Archive for the ‘Francia’ Category

Il gelo in Borgogna, un colpo al cuore!

30 aprile 2016

Nelle scorse giornate del 26 e 27 Aprile delle gelate inaspettate hanno fatto un bel po’ di disastri nelle vigne di molte aree dell’Europa continentale, alcune di queste aree hanno subito perdite ingenti, in certe zone sino al 100% del raccolto 2016 nemmeno sbocciato, come in Stiria in Austria.

Veglia notturna per le gelate in Borgogna - foto Bourgogne Libe

Anche in Italia si sono registrati problemi, in alcune zone più di altre come in Abruzzo, Molise, Toscana e Liguria ad esempio, e anche qui in Campania, in alta Irpinia, dove però sembra ancora presto per fare un bilancio dei danni.

Non si può dire la stessa cosa per la Francia, in particolar modo per alcune aree tanto care un po’ a tutti noi, in Loira e Provenza e ancora in Champagne e Borgogna, da Chablis a Meursault dove tra le varietà più colpite proprio lo chardonnay, notoriamente precoce ma anche nei comuni più a sud e per il pinot noir di prestigiose appellations come Volnay e Pommard. Qui le prime stime raccontano di danni tra il 60 e l’80% del raccolto 2016. Scontata e sentita la vicinanza a tutti i vigneron d’oltralpe.

Una delle rappresentazioni del momento che più mi ha colpito è questa foto scattata in Svizzera, nel Cantone dei Grigioni dove, proprio come in Borgogna, i viticoltori hanno trascorso notti insonni vegliando le vigne con piccoli fuochi per riscaldare le piante e scongiurare così il gelo.

Immagine che ha fatto il giro del mondo con la quale ripropongo un commento di François Despierre di Bourgognelive.com sul particolare momento francese. Da qui il nostro invito è di tenere duro e guardare avanti con forza e coraggio, Allez mes amis!!

“Quel contraste entre la beauté des photos et l’angoisse des vignerons qui ont passé plusieurs nuits à veiller sur leur trésor ! Pour l’avoir vécu à leur côtés ces photos reflètent bien ces nuits surréalistes […] la beauté des images et la dure réalité derrière, car tout le monde dans les vignobles de Bourgogne, de Loire, de Champagne, de Cognac et même de Provence n’a pu malheureusement éviter l’attaque du gel sur les jeunes bourgeons”.

”On connaitre la semaine prochaine un premier bilan officiel des dégâts mais à la vue des nombreuses photos postées cette semaine et des commentaires des vigneron(nes), cela risque d’être important”.

“On ne peut qu’être admiratif face à toutes ces personnes qui chaque année confient leur travail à la nature qui décide elle seule de donner ou de prendre”.

François Despierre, Bourgogne live¤.

Foto Silvain Ross, tratta dal web.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Petit Chablis 2013 William Fevre

7 settembre 2015

Siamo un po’ tutti pienamente convinti di celebrare a mani basse i grandi vini di Borgogna, talvolta presi dall’entusiasmo altre volte quasi per inerzia, come fossimo impotenti davanti a certe bevute che regalano emozioni dal primo all’ultimo sorso. Certo non a caso.

Petit Chablis 2013 William Fevre - foto L'Arcante

Chablis quindi, un nome impegnativo: il suo circondario è un corollario di grandi vini, Premier e Grand Cru capaci di sfidare il tempo e qualsiasi confronto. Alcuni nomi poi solo a sentirli ci danno sicurezza, quella certezza di cui sentiamo fortemente il bisogno quando spendiamo cifre importanti per una buona bottiglia di vino, vieppiù quando bisogna districarsi tra le maglie di una carta complessa e che ci sembra accessibile solo in una determinata fascia di prezzo.

Di vini come questo 2013 invece probabilmente in Italia potremmo trovarne ‘a zeffunn, a beverun, a migliara*. Più semplicemente, forse, un Petit Chablis lo scegli con molta probabilità in assenza di altri che ti avrebbero fatto magari più felice, chissà, però quando c’è in carta William Fevre un pensierino ce lo metti e se lo scegli, quasi a recitare quel vecchio spot, viene da dire ‘sai cosa bevi’. E’ un bianco di grande franchezza, tenue nel colore paglierino chiaro, dal naso dapprima timido ma che poi si rivela piacevolmente esotico, fruttato, floreale e minerale. Il sorso è leggero e vivace, 12 gradi, da bere più o meno a secchi.

La denominazione Petit Chablis è un grande contenitore, diciamo il biglietto d’ingresso per questo pezzo di Borgogna, una porticina sullo chardonnay dalla quale affacciarsi per vedere di là come va. Certo i vini qui non sono altisonanti, non offrono la complessità di alcuni Premier Cru tipo Montmains, Forchaume o Monts de Milieu e non colgono nemmeno l’ombra dell’opulenza dei Grand Cru, appena sette i climat di Blanchot, Bougros, Les Clos, Grenouilles, Preuses, Valmur e Vaudésir, ma il paracadute si apre bene, tiene botta ed il volo pare un discreto successo ad ogni bevuta.

