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Montefalco, Contrario 2008 Antonelli San Marco

1 luglio 2011

Non è mai facile riprendere a bere dopo dieci giorni filati di antibiotico, aerosol e compagnia cantando, ma pur lentamente bisognava comunque tentare di riconquistare quella freschezza svanita nelle scorse tristi giornate di inedia etilica.

Così dopo ancora un paio di giorni di quasi digiuno, e, pare, un paio di chili lasciati chissà dove – Lilly te lo giuro, la bilancia non mente! – tra una scaraffata e l’altra, ho potuto lentamente ritrovare quella sensibilità degustativa decisamente sopitasi a furia di amoxicillina triidrato, ambroxol cloridrato e cose del genere insipide ed algide così come il nome che si portano dietro; l’occasione, un assaggio per festeggiare, diciamo così, il nulla, e tanto per cambiare, novità su novità, cercare di capire cosa ti combinano in quel di Montefalco reinventandosi – dicono – il sagrantino in una veste insolita, dinamica e sbarazzina nonché – udite, udite – di pronta beva. Ehmbé, quasi quasi ci credo…

Appena un paio di settimane fa, riprendendo il filo tessuto dal buon Jacopo Cossater, ho scritto del Trebbiano Spoletino Trebium 2009, proprio di Antonelli San Marco; una vera sorpresa per me, e a quanto pare per tutti gli appassionati bianchisti, che finalmente si ritrovano dall’Umbria un’autentica novità non più giocata sull’emulazione del binomio chardonnay-grechetto tanto fortunato in quel di Castello della Sala quanto ovvio e scontato così come ripreso altrove. Per amor di verità, di bei vini bianchi in regione ce ne sono e come, basta però uscire un po’ fuori dall’ovvio, quel buco nero nel quale invece pare ormai entratoci irreversibilmente l’Orvieto, che soprattutto dopo l’ultimo recente cambio di disciplinare pare emergere ancor di più privo di una qualsivoglia identità se non quella imposta dall’uso e dal consumo del momento.

Ritornando a noi invece, proprio dalle vigne di Filippo Antonelli nasce, nel 2008, l’idea del Contrario, un’altra novità – decisamente offline – che certamente farà storcere il naso a qualcuno ma, a quanto pare, seriamente valutata: il sagrantino da bersi giovane. Approfonditi studi infatti, portati avanti in azienda con la collaborazione del professor Di Stefano dell’Istituto San Michele all’Adige, hanno condotto all’idea che in alcune vigne della proprietà, ove insistono particolari condizioni climatiche, se vendemmiato con giusto anticipo e vinificato ed affinato ad una certa maniera, il sagrantino riesce ad esprimere caratteristiche di unicità e prontezza di beva fuori dai soliti canoni offerti dal vitigno e dalla tipologia docg Montefalco. Così la sfida di proporre al mercato un sagrantino in versione “più giovane” di due anni e senza passaggio alcuno in legno; un prodotto, se vogliamo easy to drink, destinato a fare leva sui consumatori con la sua vivace freschezza anziché la proverbiale opulenza e struttura tannica solita del “vino madre”. Insomma, un sagrantino al 100%, ma al contrario. 

Ed in effetti il colore è bello ricco, vivace, concentrato e con piacevoli nuances rubine; il primo naso è intenso e voluminoso, ampio: lo spettro olfattivo invita ai fiori e ai frutti rossi maturi, succosi e appena premuti. Lo spettro olfattivo s’allarga, di annusata in annusata, anche su sottili note di cipria ed inchiostro; poi il palato, avvinto alla freschezza assoluta, asciutto, succoso anche qui, sferzante eppure piacevole e rotondo con un finale piacevolmente amaro e ferroso. Un gradevole bere, non c’è che dire, anche se non posso esimermi dall’avanzare dubbi su quanto questo vino possa dare l’idea di ciò che in realtà è il sagrantino di Montefalco, visto che di questi pare rifuggire proprio le caratteristiche primarie di quello che è, agli occhi e al palato di tutti, uno dei vini più austeri ed autentici del panorama rossista italico. Magari l’idea potrà risultare vincente, soprattutto in loco, nell’avvicinare quei giovani consumatori, quei palati meno esigenti, al consumo di un vino locale anziché il solito morellino, il dolcetto o un raboso del piave; ma ripensandoci un attimo, non dovrebbe essere questa la mission affidata ai secondi vini ricadenti su territori di così nobili origini? Ah già, qui il Rosso, in quanto a territorio ed autenticità, è già bello che andato!

