Pozzuoli, di Raffaele Moccia, i suoi Campi Flegrei e la Falanghina ‘A ren’ ‘e lav 2018

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Mancavamo di camminare le vigne con Raffaele Moccia da un paio di anni, ci ritorniamo con grande piacere proprio nel (suo) primo giorno di vendemmia 2019, una sorta di anteprima, necessaria per portare in cantina i primissimi grappoli già maturi di Mosciarella.

Raffaele Moccia - foto A. Di Costanzo

Passare da qui ci dona tranquillità d’animo, arrampicarci sin lassù le mura del parco degli Astroni, dove le volpi, di notte, quatte quatte, saltano nel bosco dopo aver pizzicato dai grappoli di Falanghina e Piedirosso ci emoziona, non è fatica, è più semplicemente attraversare il tempo e la storia di questa meravigliosa terra flegrea. Venire qui, fermarsi in vigna e poi in cantina con Raffaele ci da inoltre la possibilità di ”sentire” il polso della vigna flegrea, di quanto è stato fatto e ”l’umore” dell’annata che si appresta a finire in bottiglia.

C’è infatti un lavoro enorme che ogni giorno viene fatto su per queste colline di sabbia vulcanica, con questo tipo di terreni infatti si fa una fatica enorme a tenere su i terrazzamenti che rischiano di sprofondare giù dalla collina ad ogni temporale, qui tutto si fa solo a mano, con la zappa, è praticamente impossibile pensare di condurre quassù trattori o ingegni di qualsivoglia genere.

Il valore di questa enorme fatica lo ritrovi tutto nei bicchieri, Raffaele fa vini di grande personalità e spessore, i suoi due ”base” Falanghina e Per’ ‘e Palumm¤ Agnanum e ancor più i due Cru Vigna delle Volpi e Vigna del Pino¤ sono capaci di attraversare il tempo con discreta disinvoltura, ma ci sono tracce degne di nota anche in etichette estremamente godibili sull’immediato come questo bianco duemiladiciotto, ‘A ren’ ‘e lav (sabbia vulcanica, ndr).

Falanghina Campania igt Agnanum 'A ren' 'e lav 2018 Raffaele Moccia - foto L'Arcante

Viene fuori dall’assemblaggio di quei vini d’annata prodotti con le uve provenienti dai nuovi impianti di Falanghina con quelli venuti fuori dalla vinificazione delle uve di vecchie vigne di Mosciarella*, Biancolella, Gesummina**, Catalanesca presenti qua e là tra i fliari del vigneto storico di Falanghina e Piedirosso sul cratere degli Astroni.

Un bianco dal colore paglierino luminoso, il naso è particolarmente accativante, alle prime note dolci ed esotiche di frutta a polpa gialla vi si sovrappongono sottili sentori agrumati e di erbe mediterranee; il sorso è preciso ed equilibrato, leggiadro e scorrevole, secco, con un finale di bocca sapido e caloroso. Uno di quei vini da tenere sempre a portata di mano in casa, quanto più da ricercare in quei posti sul mare che offrono una cucina essenziale e territoriale, si dice della tradizione, perché danno priorità a menu semplici, che propongono ad esempio antipasti classici come Insalate di mare, Primi piatti ai frutti di mare e Zuppe o Souté di molluschi saporiti e senza troppi fronzoli. Ecco, proprio qui farebbe comodo un vino così, caratteristico, territoriale e immediato.

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Nota Bene: *Mosciarella è l’uva Moscato giallo. ** Gesummina, qui detta anche Uva Cupella per la sua alta capacità produttiva, in grado quindi di donare raccolte sempre molto generose, tali da riempire sempre le Cupelle, le ceste usate per la raccolta dell’uva.

Leggi anche L’Uva e il vino di Raffaele Moccia Qui.

Leggi anche Agnanum, il ”vin de garage” di Napoli Qui.

Leggi anche Piccola Guida ragionata ai vini dei Campi Flegrei Qui.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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2 Risposte to “Pozzuoli, di Raffaele Moccia, i suoi Campi Flegrei e la Falanghina ‘A ren’ ‘e lav 2018”

  1. L’elogio dell’imperfezione, Falanghina Campi Flegrei Aganum 2018 e Vigna del Pino 2017 di Raffaele Moccia | L’ A r c a n t e Says:

    […] Piedirosso e Falanghina che sono finiti in larga parte nelle due etichette prodotte fuori dalla doc¤, solo una piccola parte invece nel vino ”base” Agnanum che tanto […]

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  2. L’elogio dell’imperfezione, Falanghina Campi Flegrei Agnanum 2018 e Vigna del Pino 2017 di Raffaele Moccia | L’ A r c a n t e Says:

    […] Piedirosso e Falanghina che sono finiti in larga parte nelle due etichette prodotte fuori dalla doc¤, solo una piccola parte invece nel vino ”base” Agnanum che tanto […]

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