Segnalazioni| Beneventano igt Radis 2017 Raffaele Di Santo

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Ci siamo imbattuti in una piacevole scoperta alla Festa del Vino di Castelvenere, questo delizioso rosso da uve Barbera (qui chiamato Camaiola) prodotto dalla piccola cantina dei cuigini Raffaele e Raffaele Di Santo.

Un primo assaggio distratto, come (quasi sempre) accade durante le manifestazioni di paese dove si susseguono sorsi e morsi senza soluzione di continuità. Ci siamo poi tornati su, spinti dalla curiosità perché proprio questo rosso, tra i tanti molteplici assaggiati, ci ha letteralmente conquistati. Scopriamo così che la piccola azienda viennerese a conduzione familiare prova a sopravvivere al difficile passaggio generazionale e lo fa riprendendo le ”vecchie abitudini” di una viticoltura sostenibile ed una vinificazione essenziale, poco invasiva e l’ultilizzo di vasche di cemento per l’affinamento dei vini rossi, proprio come avveniva negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso anche qui a Castelvenere.

Il Radis duemiladiciassette ci è piaciuto perché fitto nel colore quasi violaceodal naso verticale che regala una esplosione di frutta rossa e nera (more-prugne) e sentori floreali molto spinti su profumi di rosa e glicine. Un rosso nemmeno tanto sgraziato, da bere con gusto e che sa regalare pienezza e sostanzacon tannini gradevoli e morbidi. È un vino asciutto, rassicurante, fruttato e saporito, perfetto quando bevuto alla giusta temperatura intorno ai 14 gradi.

A Castelvenere, dopo molti anni di resistenza si sono convinti finalmente che la ”Barbera del Sannio” è stata per 40 anni solo una leggenda metropolitana che il vino di queste terre sembrerebbe in realtà fatto da sempre con l’uvCamaiola, un vitigno autoctono tutto sannita passato per Barbera per un banale disguido linguistico. Sì perché la prima vigna di quest’uva fu ritrovata qua in zona nei pressi della Chiesa di San Barbato, protettore del paese, per cui l’uva prese il nome ”Sanbarbato”, da qui Barbera.

Un equivoco, per così dire, che si è protratto sino ai giorni nostri ma che sembra vada finalmente dissolvendosi: è già in atto infatti una sorta di ”riparazione linguistica”, sorretta da riscontri storici ed ampelografici, che certamente porterà molta più chiarezza sul tema agevolandone quantomeno l’immediata riconoscibilità territoriale dei vini rossi qui prodotti.

Cantina Raffaele Di Santo
Via Scavi 45, Castelvenere (BN)
Cell.: +39 329 387 3053
Sito: http://www.cantinadisanto.com – E-Mail: cantinadisanto@gmail.com
 

Credits: la foto è di Pasquale Carlo¤.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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