Spaghetti con fave, lupini e vongole con la Falanghina Via del Campo 2008 di Quintodecimo

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Non sono solito scrivere di abbinamento cibo-vino, pur garantendone ben volentieri, su richiesta, un consiglio spassionato; tuttavia non c’è un momento in cui un piatto o un vino non richiedano una riflessione attenta in merito al loro sposalizio, momento che in verità manco spesso di raccontare su queste pagine per non appesantirne la lettura ai tanti “non addetti ai lavori”; certe occasioni però, come si dice, rappresentano quelle eccezioni che vanno confermando la regola.

Ingredienti per 4 Persone:

  • 320gr di spaghetti n.9 Garofalo
  • 150gr vongole Veraci
  • 200gr Lupini
  • 200gr fave fresche
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe q.b.
  • Prezzemolo

Preparazione: in una padella versate un abbondante filo d’olio extravergine d’oliva, lasciate soffriggere l’aglio, quindi versatevi, a fiamma bassa, i frutti di mare che avrete precedentemente sciacquati accuratamente. Coprite e lasciate cuocere sino all’apertura delle valve unendovi magari uno o due ciuffi di prezzemolo per profumare ed un pizzico di pepe.

Mettete quindi sul fuoco la pentola con l’acqua, salate con attenzione e portatela ad ebollizione. Frattanto pulite le fave (opportuno che non siano grandissime, ma nemmeno piccoline), vanno tirate via dal baccello e quindi sgusciate una ad una.

Buttate la pasta, appena dopo unitevi nella stessa pentola anche le fave, quando gli spaghetti saranno al dente, tirate via tutto per saltarli immediatamente in padella con i frutti di mare; portate in tavola decorando i piatti con solo un ciuffettino di prezzemolo. Consiglio di non utilizzare prezzemolo tritato, saranno in questo caso le fave a giocare di contrasto con la succulenza e la sapidità del piatto.

Non è azzardato definire il matrimonio con questa stupenda Falanghina Via del Campo 2008 di Luigi Moio¤ perfettamente calzante. I tratti essenziali del piatto vanno esaltandosi ad ogni boccone con l’incipiente persistenza olfattiva di frutta e la profonda mineralità che si distende sul palato ad ogni sorso. Il piatto è essenziale ma giocato su credenziali piuttosto caratterizzanti, tendenza dolce, aromaticità, sapidità, succulenza. Il vino si offre a corrisponderne in abbinamento l’ottima persistenza olfattiva, con un frutto ben espresso, unito a note balsamiche, e gustativa, con freschezza da vendere affiancata da buon corpo, e quindi persistenza. E’ sbocciato l’amore!

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