Posts Tagged ‘ca’ del bosco’

Erbusco, Franciacorta Rosé Riserva Cuvée Annamaria Clementi 2005 Ca’ del Bosco

24 aprile 2014

C’è una rivoluzione in atto nemmeno troppo silenziosa che riguarda un bel pezzo del mercato del vino italiano di domani, quello delle bollicine.

Franciacorta Annamaria Clementi Rosè 2005 Ca' del Bosco - foto A. Di Costanzo

Parola di cui faccio subito ammenda, guai infatti a semplificare così banalmente certe grandi bottiglie di Franciacorta come nel caso dell’Annamaria Clementi Rosé 2005¤ di Ca’ del Bosco. Un rosé incredibile per freschezza e vivacità, pinot nero in purezza stretto da una mineralità sottile ma molto incisiva ed un frutto succoso e vibrante come pochissimi altri prima d’ora, con in più un connubio ineccepibile di suggestioni e sostanza.

L’equilibrio nell’utilizzo dei legni in fase fermentativa, 7 lunghi anni di maturazione, un dosaggio accurato, fanno di questa Riserva rispolverata solo da qualche anno un piccolo gioiello, subito tornata ai vertici delle migliori etichette italiane e molto apprezzata anche dalla clientela internazionale notoriamente propensa quasi esclusivamente agli Champagne.

Mi viene da dire che quel mago di Stefano Capelli comincia a raccogliere meritatamente i frutti di anni ed anni di impegno e ricerca che in Ca’ del Bosco per la verità non si sono mai fatti mancare tanto dal brevettare un nuovo ed unico sistema¤ di vinificazione che prevede, sin dall’arrivo delle uve in cantina fino all’imbottigliamento in atmosfera controllata, un processo di lavorazione a dir poco ambizioso e di straordinario impegno professionale; un processo che consente oltretutto di ridurre poi al minimo anche l’aggiunta di solfiti. Altro che metodo ancestrale!

Ho mangiato i Tortellini con la panna di Massimo Bottura, nulla potrà essere più come prima!

8 aprile 2014

‘C’ero anch’io quella sera a cena in Ca’ del Bosco…’. Quando un giorno ci ritroveremo tra amici a ricordare certi posti e certe esperienze memorabili la cena di Massimo Bottura dello scorso 6 aprile rimarrà sicuramente negli annali come una delle più belle esperienze gastronomiche vissute.

Massimo Bottura - foto A. Di Costanzo

L’invito era per le otto ma sono arrivato in Franciacorta molto presto, in pieno pomeriggio, avevo tra l’altro alcune mie cose da vedere per la cena dell’indomani preparata proprio dal nostro Andrea Migliaccio.

Durante il pomeriggio, su quel prato intorno la cantina ci siamo incrociati più di una volta: un saluto sincero, qualche convenevole, un curioso siparietto con lui impegnato a tener conto ad una sua collaboratrice delle tante date che prossimamente lo porteranno in giro per gli Stati Uniti – proprio come una Rockstar alle prese con il suo imminente tour -; io lì, così, ad ammirarlo e guardarmi un po’ intorno. Maurizio Zanella, più tardi, ci ha poi ri-presentati.

E a fine serata, tra le tante scattate con lui là in cucina a saltarci addosso, questa foto. La terrò custodita con particolare affetto e stima.

Bottura in Ca' del Bosco - foto A. Di Costanzo

Da Modena a Mirandola: Sbrisolona, Cotechino, Zabaione (con il Lambrusco al posto del Marsala), Aceto Balsamico Villa Manodori. Come un Panino con la Mortadella.

La cronaca della serata è un susseguirsi di grandi sapori, contrasti, ricordi, rimandi, sorprese. Nessuna sovrastruttura. Non bastano certo 10 foto a scaldare il cuore come non bastano 5 piatti per sintetizzare il Bottura pensiero. Di sicuro però il perchè Massimo sia lì, al top della cucina italiana, te ne accorgi davvero con poco!

I Tortellini con la Panna di Massimo Bottura - foto A. Di Costanzo

Tortellini con la panna? Dippiù! Di quelle cose che ti rimangono dentro a vita! Tirati a mano, la crema densa è ottenuta con acqua e Parmigiano Reggiano, uno straordinario Parmigiano Reggiano! E cosa non secondaria, davvero strabiliante l’abbinamento con lo Chardonnay 2005 di cui poi vi scriverò. Un piatto, il suo vino!

Ca' del Bosco, Cena di Bottura - foto A. Di Costanzo

Lo show in sala, con l’impiattamento dello Psychedelic Spin Painted Veal: Vitello cotto a bassa temperatura (sottovuoto e poi ricoperto di cenere e carbone), dipinto con Clorofilla, succo di Barbabietola, crema di Patate e Aceto Balsamico. Il Predessert? Un Risotto Aromatico: profumato agli agrumi e spezie con, sul fondo, Coppa di testa. Da pazzi guarda!

