Il Sagrantino non è un vino per signore…

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Anche quest’anno si è svolto il Sagrantino Day International che ha visto, in contemporanea in tutto il mondo, i sommeliers AisWSA delle varie delegazioni territoriali tenere laboratori di degustazione e banchi di assaggio dei vini di Montefalco ed in particolare del vitigno più austero e tra i più autentici d’Italia, il Sagrantino. Tantissime le tappe su e giù per l’Italia, in Campania l’evento è stato organizzato dalla delegazione Ais della Penisola Sorrentina in quel del Crowne Plaza di Castellammare di Stabia dove ho avuto l’onore di parteciparvi come relatore assieme alla “padrona di casa” Nicoletta Gargiulo, Gianni Aiuolo e Salvatore Correale, con i quali, guidati dal presidente regionale Antonio Del Franco ed il giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro, abbiamo raccontato i vini in degustazione selezionati per noi dal Consorzio Tutela vini di Montefalco.

Il più nobile dei rossi di Montefalco  non è un vino per signore, e questo è un dato di fatto, a meno che, certe signore non abbiano che ricercare profumi e sapori forti, autentici, maschi! E’ un vino di grande struttura ottenuto esclusivamente da uve Sagrantino e grazie al ricchissimo corredo di polifenoli e di tannini, questo vino ha una longevità straordinaria ed esprime sin dalla sua giovane età tratti caratteriali inconfondibili che spesso l’accompagnano per tutto il corso della sua vita. Trascorre perciò, di norma, un lungo periodo di affinamento/invecchiamento, sino ai 30 mesi, prima di essere commercializzato.

Queste le mie impressioni sui vini presentati al panel di degustazione di Castellammare di Stabia, ho volutamente escluso dall’analisi il passito, siceramente “non pervenuto”:

Montefalco Sagrantino Taccalite 2006 Tiburzi Colore rubino piuttosto trasparente, il primo naso è incentrato su un frutto spiritoso ma molto gradevole, polposo che non manca di esprimere una certa riconoscibilità varietale. In bocca asciutto, austero, tannino in primo piano, sapore intrigante giocato su di una freschezza appena sormontata dalla carica glicerica. Non lunghissimo il finale di bocca, alla fine si rivekerà il meno convincente della batteria.

Montefalco Sagrantino 2006 Di Filippo Colore rubino abbastanza carico, poco trasparente. Il naso è molto interessante, floreale e fruttato, balsamico e speziato, caratterizzato da mora e ribes nero ed un delizioso rincorrere di percezioni dolci di liquerizia. L’annata 2006 è stata caratterizzata da un inverno freddo ed asciutto che ha comportato un germogliamento piuttosto tardivo per il varietale. Anche l’estate è stata caratterizzata da intense giornate piovose, ma il periodo di maturazione dell’uva sino al raccolto è stato costantemente caldo ed asciutto pertanto il frutto non ne ha risentito più di tanto anche se si esclude un’annata a cinque stelle. Chi ha saputo lavorare bene in cantina ha tirato fuori un Sagrantino integro, con strutture certamente non all’altezza delle annate più regolari ma comunque rappresentative del vitigno, godendo magari di una minore tannicità espressa nel vino. Ottima beva questa di Di Filippo, finale di bocca armonicamente equilibrato.

Montefalco Sagrantino 2005 Rocca dei Fabbri Una volta svelate le bottiglie ed annunciati i vini sono rimbombate in sala voci ed espressioni del tipo “lo sapevo, è lui, come si fa a non riconoscerlo?” o affermazioni tipo “non poteva esser che lui!”. In effetti quello di Rocca di Fabbri è il vino che tutti (o quasi) abbiamo subito associato alla piacevolezza, alla rotondità, alla maggiore predispozione alla beva rispetto agli altri vini in batteria, più crudi, austeri, pur nei limiti di alcuni di essi, decisamente Sagrantino. Il colore è di un bel rubino tendente al granato con sfumature aranciate sull’unghia; Il naso è intenso ed abbastanza complesso, frutta macerata e lievi note di cannella aprono il ventaglio olfattivo, fine ed abbastanza elegante. In bocca è secco, senza dubbio caldo, rotondo e piacevole, quasi masticabile per la dolcezza del frutto. Il finale è lungo, avvolgente, una carezza inattesa da una mano tesa in un pugno deciso.  

