Lacryma Christi del Vesuvio rosso Riserva 2017 Cantina del Vesuvio

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Torniamo con grande piacere davanti a una bottiglia di Maurizio Russo di Cantina del Vesuvio, azienda che assieme a tante altre sta contribuendo non poco al rilancio di una denominazione di grande tradizione in Campania con vini riuscitissimi provenienti da un territorio a dir poco straordinario.

E’ dal 1951 che la sua famiglia si occupa del commercio di uva e della produzione di vini qui a Trecase, ai piedi del maestoso Vesuvio, A’ Muntagna come la chiamano da queste parti, con il mare davanti, con affaccio direttamente sul Golfo di Napoli e il vulcano più famoso del mondo alle spalle proprio della piccola cantina e le suggestive vigne vecchie e nuove di Caprettone, Aglianico e Piedirosso.

Proprio sul vitigno Piedirosso qui c’è grande attenzione, e questo ci rende ovviamente felici, rimane un varietale dal grande potenziale quello già decantato da Plinio e Columella, coltivato proprio da queste parti da millenni ormai; Maurizio lo sa bene e ci sta investendo tanto, provando a riportarlo a forme di coltivazione più congeniali secondo l’esperienza locale. Lo scopo resta quello di ottenere il miglior risultato possibile tenendo conto della grande qualità dei terreni, del clima, dell’umidità, dell’esposizione alla luce solare e della persistente ventilazione di questi luoghi baciati da Dio.

Il risultato di questo lungo percorso è certificato da questa Riserva alla sua prima uscita con il millesimo duemiladiciassette, in larga parte Piedirosso con un saldo di Aglianico al 20%, vino dal bel colore rubino e dal sentore ancora vinoso, floreale e marcato di frutta rossa polposa; il sorso conserva pienamente l’anima terragna, è secco, caldo e morbido con un finale di bocca sapido e rinfrancante, lungo e abbastanza persistente.

Non è necessario immaginare questo Lacryma Christi sul lungo periodo, quanti anni possa conservarsi, fosse anche solo un lustro, è un tempo più che sufficiente per godere appieno del territorio che c’è dentro una bottiglia, qui è proprio il caso di dirlo; più che altro è necessario maturare la curiosità di camminare questi territori straordinari, stringere mani forti e ascoltare le storie di questa terra, attività che anche qui a Cantina del Vesuvio non vedono l’ora di riprendere a fare ogni giorno.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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