Erbusco, di Ca’del Bosco indimenticabile e di un Cedroni-Clandestino estroso come non mai…

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Dentifricio e colluttorio, il benvenuto riservato ai suoi ospiti da Moreno Cedroni.

Che Maurizio Zanella fosse un grande appassionato di arte era risaputo e conclamato, basta per altro dare uno sguardo in giro una volta arrivati qui in cantina a Rovato: all’ingresso un monumentale (nel vero senso della parola) portale firmato da Arnaldo Pomodoro si apre davanti agli occhi ed accoglie gli avventori preparandoli ad uno scenario magnifico che di lì a poco gli si staglierà dinanzi, mozzandogli il fiato. Che fosse Moreno Cedroni il resident Chef del giorno pure si era intuito, Clandestino è ormai un marchio consolidato e l’estroso genialaccio della Madonnina del Pescatore non poteva firmare meglio le sue, per così dire, “provocazioni gastronomiche”. Che il risultato potesse essere brillante, un dato di fatto, eppure, alla fine un paio di domande ce le siamo fatte: certi piatti/preparazioni, vale proprio la pena proporli in certe occasioni? E poi, come se ne viene fuori, ospiti sì, ma muti ed accondiscendenti? A chi legge le considerazioni del caso, io (noi) ci siamo divertiti, un po’ stupefatti, ma sorridenti e convinti che c’è ancora chi, nonostante tutto questo parlare e rincorrere il pensiero gourmet, riesce ancora a strappare un sorriso.

Il bellissimo vigneto di Pinot Nero che si estende tutto intorno all’azienda.

Questo il racconto di un pomeriggio passato camminando le vigne di Franciacorta, di una prima serata da cineteca nelle cantine di Ca’ del Bosco e di una cena sorprendente, sicuramente ad effetto, con tanti alti (un paio altissimi) e solo uno o due bassi! L’azienda offre un colpo d’occhio, come già ampiamente detto, spettacolare: il lunghissimo viale circondato da vigne allevate a 30/45 centimetri dal suolo conduce alla maestosa cantina perfettamente integrata nella macchia boschiva che si alza all’orizzonte; adesso la luce del giorno sta facendo posto al tramonto, lo scenario, inutile sottolinearlo, è molto suggestivo e ci prepara a dovere al proseguio. Dopo il breve giro in cantina, pura tecnologia da vendere, ci spostiamo passeggiando nei caveau storici della famiglia Zanella, dove si aprono le danze ad un emozionante deblocage a mano della cuvèe Annamaria Clementi ’79 circondatida centinaia di migliaia di bottiglie in maturazione sui lieviti o come si intravedono poco più là, già posizionate sulle pupitres per il remuage. Emozionante!

Bellissima la passeggiata nei caveau storici di Ca’ del Bosco: credo che a breve rivedremo in giro qualche bottiglia di Cuvèe Annamaria Clementi Rosè; Questo il deblocage a mano della Cuvèe Annamaria Clementi 1979 proposta come benvenuto! Mamma che vino!

La cena viene servita nell’ampio salone soprastante i locali commerciali e di rappresentanza, con vista sul parco e sul ponte stile “giardino giapponese” che troneggia sopra il laghetto artificiale sottostante. I tavoli sono ben preparati, il menù è un omaggio ad ognuno degli ospiti che legge il proprio nome tra tutti quelli elencati in onore dei quali cucinerà stasera lo chef patron con il suo staff del Suscibar Clandestino di Portonovo (AN). I pani sono già al tavolo serviti in un sacchetto di carta, una fettina di quello nero, una classica senza sale. Tralasciando il percorso intermedio, ma solo perchè non amo post lunghissimi, uno dei piatti che più mi è piaciuto è certamente questo Tortello con carne cruda e fonduta al formaggio.

Mentre quello meno convincente, se così si può dire, ma forse perché il più scontato, il Filetto di ricciola su salsa di topinambur. Alla fine però, ancora un gioco dei sensi, ancora una sorprendente “boutade” (!): si avvicina al tavolo un commis che ripone di fronte ad ognuno di noi una cartina geografica del mondo con evidenziato il Tropico del Cancro, il foglio è chiaramente in plastica alimentare e firmata in calce Moreno Cedroni, successivamente un secondo ed un terzo commis si avvicinano al tavolo ed iniziano a riporre su tale cartina, seguendo il fil rouge che traccia la linea tropicale, i piccoli petit fours di fine cena prodotti con materie prime ricercate provenienti dalle città segnalate lungo la traccia avidenziata: ci guardiamo in faccia, stupiti? Sorridiamo, dopo il Dentifricio e Collutorio nulla o quasi ci può far vacillare. Più che matto, questo è un gran fìo… ma no, è Moreno Cedroni, punto e basta!

Amici di Bevute, Francesco Mussinelli, io ed il padrone di casa Maurizio Zanella

Il vino? C’era di che bere bene, belle bottiglie e buonissimi millesimi di Maurizio Zanella rosso e Pinero, ma l’unica che ho avuto il coraggio di non tradire e la Cuvèe Annamaria Clementi 2002 di cui ho già parlato in precedenza e di cui non posso ancora una volta che tesserne le lodi!

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Una Risposta to “Erbusco, di Ca’del Bosco indimenticabile e di un Cedroni-Clandestino estroso come non mai…”

  1. Franciacorta Collezione Grandi Cru ’07 Cavalleri | L’ A r c a n t e Says:

    […] e contribuiscono non poco ad alzare l’asticella. Così oggi marchi come Ca’ del Bosco¤, Bellavista¤, Fratelli e Guido Berlucchi piuttosto che Uberti e Cavalleri¤, giusto per citarne i […]

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