Quarto, Falanghina dei Campi Flegrei ’10 Carputo

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Di Carputo, più che la storia, ho bene in mente quante ne ho stappate di bottiglie; a metterli in fila, i tappi, si sarebbero coperti, senza esagerazione, chilometri. Erano, c’è da aggiungere, altri tempi, sto parlando di almeno una quindicina d’anni fa; ricordo che il per’ e palummo scorreva a fiumi mentre la falanghina non faceva in tempo a varcare la soglia del frigo che subito usciva in tavola.

Un successone insomma, sia per i numeri tra le mani del buon Antonio Palma, che ne curava le sorti commerciali su Pozzuoli e dintorni, che per il gradimento, indubbiamente alto, da parte di tutti gli avventori del ristorante dove mi dimenavo da ragazzino, la Fattoria del Campiglione; il perché era piuttosto semplice da individuare: vini fini, sottili, lineari come l’areale meglio non riusciva a fare, e a prezzi decisamente alla portata, allora come del resto oggi.

C’è da premettere che Quarto non ha mai goduto di una particolare vocazione vitivinicola, e segni distintivi che ne elevino le vigne a cru imperdibili ve ne sono oltretutto ben pochi; il clima qui è bizzoso e tremendamente umido, in certe estati poi rimane costantemente caratterizzato da una canicola a dir poco sfiancante.

Le condizioni cambiano invece proprio sulla collinetta di Viticella, dove la vigna – coltivata ancora con sistemi tradizionali – riesce, grazie alla sua collocazione che domina la piana quartese, a godere di maggior respiro e – data anche la particolare conformazione dei terreni di natura tufacea – di una migliore condizione pedoclimatica complessiva, facendone così un luogo d’elezione sia per il piedirosso ma anche e soprattutto per la falanghina; qui, come dimostra questo vino, il vitigno pare ravvivarsi notevolmente, e soprattutto, grazie anche alle repentine escursioni termiche che si succedono tra giorno e notte, maturare frutti sani, integri, che esprimono vini sì di bassa gradazione alcolica ma connotati di una rinfrancante freschezza gustativa; elementi questi che contribuiscono in maniera decisiva a farne vini assai apprezzati in accompagnamento alla cucina tradizionale napoletana, sia essa quella marinaresca e schietta dei piccoli e grandi ristoranti di Napoli e provincia, sia quella lenta e godereccia della tavola della domenica partenopea.

Del resto spesso ci si dimentica quale sia il ruolo principale del vino, almeno per quanto riguarda il nostro modo di vivere l’argomento a tavola, e cioè funzionale a tutto un pasto completo e non ad una singola portata: l’abbinamento cibo-vino infatti è una voluttà, pur nobile, che poco appartiene alla nostra cultura enogastronomica, che vuole invece, e spesso addirittura lo impone, vini leggeri e poco impegnativi che vadano ad accompagnare i piatti più che a sostenerli. E quando si hanno tra le mani bottiglie come il nostro per’ e palummo o la nostra falanghina non si va certo alla ricerca, escludendo quelle poche e rare interpretazioni, dell’opulenza o della grassezza, elementi questi, a primo acchito, sempre poco avvicinabili sia all’una che all’altra faccia della nobile tradizione vitivinicola flegrea; la semplicità prima di tutto, primaria espressione della nostra cultura enoica, poi tutto il resto.

Continua l’appassionato racconto della splendida vigna flegrea sulle pagine del quindicinale di informazione libera Pozzuolidice. Questa settimana  nella nostra rubrica di enogastronomia vi raccontiamo anche di una gustosa ricetta, da non perdere, per preparare in maniera diversa il pesce bandiera.

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2 Risposte to “Quarto, Falanghina dei Campi Flegrei ’10 Carputo”

  1. La Falanghina dei Campi Flegrei e i dieci vini da non perdere… refresh your mind, right now! « L’ A r c a n t e Says:

    […] ’10 di Antonio Iovino; poi di Colle Spadaro, Cantine Astroni e di Cantine Di Criscio,  Carputo, Cantine del Mare, Michele Farro, senza dimenticare, dulcis in fundo, lo strepitoso Passio 2007 […]

  2. Quarto, Campi Flegrei Falanghina ’10 Il Cellaio « L’ A r c a n t e Says:

    […] quando scrivemmo della giovane ed emergente Cantina Di Criscio e quindi della storica azienda di Franco Carputo. Qui nascono generalmente vini sottili, lievi e di grande piacevolezza gustativa, e molto meglio […]

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