrei, fuori doc Spumante Brezza Flegrea brut.

Az. Agricola La Sibilla¤
Via Ottaviano Augusto 19, Loc. Fusaro – Bacoli
Tel. 0818688778
info@sibillavini.it
Di particolare pregio: Piedirosso dei Campi Flegrei Vigna Madre, Falanghina dei Campi Flegrei Cruna DeLago.

Az. Agricola Piscina Mirabile
via Piscina Mirabile 63, Bacoli
Tel. 0815235174 – 3288068474
http://www.piscinamirabilevini.com
info@piscinamirabilevini.com
Di particolare pregio: Falanghina dei Campi Flegrei Vigna Mirabilis.

Leggi anche Le Strade del vino dei Campi Flegrei¤

Leggi anche Doc Campi Flegrei¤

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Campi Flegrei Falanghina 2017 Cantine del Mare

10 settembre 2018

Seguiamo con attenzione il lavoro di Gennaro Schiano sin dai suoi primi passi mossi nei primi anni duemila. Esce per la prima volta con la 2003, non proprio l’annata migliore per esordire eppure ancora oggi, a distanza di 15 anni, quelle bottiglie di Falanghina¤ e Piedirosso restano ”vivissime” e continuano a raccontare tanto del territorio e dei vitigni autoctoni flegrei!

Gennaro continua a sporcarsi le mani in prima persona, la vigna viene prima di tutto! Il suo lungo pellegrinare sul territorio gli consente oggi di lavorare su più fronti flegrei, da Pozzuoli a Bacoli sino a Monte di Procida con la stessa fiducia. Il vigneto di Cantine del Mare ha mediamente 20/30 anni e le parcelle sono collocate su terreni spesso diversi tra loro, si va dalle grigie sabbie vulcaniche della collina di Cigliano alla Breccia Museo che caratterizza la Falesia che ricama lo strapiombo da Acquamorta a lungo via Panoramica a Monte di Procida, che affaccia direttamente sul Canale dell’Isola di Procida. Qui, in uno scenario davvero suggestivo c’è la splendida vigna Stadio – in foto -, piantata perlopiù con Falanghina che entra in questo vino in larga parte. 

L’annata duemiladiciassette è stata per molti particolarmente stressante, non solo qui nei Campi Flegrei; in effetti l’assenza prolungata di piogge unita al caldo torrido estivo ha rischiato di presentare in vendemmia un conto salatissimo, ma qui pare abbia creato meno problemi che altrove. Questo pezzo di terra sembra baciato da Dio, beneficia di un microclima straordinario: il mare è lì, a due passi oltre la scarpata, la vigna gode dei venti che spazzano costanti il Canale di Procida che contribuiscono ad arieggiare il catino naturale intorno al quale insistono i terrazzamenti. Qui, durante la notte, si registrano tra l’altro escursioni termiche importanti.

Così si spiega il buonissimo risultato con questo 2017, bianco che ha vivacità da vendere, invitante, fine e spiccatamente minerale, tra i più buoni e quadrati di sempre. Il naso è sottile e varietale, regala inoltre tratti balsamici molto gradevoli. Il sorso è fresco, giustamente puntuto, sapido, appagante. A distanza di qualche mese, oggi, è più espressivo ancora, perfettamente in equilibrio e godibilissimo, sa pienamente di questa terra di mare.

Restiamo invece fiduciosi di assaggiare nuovamente tra qualche mese il Piedirosso 2017: l’assaggio da vasca di alcuni mesi fa e quello provato in questi giorni appena in bottiglia fa molto ben sperare in un nuovo vero fuoriclasse! 

Leggi anche Cantine del Mare¤

Leggi anche Campi Flegrei Falanghina 2009 Cantine del Mare¤

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Tramonti, il Melogna 2017 di Monte di Grazia

6 settembre 2018

Che luogo meraviglioso che è Tramonti! Se stai giù in Costiera a fare vacanza non puoi non farci un pensiero nel venirci a passare qualche ora a camminare le vigne, prendere un poco di frescura, magari portare via qualche buon formaggio fresco e bottiglie di vino.

Questo luogo è portatore sano di piacevolissimi ricordi, di storie di amicizia con persone speciali. Alfonso Arpino e la sua famiglia sono un grande esempio di civiltà rurale, rispetto e valorizzazione del territorio, delle varietà autoctone qui coltivate e di tutto quello che è buono, pulito e giusto da scoprire e portare con se.

Lui, medico, uomo di scienza, non smette mai di ripeterlo: ‘’non sono un contadino ma ho sempre avuto una grande passione per l’agricoltura di questi luoghi, un enorme rispetto per questa terra unica, ha permesso ch’io studiassi, era quindi necessario rendergli un pezzetto della mia vita per quanto mi ha donato!’’. Qui¤ e qui¤ raccontiamo tanto e tutto il bello che c’è da sapere su Monte di Grazia¤ e la famiglia Arpino.

Oggi ad occuparsi a tempo pieno dell’Azienda sono i figli Olivia e Fortunato ai quali Alfonso ed Anna hanno trasmesso tutta la loro straordinaria passione nel coltivare la vigna, carezzare i suoi frutti, fare il vino, raccontarlo con tutto l’amore possibile.

Sono davvero autentici i vini di Tramonti, unici e quasi irripetibili. I capricci delle ultime vendemmie hanno per questo consegnato a Fortunato, che oggi si occupa a piè mani della cantina, tante riflessioni, suggerito alcune scelte, obbligandolo a non mostrarsi timido di fronte ai protocolli ma soprattutto a non perdere mai di vista la cosiddetta ”prudenza contadina”; così nasce Melogna, raro esempio di Pop Wine per nulla scontato, una vera chicca per chi è alla ricerca di piacevoli scoperte! E’ un rosso delizioso, vivido nel colore e ammiccante al naso, molto saporito. E’ Composto in larga parte da uve Piedirosso e Tintore, con un saldo di altre varietà tipiche quali Moscio, Olivella e Sciascinoso che contribuiscono a donare al vino estrema freschezza e bevilibità. Da tenere in fresco e portare in tavola alla prima occasione, vino piacevolissimo che regala una beva succosa e leggera.

L’Arcante – riproduzione riservata ©


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