Tiramisù di Massimo Bottura - foto A. Di Costanzo

Tiramisù. Uno dei più antichi dolci italiani rivisto alla sua maniera. Pochi fronzoli, infinita leggerezza. Non so quando ma presto o tardi si va in Francescana: tradizione, materia, visione, tecnica, sospensione. Ecco.

Dei vini di Ca’ del Bosco, come accennato, ne scriverò più dettagliatamente successivamente. Abbiamo bevuto: Franciacorta Annamaria Clementi 2005, Chardonnay 2005, Pinero 2003, Franciacorta Annamaria Clementi Rosé 2005.

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Osteria Francescana¤
Via Stella 22, Modena
Tel. 059210118
http://www.osteriafrancescana.it
 
Ca’ del Bosco¤
Via Albano Zanella 13, Erbusco (Bs)
Tel. 030 7766113
info@cadelbosco.com
http://www.cadelbosco.com

© L’Arcante – riproduzione riservata

Torbiato di Adro, Dispensa Pani e Vini

4 aprile 2014

Vittorio Fusari è conosciuto per la sua grande dedizione alla ricerca delle migliori materie prime, alla Dispensa ci tiene ad un approccio moderno ma ben radicato nella sua tradizione, fruibile ed immediato.

Vittorio Fusari - foto A. Di Costanzo

Per chi viene in Franciacorta il locale è facilmente raggiungibile, il posto è carino, un po’ winebar¤, un po’ ristorante, il menu¤ è variegato e prevede, tra gli altri, tanti prodotti Presidio Slow Food giustamente sottolineati in carta. Da bere manco a dirlo, come affacciarsi dal balcone in queste terre (ma non solo).

Dispensa Pani e Vini - foto A. Di Costanzo

I piatti in questo momento della stagione guardano alla freschezza e ai contrasti: ‘mozzarella di bufala, ostriche e acqua di mare’, la ‘battuta di gamberi rossi, gelato ai pistacchi’, ‘uovo e insalata’ alcuni tra quelli provati che Vittorio ci ha voluto proporre.

Dispensa Pani e Vini Franciacorta
Via Principe Umberto, Torbiato Di Adro (Bs)
Tel. 030/7450757
http://www.dispensafranciacorta.com
enoteca@dispensafranciacorta.com

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Erbusco, Franciacorta Vintage Collection Dosage Zéro 2008 Ca’ del Bosco

20 marzo 2014

Sarà che amo le spigolature, la purezza espressiva ancor quando imperfetta, sarà che mi porto dietro gli effetti devastanti dello svezzamento ad Asprinio, tant’è che assaggiando e riassaggiando i Franciacorta continuano ad essere i Dosage Zéro (o Pas Operé) a darmi quel pizzico di vibrazione in più da tenermi attaccato al bicchiere.

Franciacorta Dosage Zéro Vintage Collection 2008 Cà del Bosco - foto A. Di Costanzo

Delle cuvée di Ca’ del Bosco¤, andando oltre quel piccolo capolavoro dell’Annamaria Clementi¤, proprio questa sembra darmi maggiore soddisfazione, pienezza gustativa, profondità di beva. Un quadro organolettico che gira intorno alla frutta matura, con accenni agrumati a corredo di note mentolate e mediterranee. Un Franciacorta di notevole complessità, sartoriale mi verrebbe da dire, dalle linee marcate, cremoso quasi ma capace senza ombra di dubbio di regalare negli anni a venire molto altro.

Viene fuori in gran parte da vini base chardonnay, con partiture di pinot nero e bianco provenienti dalle vigne di Erbusco, Adro, Cazzago San Martino, Corte Franca e Passirano. Vini di altissima levatura, che proprio dalla vendemmia 2008 nascono seguendo un nuovo processo produttivo di eccezionale particolarità, brevettato da Ca’ del Bosco, sin dall’arrivo dell’uva in cantina. Uva che viene letteralmente lavata acino per acino per liberarla prima di tutto da micotossine responsabili di funghi parassiti che rischiano di attaccarvi microflora e quindi la formazione di impurità nel mosto, nei vini, nelle fecce, nelle vinacce, mentre una coppia di serbatoi volanti agevola per gravità il travaso dei mosti per evitargli stress. Qui¤ trovate comunque tutte le notizie del caso. 

Ritornando al bicchiere, il Dosage Zéro Vintage Collection 2008 è un Franciacorta di grande slancio olfattivo ma soprattutto gustativo. Con attenzione si colgono toni di ginestra, frutto della passione, mandarino, con rimandi di frutta secca, mandorla tostata, anice ed erbe mediterranee. Il sorso è fitto, teso e avvolgente, decisamente appagante. Una di quelle bottiglie che non passano inosservate. Non più semplicemente bollicine, è vero.

© L’Arcante – riproduzione riservata


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