Bourgogne blanc 2016 Marc Morey: la playa, l’estate, la notte, la festa!

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Siamo costantemente portati a celebrare a mani basse i Grandi Vini di Borgogna (così riportato sempre in etichetta) presi dall’entusiasmo, talvolta quasi per inerzia, come fossimo inesorabilmente per nulla sorpresi davanti a certe bevute che riescono a regalare soddisfazioni dal primo all’ultimo sorso, certo non a caso.

Bourgogne blanc 2016 Domaine Marc Morey - foto A. Di Costanzo

Potremmo stare a discutere ore sul prezzo, sul perché anche ”vini semplici” come questo Bourgogne Blanc di Marc Morey possa/debba costare non meno di 45/50 euri, e in effetti siamo qui a farlo poiché non a torto, senza nemmeno allontanarci troppo dai confini regionali campani, si pensa che certi Fiano, certi Greco ne avrebbero di molto di più per prevalergli; ebbene, niente di più sbagliato senza passare prima dalla storia, coglierne il blasone, studiare gli annali, ma soprattutto dinanzi alla bottiglia vuota finita in men che non si dica.

Fernand Morey dà il via alla sua esperienza di vigneron nel 1919 – 100 anni fa! – iniziando a gestire i due ettari di terreno che aveva appena ricevuto in eredità dal padre. Oggi, tra cambiamenti, innovazioni e gli inevitabili passaggi generazionali il Domaine Marc Morey et Fils¤ conta circa 9 ettari di proprietà a Chassagne-Montrachet, piantati perlopiù con Chardonnay e piccole parcelle di Aligoté, vigne coltivate con gande rigore e profondo rispetto del terroir; da qui vengono fuori  vini 1er Cru di indiscutibile personalità – En Virondot, Les Caillerets, Les Chenevottes, Morgeot i più conosciuti, ndr – ma anche bianchi giovani ed immediati che non fanno mancare certo spunti di finezza e precisione olfattiva come questo Bourgogne Blanc duemilasedici, godibile e gustoso. 

Il timbro cromatico è netto, di uno splendido giallo paglierino, ben luminoso. Il primo naso è immediato, piacevolissimo e pieno di sfumature varietali fruttate e floreali, si arricchisce via via con rimandi agrumati e un sottile tono tostato. Il sorso è lineare, ben fresco e sapido, corroborante. E’ un bianco di grande franchezza, certo senza particolari sussulti ma indubbiamente piacevole, vivace, leggero. Di quei vini che proprio in queste giornate rimandano a ”la playa, l’estate, la notte, la festa”!

© L’Arcante – riproduzione riservata

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