Monforte d’Alba, Barolo Riserva Monfortino ’01 Conterno. Ma… a che ora è la fine del mondo?

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La mente umana non può aspirare all’oggettività, pertanto quella che viene spacciata per tale è solo una chimera. A parlar di vino ancor di più. E questo viene sempre più chiaro.

Ora, se in un rapporto causa-effetto quindi tutto accade unicamente in maniera soggettiva, l’idea stessa di ritenere collegati i due fenomeni non avrebbe alcun fondamento logico, ma nascerebbe cioè da un istinto di abitudine, dovuto al fatto di vederli usualmente accadere in sequenza. 

Così chi oggi azzardasse mettesse avanti  i 100/100 per il Monfortino 2001 di Giacomo Conterno lo farebbe partendo da un assunto strettamente soggettivo, anticipando di gran lunga i reali valori in campo, rimettendoci, a suo rischio e pericolo, la faccia oltreché il buon nome; 100/100 che, dopo iersera, diventano un giudizio più che opinabile e, al momento, almeno per i molti che ancora rimuginano attorno a quella bottiglia lì a La Ciau del Tornavento, assai disatteso.

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5 Risposte to “Monforte d’Alba, Barolo Riserva Monfortino ’01 Conterno. Ma… a che ora è la fine del mondo?”

  1. Alessandro Manna Says:

    AZZ!

  2. Angelo Di Costanzo Says:

    Ale, la strada è lunghissima per chi è al primo approccio con questo vino. Però se un primo appuntamento di solito lascia un segnale da saper leggere, non ci è andata un granché bene. Più in là dirò anche perché.

  3. Alessandro Morichetti Says:

    Angelo, i segnali in realtà c’erano ma l’assaggio ha consegnato un vino ancora introverso, cupo, non affabile ed eloquente al naso e segnato da una trama tannica poderosa in bocca. La godibilità del momento non è stata alta ma la visione in prospettiva è confortante. Amici di talento ed esperienza dicono di ricordare una bevuta più espressiva della nostra e non c’è ragione di non crederci. Al contempo, la bottiglia era perfettamente a posto e non possiamo esimerci dal riflettere su un assaggio che ha evidentemente deluso i più.
    Il vino è bello per parlare, capire e confrontarsi ma sulle bottiglie già pronte da godere c’è stata praticamente convergenza unanime.

    Il vero errore non è dire che nel futuro questo sarà un vino strabiliante, semmai – per noi che abbiamo bevuto quella bottiglia – il vero errore sarebbe stato dire che QUEL vino era già straordinario.

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Appunto!
      E continuo a pensarci.
      E’ come se tutto d’un tratto mi si fosse aperto un mondo tutto nuovo davanti. Vado cercando di capire se è lo stesso di prima o se sono i miei occhi che lo attraversano diversamente.

  4. Con Le Pergole Torte 2000 di Montevertine ad esempio, non ci siamo presi per niente! « L’ A r c a n t e Says:

    […] Per questo lo faccio davvero poche volte, convinto che rimanga tanto su cui riflettere, aspettando di riprovarci magari ad un altro giro, come mi son detto per giorni e giorni a seguire dopo aver preso un’altra sonora bastonata per le mie convinzioni di appassionato e devoto a certe etichette simbolo del vino italiano come il Monfortino¤.  […]

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