Il Sagrantino non è un vino per signore…

21 aprile 2010

Anche quest’anno si è svolto il Sagrantino Day International che ha visto, in contemporanea in tutto il mondo, i sommeliers AisWSA delle varie delegazioni territoriali tenere laboratori di degustazione e banchi di assaggio dei vini di Montefalco ed in particolare del vitigno più austero e tra i più autentici d’Italia, il Sagrantino. Tantissime le tappe su e giù per l’Italia, in Campania l’evento è stato organizzato dalla delegazione Ais della Penisola Sorrentina in quel del Crowne Plaza di Castellammare di Stabia dove ho avuto l’onore di parteciparvi come relatore assieme alla “padrona di casa” Nicoletta Gargiulo, Gianni Aiuolo e Salvatore Correale, con i quali, guidati dal presidente regionale Antonio Del Franco ed il giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro, abbiamo raccontato i vini in degustazione selezionati per noi dal Consorzio Tutela vini di Montefalco.

Il più nobile dei rossi di Montefalco  non è un vino per signore, e questo è un dato di fatto, a meno che, certe signore non abbiano che ricercare profumi e sapori forti, autentici, maschi! E’ un vino di grande struttura ottenuto esclusivamente da uve Sagrantino e grazie al ricchissimo corredo di polifenoli e di tannini, questo vino ha una longevità straordinaria ed esprime sin dalla sua giovane età tratti caratteriali inconfondibili che spesso l’accompagnano per tutto il corso della sua vita. Trascorre perciò, di norma, un lungo periodo di affinamento/invecchiamento, sino ai 30 mesi, prima di essere commercializzato.

Queste le mie impressioni sui vini presentati al panel di degustazione di Castellammare di Stabia, ho volutamente escluso dall’analisi il passito, siceramente “non pervenuto”:

Montefalco Sagrantino Taccalite 2006 Tiburzi Colore rubino piuttosto trasparente, il primo naso è incentrato su un frutto spiritoso ma molto gradevole, polposo che non manca di esprimere una certa riconoscibilità varietale. In bocca asciutto, austero, tannino in primo piano, sapore intrigante giocato su di una freschezza appena sormontata dalla carica glicerica. Non lunghissimo il finale di bocca, alla fine si rivekerà il meno convincente della batteria.

Montefalco Sagrantino 2006 Di Filippo Colore rubino abbastanza carico, poco trasparente. Il naso è molto interessante, floreale e fruttato, balsamico e speziato, caratterizzato da mora e ribes nero ed un delizioso rincorrere di percezioni dolci di liquerizia. L’annata 2006 è stata caratterizzata da un inverno freddo ed asciutto che ha comportato un germogliamento piuttosto tardivo per il varietale. Anche l’estate è stata caratterizzata da intense giornate piovose, ma il periodo di maturazione dell’uva sino al raccolto è stato costantemente caldo ed asciutto pertanto il frutto non ne ha risentito più di tanto anche se si esclude un’annata a cinque stelle. Chi ha saputo lavorare bene in cantina ha tirato fuori un Sagrantino integro, con strutture certamente non all’altezza delle annate più regolari ma comunque rappresentative del vitigno, godendo magari di una minore tannicità espressa nel vino. Ottima beva questa di Di Filippo, finale di bocca armonicamente equilibrato.

Montefalco Sagrantino 2005 Rocca dei Fabbri Una volta svelate le bottiglie ed annunciati i vini sono rimbombate in sala voci ed espressioni del tipo “lo sapevo, è lui, come si fa a non riconoscerlo?” o affermazioni tipo “non poteva esser che lui!”. In effetti quello di Rocca di Fabbri è il vino che tutti (o quasi) abbiamo subito associato alla piacevolezza, alla rotondità, alla maggiore predispozione alla beva rispetto agli altri vini in batteria, più crudi, austeri, pur nei limiti di alcuni di essi, decisamente Sagrantino. Il colore è di un bel rubino tendente al granato con sfumature aranciate sull’unghia; Il naso è intenso ed abbastanza complesso, frutta macerata e lievi note di cannella aprono il ventaglio olfattivo, fine ed abbastanza elegante. In bocca è secco, senza dubbio caldo, rotondo e piacevole, quasi masticabile per la dolcezza del frutto. Il finale è lungo, avvolgente, una carezza inattesa da una mano tesa in un pugno deciso.  

