Fiano di Avellino Colli di Lapio 2005 Romano Clelia

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In principio mi rimase impresso il firmarsi col cognome e poi col nome. E’ un fiano tra i più buoni da sempre, profondo, minerale, incalzante; quei sentori che tutti conosciamo come markers identitari del fiano li abbiamo imparati anzitutto bevendo Colli di Lapio, e non necessariamente grazie a bottiglie ‘vecchie’ e/o mature, tutt’altro.

Fiano di Avellino 2005 Clelia Romano

Si continua a ‘spingere’ affinché la Signora del Fiano si decida a ritardare l’uscita sul mercato del suo bianco di un anno o due. Magari, mi verrebbe da aggiungere. Però c’è addirittura chi va oltre, un po’ troppo a parer mio raccomandandosi e consigliando pratiche enologiche che migliorerebbero le prospettive di un vino già di per se buonissimo ma che, secondo questi fenomeni, rimane privo di un certo ‘…non è dato sapere’ che sbaragli le carte in tavola. A leggere certe cose, beh… che dire, non resta che aspettare e sperare che il giovane enologo di belle speranze Angelo Pizzi (faccino sorridente) faccia tesoro di questi comandamenti.

Invero credo che possa capitare che un’annata scappi di mano, o che non sia proprio sto granché o ancora porti con se imprevisti e quindi, forse, non è proprio raccomandabile tenerla a lungo in cantina o, più semplicemente, suggerire di berla dopo 6/7 anni. Mica tutto deve durare in eterno, o no?

Questo 2005 ne è testimone e non macchia assolutamente la qualità del lavoro dell’azienda. La pienezza del colore conta poco, ci sta e non è nemmeno eccessivamente maturo – ho visto di peggio -; qui è il naso a mancare, è un po’ in là con le note ossidative anche se offre comunque un quadro varietale accettabile: è tenue, risolto per così dire, e concentrico su sfumature dolci e resinose. Il sorso invece pare ingessato, teso, lungo e ancora fresco. Certo è slegato, contraddittorio, ma la Madonna puoi mica sempre vederla in tutto il suo splendore! Didattico e irriverente.

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3 Risposte to “Fiano di Avellino Colli di Lapio 2005 Romano Clelia”

  1. Cesinali, straordinario il riassaggio del greco di Tufo Terrantica Etichetta Bianca ’09 de I Favati | L’ A r c a n t e Says:

    […] Petrozziello è una vera Signora del vino. No, il titolo di Clelia Romano¤, la ‘Signora del fiano’, non è assolutamente in discussione, non corre alcun pericolo […]

  2. Taurasi Vigna Andrea 2002 Colli di Lapio, l’altra splendida faccia della medaglia di Clelia Romano | L’ A r c a n t e Says:

    […] ormai consolidata ed affidabile, per storia, tradizione, capacità, impronta: Colli di Lapio¤ ad […]

  3. Taurasi Vigna Andrea 2002 Romano Clelia, l’altra splendida faccia della medaglia dei Colli di Lapio | L’ A r c a n t e Says:

    […] ormai consolidata ed affidabile, per storia, tradizione, capacità, impronta: Colli di Lapio¤ ad […]

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