Montepulciano, pur sempre Nobile La Braccesca

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Il primo documento storico in cui si fa cenno ai vini di Montepulciano è dell’anno 789 e già questo la dice lunga sull’indubbio valore dei vini prodotti in questo areale, un prestigio sempiterno che si perde nella memoria del tempo e che si ripete ad ogni vendemmia constantemente; Negli anni a venire furono soprattutto i Medici a decretarne ed incentivarne il successo durante l’epopea che vide Firenze opporsi a Siena, in quell’epoca infatti Montepulciano appoggiò la prima schierandosi di fianco ai Medici. A fine ottocento, solo il successo del Chianti nel mondo ne oscurò il florido commercio, non però la fama di vino di grande qualità e potenziale d’invecchiamento, seppur, a dire il vero, di anno in anno il Nobile di Montepulciano è stato relegato in secondo/terzo piano dalla crescita, oltre che del Chianti,  del ben più famoso Brunello di Montalcino nonchè dell’onda dei SuperTuscans. La denominazione è docg del 1981, già doc del 1966, una delle prime in Italia, è stata rivista negli ultimi anni, non senza strascichi polemici e nostalgici, per fare “posto” all’incremento della piantagione di vitigni internazionali che qui come nella vicina Cortona ha per molti significato una grande opportunità di conquistare fette di mercato internazionali sino ad allora poco esplorate, e la famiglia Antinori non è stata certo a guardare, tanto che oggi la tenuta de La Braccesca rappresenta in tutto e per tutto una delle realtà più importanti nonchè di riferimento sia per il Nobile che per la giovane produzione della vicina doc di Cortona.

La tenuta si estende su 342 ettari , di proprietà dei conti Bracci, da cui il nome La Braccesca, è stata acquisita dalla famiglia Antinori nel 1990 :  circa 240 gli ettari a vigneto, 80 ricadenti nel comune di Montepulciano, in zone vocatissime quali Gracciano, Santa Pia e Cervognano, perlopiù piantato a Prugnolo Gentile (clone locale di Sangiovese) e 160 ettari, di altre varietà a bacca rossa di origine internazionale, su tutte il Syrah oltre che pochi filari di Merlot ricadenti nella denominazione di Cortona. Di tutti i vini qui prodotti, oltre al corpulento e voluttuoso Bramasole, nonostante negli anni lo stile e la crescita qualitativa non hanno mancato di consegnare annate preziose, quello che mi rimane sempre più affascinante da bere e seguire in evoluzione è il Nobile di Montepulciano “base”, di taglio certamente nuovo se non del tutto “innovativo” nonchè controculturale con quel 20% di merlot, ma sempre fine esempio di compostezza ed equilibrio, elementi sempre sfiorati ma mai pienamente espressi dagli altri rossi della tenuta. L’occasione per ribadire questa preferenza è questo Nobile 2004, bevuto appena qualche giorno fa e confrontato, alla lontana, con le degustazioni effettuate in cantina lo scorso Febbraio: un vino dal colore perfettamente integro, limpido e consistente. Naso certamente maturo, frutta in confettura e note balsamiche, ma anche, in bocca in particolar modo, legno perfettamente integrato al frutto, tannino ed ecidità sottobraccio a consegnare grande piacevolezza di beva. Sbicchierare questo vino oggi vorrebbe dire conquistare anche il palato più remissivo per i vini, pur Nobili, di questa parte di gran Toscana. Cercate, provate, e riferite!

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