Posts Tagged ‘nebbiolo’

L’ultimo Barolo della stagione

26 aprile 2019

Dovremmo forse imparare dai cugini francesi, con i quali siamo sempre lì a tirarcela in volata, quella straordinaria capacità di dare una sorta di ”stagionalità” a quello che in fondo una ”stagionalità” vera e propria non ce l’ha, come il consumo del vino. 

Barolo Serralunga 2015 Azienda Agricola Luigi Pira - foto L'Arcante

Prima, e molto più di noi, loro sono (stati) in grado di dare veramente un senso e un valore assoluto alle produzioni tipiche regionali e, nella ristorazione, a quella rotazione della cantina che suggerisce ai primi caldi primaverili di dare velocemente spazio ai vini bianchi e i rosati da mettere in rampa di lancio per l’estate davanti ai grandi vini rossi padroni assoluti delle tavole in autunno e in inverno; un modo di fare, vendere e comunicare il vino che in fondo è un po’ come dovrebbe avvenire in cucina, almeno in quelle nelle quali si voglia costruire sulla carta un’efficace impronta territoriale passando anzitutto dalla valorizzazione dei prodotti di stagione, vieppiù quando locali.

Senza necessariamente mettere le mani avanti, quello della ciclicità delle carte dei vini non vuole certo essere un dogma, magari un’opportunità, ci siamo così ritrovati davanti a questo che al momento pare essere l’ultimo Barolo dell’anno nel bicchiere che ci sentiamo in dovere di raccontarvi, annata duemilaquindici, di Luigi Pira, prodotto con le uve della vigna storica di famiglia di 1 ettaro provenienti dal cru di proprietà nel comune di Serralunga d’Alba.

Stiamo parlando di poco più di 6.000 bottiglie di un vino dalla forte personalità, classico e tutto da scoprire, dal colore granato con riflessi aranciati. E quanto sia canonico, paradigmatico lo si coglie anche al naso: si avvia quasi ermetico, eppure temerario e finissimo, se ne coglie appena il frutto, una lieve nuances floreale, poi terra e cuoio, quindi una sottile ma caratteristica speziatura che sembra addolcire l’attesa. Irrompe al palato, ha decisamente gran corpo, però è teso, dalla trama giustamente acida, con tannini puntuti e di buona persistenza. In questo momento ne cogliamo appena l’essenza, la piena gioventù, s’intuisce chiaramente però che ha tutta la vita davanti.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Bricco delle Viole 2014 G.D. Vajra, un Barolo che profuma di grazia e sa di eleganza

1 aprile 2019

Pochi vini sanno essere così riconoscibili come il Bricco delle Viole della famiglia Vaira, un Barolo pieno di fascino, tanto immediato quanto profondo e fine, di rara eleganza. 

Barolo Bricco delle Viole 2014 G.D. Vajra - foto L'Arcante
E’ uno splendido vino quello saggiato alcune settimane fa durante la manifestazione SoWine in Rinascente a Roma, tanto buono che ci siamo ritornati su più volte, ad ogni passaggio sempre più coinvolgente. Viene fuori da una delle colline più alte del comune di Barolo, il Bricco delle Viole per l’appunto, un promontorio tutto esposto a sud, che guarda le Alpi e che gode della luce del sole praticamente dal primo mattino sino all’ultimo raggio prima del tramonto. La vigna è caratterizzata perlopiù da vecchi ceppi di Nebbiolo delle varietà Lampia e Michet di età media tra i 60 e i 70 anni che affondano le radici in un terreno bianco chiarissimo ricco di calcare e minerali.

Ne cogli il gran fascino e l’eleganza già innanzi al suo splendido colore rubino brillante, trasparente sull’unghia del vino nel bicchiere, possiede una lucentezza straordinaria che ammalia, invita, conquista. Il naso è subito intenso, ampio e caldo, sono finissime le note di violetta e rosa, cui s’aggiungono ciliegia e agrumi, seguite da rimandi lievemente più eterei, infine un accenno balsamico che ricorda la liquirizia. Di pregiatissima tessitura, il sorso è setoso e piacevole, pare esprimere già una sostanziale armonia di beva, con un finale di bocca lungo, che chiude asciutto, stuzzicante, lievemente speziato. Un Barolo duemilaquattordici che profuma di grazia e sa di eleganza.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Roma, il 14 e 15 novembre Vignaioli di Langa

2 novembre 2015

‘Non mi stanco mai di viaggiare nei territori del Piemonte alla ricerca di gusti ed emozioni che queste terre continuano a regalare con vini straordinari, tipici ed unici e sempre differenti tra loro.’

Tiziana Gallo

‘Il Nebbiolo austero ed elegante “re dei vitigni”, pur con le sue caratteristiche definite, imprime ai vini declinazioni aromatiche diverse a seconda del terreno da cui provengono e dal clima che li governa. Ed è per questo che in questa quinta edizione dei Vignaioli di Langa e Piemonte ho pensato di proporre un “focus sul nebbiolo” vinificato da produttori provenienti da altri territori, come la Sardegna, la Valle d’Aosta, la Lombardia e il Lazio fino a varcare i nostri confini e arrivare in California e stimolare cosi il palato dei più curiosi.’

‘A rendere più solida e matura la nostra esperienza gustativa saranno presenti, come già nelle precedenti edizioni, gli altri vini piemontesi che con altrettanta forza riflettono l’altra faccia di una regione che offre espressioni enoiche cosi particolari come Barbaresco, Gattinara, Roero, Boca, Bramaterra, Dolcetto, Barbera e Freisa oppure i poliedrici bianchi come il Moscato, l’Erbaluce e l’Arneis.’ (Tiziana Gallo)

Vignaioli di Langa è a Roma il 14 novembre dalle 12.30 alle 19.30 e il 15 novembre dalle 12.00 alle 20.00. Ingresso 20 euro.

The Westin Excelsior Roma
Via Vittorio Veneto 125, Roma

Tiziana Gallo +39 338 8549619 – tizianagallo@libero.it

Vignaioli di Langa info@vignaiolidilanga.com

© L’Arcante – riproduzione riservata


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