Archive for the ‘Da raccontare’ Category

È morto Gianfranco Soldera

16 febbraio 2019

Da sempre Gianfranco Soldera e i suoi vini dividono appassionati e critici di tutto il mondo suscitando, nel bene e nel male, passioni, discussioni e tensioni più di ogni altro produttore lì a Montalcino. 

Gianfranco Soldera non c’è più, il suo cuore purtroppo ha cessato di battere questa mattina, pare mentre era alla guida della sua auto sulla strada di Santa Restituta, a pochi passi dalla sua tenuta. È stato, a suo modo, un grandissimo riferimento. Che la terra gli sia lieve. È per noi un giorno particolarmente triste.

Conserviamo di lui e tra gli altri di un altro grandissimo del firmamento ilcinese, Franco Biondi Santi, scomparso nel 2013, ricordi straordinari di alcuni dei momenti più belli ed emozionanti della nostra vita professionale legati al vino e a quei luoghi speciali che sono Montalcino, Case Basse o la Tenuta Greppo che abbiamo più volte provato a raccontare su queste pagine.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Annunci

L’Arcante su il Napolista, questi gli articoli pubblicati nell’ultimo mese

19 gennaio 2019

Dallo scorso Ottobre, dopo qualche settimana dall’inizio della stagione calcistica 2018/2019 alcuni nostri contributi sono pubblicati sul giornale on line ilNapolista¤ dove ogni settimana proviamo a raccontare qualcuna tra le buone etichette campane prendendo spunto dai profili e dalle storie dei calciatori del Napoli¤, il nostro Napoli che continua ad incantare in Italia¤ e in Europa.

Lo facciamo alla nostra maniera, in modo semplice e spigliato cercando di offrire qualche buono spunto per bere meglio (almeno) alla domenica. E i calciatori, anzitutto quelli del Napoli, con le loro gesta in campo, le loro storie ci danno la misura per suggerire l’etichetta del giorno.

Questi che seguono sono gli articoli pubblicati nell’ultimo mese che vi riassumiamo in pochi passaggi essenziali, se vi va dategli una occhiata e scriveteci pure cosa ne pensate, diteci la vostra ne saremmo davvero felici.

#9 Piotr Zielinski, il Campione sospeso, tra Sogno di Rivolta e Terra di Rivolta di Fattoria La Rivolta Leggi Qui.

#10 Fabiàn Ruiz, un sorso di Jungano 2014 di San Salvatore Leggi Qui.

#11 Josè Callejon un vero lusso, come il Terra di Lavoro 2013 di Galardi Leggi Qui.

#12 Dries Mertens. Belga, napoletano, folle, dolce e ruffiano come il Passio 2012 di La Sibilla Leggi Qui.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Niente di più. Niente di straordinario!

12 gennaio 2019

Qualche giorno fa, qui, scrivevamo la nostra su quanto sia di fondamentale importanza la salvaguardia del territorio perché alle imprese straordinarie dei privati viticoltori e produttori di vino flegrei degli ultimi vent’anni si affianchi sempre più il sostegno da parte di amministrazioni ed enti locali per la tutela del paesaggio con interventi preventivi su brutture urbanistiche e nel disinnescare quei segnali di dissesto geologico che puntualmente presentano il conto alle prime pioggie invernali. Ci sentiamo per questo pienamente partecipi con quanto manifestato dai Vignaioli Cirotani.

L'appello vignaioli cirotani - Vinocalabrese.it

Nel mese di ottobre 2018 più di 800 mm di pioggia sono caduti sul territorio cirotano. I danni conseguenti sono stati ingenti Vigneti alluvionati e rasi al suolo dall’esondazione dei torrenti; tutte le strade poderali in condizioni pietose, alcune completamente franate; briglie e opere di contenimento dei torrenti distrutte; la strada provinciale 12 (Cirò M.- Melissa) chiusa al traffico perché franata in due punti, isolando di fatto il comune di Melissa.

Gli eventi meteo certamente sono stati eccezionali, ma le cause del dissesto idrogeologico non sono da imputare solo a Madre Natura. Lo stato attuale delle campagne cirotane sono l’epilogo di una storia che corrisponde ad anni di abbandono e incuria, senza il minimo intervento di manutenzione ordinaria, su opere realizzate più di 50 anni fa! È arrivato il momento che il comparto vitivinicolo del Comprensorio Cirotano lanci il suo grido di rabbia e disperazione; perché è paradossale che soprattutto gli enti locali, lascino in balia degli eventi le aziende del più importante distretto vitivinicolo calabrese, unico ed ultimo vanto di questo territorio.

Se è vero che il comparto vitivinicolo regge l’economia di questo territorio, se è vero che le vigne rappresentano una risorsa paesaggistica, sociale e culturale, allora non è più ammissibile il silenzio e l’apatia delle istituzioni di fronte alla prospettiva che molte piccole aziende chiuderanno ed i vigneti, già da decenni al limite della sostenibilità economica, saranno abbandonati. Un silenzio che lascia basiti per quanto è chiaro che al declino della viticoltura cirotana corrisponderà l’inesorabile fine economica e sociale di questo territorio. Perchè finita la risorsa viticoltura non esiste altro.

È necessario risolvere l’emergenza, visto che a breve si ricomincia con i lavori in vigna, chiediamo però ai Comuni e agli altri Enti preposti di andare oltre l’emergenza, di dare il giusto peso all’importanza economica e sociale della vitivinicoltura del cirotano. L’invito rivolto a tutti i viticoltori è di far sentire la propria voce, per non scomparire nell’indifferenza generale, per dire alle istituzioni che DEVONO interessarsi alle sorti delle vigne del Cirò, alle sorti del Cirò. Basta fare il proprio dovere.
Niente di più. Niente di straordinario!

I Vignaioli cirotani Cataldo Calabretta, Francesco De Franco, Mariangela Parrilla, Assunta Dell’Aquila, Sergio Arcuri, Francesco Fezzigna, Vincenzo e Francesco Scilanga, Cristian Vumbaca e Francesco Scala.

Credits VinoCalabrese.it

© L’Arcante – riproduzione riservata


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: