Pozzuoli, Campi Flegrei Piedirosso Riserva Pape Satàn 2012 Cantine dell’Averno

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Il lago d’Averno è un cratere vulcanico spento, nato più o meno 4.000 anni fa, coperto oggi da acque immote e scure; le ripide pareti che lo circondano sono coperte da boschi mentre quelle a pendenza dolce sono occupate da frutteti e vigneti, questi ultimi in parte terrazzati. Luoghi di particolare fascino, che quando sono in fioritura, nel loro pieno splendore, offrono un colpo d’occhio impagabile.

Pape Satan 2012 Cantine dell'Averno - foto Angelo Di Costanzo

Su queste sponde Emilio e Nicola Mirabella, due fratelli, un po’ alla volta hanno rimesso a nuovo un vecchio cellaio, comprato i ferri del mestiere e messo mano alla vigna di famiglia: poco più di un ettaro e mezzo, a piede franco, quasi tutto a per ‘e palummo con viti tra i 40 a i 60 anni d’età; fanno anche falanghina, perlopiù conferitagli dalle vigne confinanti di alcuni parenti. Comunque tutto lì intorno al lago. Per poco più di 4.000 bottiglie inclusa questa Riserva.

Il 2010 il debutto, ne abbiamo scritto puntualmente qui¤ e qui¤. La vendemmia è svolta rigorosamente tutta a mano, spesso a causa delle particolari condizioni climatiche con passaggi ripetuti tra il lungolago, in contrada Canneto, e i terrazzamenti che si arrampicano fin su via Strigari, con vista sulle rovine del Tempio di Apollo.

Pape Satàn 2012 è il primo per ‘e palummo Riserva messo in bottiglia da Cantine dell’Averno. Millesimo generoso quello, che ci ha già regalato piacevoli scoperte qui nei Campi Flegrei, il Vigna Madre¤ di La Sibilla su tutte. Emilio e Nicola ne hanno fatte poco più di un migliaio di bottiglie, una prova di affinamento in botte grande di rovere di Slavonia per capirne il potenziale (o il limite) di questo suggestivo piccolo fazzoletto di terra.

I primi assaggi, circa un anno fa, in tutta onestà sembravano scoraggiare questa strada: già carnoso per i suoi tredici gradi e mezzo, più che sgraziato, preoccupava per una sovrastruttura inaspettata notoriamente impropria al piedirosso, soprattutto flegreo. Ma come sempre accade quando si è ai primi passi è solo questione di tempo, pazienza e di un poco più di esperienza.

Il colore è fitto e il naso ben centrato, del passaggio in legno appena una fugace nota tostata, è maturo ma sempre molto invitante. Il sorso oggi è piacevole e morbido, ha digerito del tutto le ingerenze iniziali e regala una beva polputa e gratificante. Merita assoluta attenzione, ci aspettiamo perciò grandi cose dal 2013 già in bottiglia. Pape Satàn, pape Satàn aleppe!

Piccola Guida ai vini dei Campi Flegrei¤.

Le strade del vino dei Campi Flegrei¤.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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