‘Petit Chablis is a large container, here the wines are like a ticket for this piece of Burgundy, a small door on chardonnay from which to look out and see how is going on out of there.’

*Made in Sud¤, Don Ciro, il Boss delle cerimonie.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Reims, Champagne Dom Ruinart 1996

29 agosto 2014

Ci sono serate in cui basta la compagnia di un buon amico a sollevarti dalla grande fatica di una normale giornata di lavoro. Se poi questo amico reca con se una bottiglia di Dom Ruinart 1996 il cielo di Capri sopra la testa da luccicoso diviene incredibilmente brillante.

Dom Ruinart 1996 - foto A. Di Costanzo

Viaggiava lentamente verso il ventennio questa bottiglia, piccolo capolavoro di chardonnay. Diciamo che non fa una piega nonostante i 18 anni sonanti. E che naso che ha: esuberante, preciso, invitante, sa di menta e anisette, poi fiori gialli, mandorla, con un accenno appena salmastro.

Il sorso è cremoso, forse meno sferzante di quanto ci si aspetti da una cuvée in larga parte selezionata da grand crus della Cote des Blancs ma pieno e calibrato, vivace, senza alcuna spiacevole nota ossidativa che ad una certa età pare sempre in agguato. Proprio una bella bevuta. E che bella persona che è Pino, che bella l’amicizia¤!’

© L’Arcante – riproduzione riservata

Intervallo|Chapeau et Applause Vincent Girardin

31 dicembre 2013

Vincent Girardin Corton Charlemagne Grand Cru 2005 - foto L'Arcante

Non so se una sola immagine (vinosa) possa sintetizzare tutto un anno, anzi, forse proprio no, ma vi fosse un vino, dico uno solo che si possa insegnare, prendere a modello, io non avrei alcun dubbio. Le mie impressioni? Ssss… per una volta no, stiamo solo ad ascoltare.

vincentgirardin.com

Champillon, Les Perles de la Dhuy ’05 Autréau

2 novembre 2013

Champagne Grand Cru Prestige Millésimé Les Perles de la Dhuy 2002 Autréau de Champillon - foto L'Arcante

A guardare in giro sembra sempre sfuggirti qualcosa ma la differenza che passa tra gli Champagne e gli altri sta proprio nel fatto che da quelle parti sono possibili continuamente nuove scoperte.

Gli Autreau¤ si danno da fare dalle parti di Champillon, nei dintorni di Epernay sin dal 1670. Ma quello che portano in bottiglia oggi sono una piccola serie di buone etichette (poche bottiglie per la verità) che dalle nostre parti sfuggono ai più ma che grazie all’amico Andrea Gori¤ ho pensato di andarmi a cercare per capirci qualcosina in più. La chiave di lettura appare molto semplice ma al contempo estremamente contemporanea: bevibilità!

Questo Champagne Prestige Millésime Grand Cru ’05 è secondo me la loro punta di diamante. Fa tesoro di un millesimo straordinario, proprio per questo non ha sovrastrutture inutili e cosa a me sempre molto cara non ha bisogno di un libretto d’istruzione prima dello stappo. Nel senso che a leggere l’etichetta tutto quello che pensi di trovarci dentro te lo ritrovi pari pari nel bicchiere. Chardonnay della Cote des Blancs (Chouilly) e pinot noir in larga parte di Ay per una cuvée di straordinaria intensità, fittezza ed eleganza. Il naso è pulito, fresco e balsamico, sa di frutto della passione e ananas, menta ed erbe di montagna e chiude delicato e sapido con un ritorno finale di note dolci d’acacia. Una bottiglia davvero deliziosa!

Echezeaux Grand Cru 2011 Liger-Belair

17 agosto 2013

Hanno ripreso a fare vino da poco più di vent’anni i Liger-Belair¤, se vi va, qua¤ potete leggerne di più sull’azienda, la loro filosofia, i loro vini importati in Italia da Gaja Distribuzione¤.

Echezeaux Grand Cru 2011 Liger-Belair

Inutile sottrarsi a un po’ di sana riverenza davanti a certe bottiglie, al blasone del nome di quella terra¤, al cospetto di un pinot noir tra i più ricercati e apprezzati al mondo. Ad ogni buon conto l’Echezeaux Grand Cru 2011 di Liger-Belair è un grande vino. Emozionante!

Va però sottolineato che berlo oggi, scriverne oggi, tentare di descriverlo compiutamente oggi è un mero esercizio di stile che riduce (di molto) lo slancio emotivo che questa etichetta riuscirà senz’altro a regalare nei prossimi 30 anni.

Detto questo, vale la pena lasciare traccia di qualche appunto. E’ impressionante la centralità del frutto, in primissimo piano e già finissimo ed elegante, incastonato tra balsami e sentori speziati dolcissimi. Ha spessore, una chiara e rilevante trama acido-tannica, di una lunghezza infinita. E non fa che migliorare sorso dopo sorso. Il giorno dopo, quella mezza bottiglia, l’ho ritrovata ancor più invitante, inebriante, succosa del giorno prima.

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Qui¤ e qui¤ su NonSoloDiVino¤ altro materiale interessante da leggere.


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