Montefalco Sagrantino 2005 Scacciadiavoli Il colore è molto invitante, rosso rubino netto, cristallino, abbastanza trasparente. Il naso offre un bel ventaglio olfattivo che va dai fiori rossi a piccoli frutti rossi e neri e note balsamiche, solo a tratti speziate. Anche qui è emblematico il riconoscimento di mora e di ribes nero, sfumature di inchiostro e chiodi di garofano. In bocca mostra un bel caratterino, è secco, a dir poco asciutto, il tannino accompagna tutta la beva e si guadagna certo un ruolo da protagonista sino alla fine, quasi graffiante. Un vino imperdibile per chi ama le durezze, una gran bella sfida degustativa da maritare a piatti grassi ed aromatici, ad una cucina schietta e sincera.

Montefalco Sagrantino 2004 Terre de’ Trinci Il 2004 a Montefalco è stata una annata caratterizzata da una straordinaria piovosità, acqua abbondante sino a primavera che ha ritardato la ripresa vegetativa delle viti e ne ha rallentato l’andamento, ecco perchè alla fine, in epoca vendemmiale, si è dovuto attendere sino alle tre settimane per portare a termine la raccolta protratta sino alla fine di ottobre. Tutto ciò non ha consegnato certo una vendemmia a cinque stelle, ma ha comunque consentito di avere una materia prima più “docile” e chi ha saputo interpretarne al meglio le caratteristiche ha tirato fuori comunque un ottimo prodotto da consegnare al mercato, per qualcuno più fine ed elegante delle vendemmie successive degustate, anche se non posso non sottolineare che per finezza ed eleganza, a parlar di Sagrantino, c’è da mettere quasi sempre le mani avanti: escludiamo infatti certi parametri comuni a tante altre uve nel nostro paese poichè non certo facilmente riscontrabili nelle primissime caratteristiche di un vitigno come il Sagrantino, che vuole essere sempre e comunque un vino uguale a se stesso: possente, importante, dal carattere superbo e senza mezze misure. Non un vino per signore insomma! Il vino di Terre de’ Trinci, una delle prime aziende a credere nel potenziale del Sagrantino vinificato secco, mi è piaciuto molto, dal colore splendente, dal naso lieve ma costante, orizzontale, dal gusto deciso, asciutto ma corroborante e non aggressivo, con un finale equilibrato e dalla beva armonica.

Il Sagrantino Day è una manifestazione certamente originale voluta fortemente dal Consorzio di Tutela dei Vini di Montefalco e che vede l’Ais promotore e comunicatore di grande qualità, devo dire che l’ambiente in cui ci siamo mossi lo scorso lunedì 19 Aprile concedeva un gran bel colpo d’occhio a chi vi ha partecipato. Queste le etichette oggetto della degustazione (foto Giovanni Lamberti). Come sempre, comunicare il vino con tutto l’amore (e la professionalità) possibile!

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2 Risposte to “Il Sagrantino non è un vino per signore…”

  1. Rosaria Says:

    Salve, tra i vini in batteria ho preferito il Sagrantino di Scacciadiavoli, per me quello che più ha espresso la tipicità del vitigno umbro.
    E’ vero, tannino graffiante anche un pò rustico ma l’ho trovato più sagrantino degli altri.
    Ovviamente, bravo Angelo!

  2. Angelo Di Costanzo Says:

    Mi sembra di riconoscere una certa dedizione nella esplicazione del proprio preferito. Beh che dire, cara Rosaria, se Sagrantino deve essere che Sagrantino sia, ecco perchè certe signore non badano più alla cipria…

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