Montalcino, in ragionevole ritardo

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Se n’è parlato tanto nei giorni scorsi, e certamente ha fatto bene all’opinione pubblica, quantomeno utile nel farsi un’idea di ciò che stava accadendo. Ha vinto il buon senso, il Rosso di Montalcino non si tocca! Bene…

Montalcino ha un grande passato, ricco di storia, blasone, successo; e senza dubbio un futuro immensamente luminoso, desto, da scommetterci su senza pensarci nemmeno un attimo. Stiamo parlando di sangiovese.

Sul presente, l’abominevole querelle aperta (ancora una volta) dal Consorzio nel tentativo di cabernetizzare ovvero merlottizzare il Rosso, e l’insistenza, direi alquanto furbesca (e pure un poco ignobile) con la quale si cerca una terza via “commerciale” – gradita certamente ai più ma salvifica per chi se non per pochi? -, anziché rimboccarsi le maniche e – siamo o no in uno dei distretti enologici mondiali di maggiore ricchezza? – pensare a nuove formule promozionali, è meglio stendere, giunti a questo punto, un velo pietoso.

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4 Risposte to “Montalcino, in ragionevole ritardo”

  1. Stefano & Giorgio Says:

    Orribile è che ci sono giornalisti e media che appoggiano queste iniziative tacciando di “chiusura mentale” le persone che vogliono proteggere la tipicità …

    Stefano

  2. Angelo Di Costanzo Says:

    Sai Stefano, in fondo probabilmente quella “tipicità” di cui tu parli nemmeno la conosciamo a fondo. O meglio: per anni abbiamo creduto di stare bevendo un Rosso o un Brunello “tipico” quando poi abbiamo appreso amaramente che così non era.

    Io dico che sono contento che sia andata così e che il Rosso (come il Brunello) rimangano espressione del sangiovese ilcinese al 100%. Però adesso è necessario uno scatto d’orgoglio, un salto al di là del guado perché il mercato di questo vino ne risente e come di brunellopoli…

  3. Angelo Di Costanzo Says:

    Addentum: chi sostiene che sia una “apertura mentale” merlottizzare il sangiovese di Montalcino sbaglia di grosso. Però pure certi giornalisti e wine bloggers “scesi in campo” a difendere l’assalto hanno proprio esagerato. Paladini si, ma mai di se stessi. Taluni – per carità signori della critica al vino -, pare si siano spesi più come “tronisti” della De Filippi che come cronisti della faccenda… 😦

  4. Sandrino Says:

    C’è chi c’ha campato sin dallo scoppiare dello scandalo; parlo di giornalisti come… (commento moderato). Però che cogl… quelli di Montalcino!

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