Montefalco Sagrantino 2005 Scacciadiavoli Il colore è molto invitante, rosso rubino netto, cristallino, abbastanza trasparente. Il naso offre un bel ventaglio olfattivo che va dai fiori rossi a piccoli frutti rossi e neri e note balsamiche, solo a tratti speziate. Anche qui è emblematico il riconoscimento di mora e di ribes nero, sfumature di inchiostro e chiodi di garofano. In bocca mostra un bel caratterino, è secco, a dir poco asciutto, il tannino accompagna tutta la beva e si guadagna certo un ruolo da protagonista sino alla fine, quasi graffiante. Un vino imperdibile per chi ama le durezze, una gran bella sfida degustativa da maritare a piatti grassi ed aromatici, ad una cucina schietta e sincera.

Montefalco Sagrantino 2004 Terre de’ Trinci Il 2004 a Montefalco è stata una annata caratterizzata da una straordinaria piovosità, acqua abbondante sino a primavera che ha ritardato la ripresa vegetativa delle viti e ne ha rallentato l’andamento, ecco perchè alla fine, in epoca vendemmiale, si è dovuto attendere sino alle tre settimane per portare a termine la raccolta protratta sino alla fine di ottobre. Tutto ciò non ha consegnato certo una vendemmia a cinque stelle, ma ha comunque consentito di avere una materia prima più “docile” e chi ha saputo interpretarne al meglio le caratteristiche ha tirato fuori comunque un ottimo prodotto da consegnare al mercato, per qualcuno più fine ed elegante delle vendemmie successive degustate, anche se non posso non sottolineare che per finezza ed eleganza, a parlar di Sagrantino, c’è da mettere quasi sempre le mani avanti: escludiamo infatti certi parametri comuni a tante altre uve nel nostro paese poichè non certo facilmente riscontrabili nelle primissime caratteristiche di un vitigno come il Sagrantino, che vuole essere sempre e comunque un vino uguale a se stesso: possente, importante, dal carattere superbo e senza mezze misure. Non un vino per signore insomma! Il vino di Terre de’ Trinci, una delle prime aziende a credere nel potenziale del Sagrantino vinificato secco, mi è piaciuto molto, dal colore splendente, dal naso lieve ma costante, orizzontale, dal gusto deciso, asciutto ma corroborante e non aggressivo, con un finale equilibrato e dalla beva armonica.

Il Sagrantino Day è una manifestazione certamente originale voluta fortemente dal Consorzio di Tutela dei Vini di Montefalco e che vede l’Ais promotore e comunicatore di grande qualità, devo dire che l’ambiente in cui ci siamo mossi lo scorso lunedì 19 Aprile concedeva un gran bel colpo d’occhio a chi vi ha partecipato. Queste le etichette oggetto della degustazione (foto Giovanni Lamberti). Come sempre, comunicare il vino con tutto l’amore (e la professionalità) possibile!

C.mmare di Stabia, Sagrantino day al Crown Plaza

12 aprile 2010

Torna in scena l’appuntamento con il “Sagrantino Day International 2010”, l’evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco in collaborazione con l’AIS e la Worldwide Sommelier Association, giunto ormai alla sua 4° Edizione.

La manifestazione sarà presentata al prossimo Vinitaly durante la conferenza stampa “Sagrantino Day International 2010 – L’autoctono di Montefalco fa il giro del mondo con l’Associazione Italiana Sommelier”, che si terrà Venerdì 9 Aprile alle ore 11,00 presso la sala A, Centro Servizi Brà (PAD. 8/9). A seguire una degustazione guidata di 6 Montefalco Sagrantino D.O.C.G., organizzata in collaborazione con Enoteca Italiana e condotta dal Vice Presidente Nazionale AIS Antonello Maietta. Le sedi che lunedì 19 Aprile, ore 19.00, ospiteranno in contemporanea mondiale le degustazioni sono 34, in particolare in Italia si dislocheranno nelle città di Abano Terme, Pescara, Aosta, Arezzo, Belluno, Genova, Reggio Calabria, Modena, Siracusa, Montefalco, Casamassima (Ba), Castellammare di Stabia (NA), Torino, Olbia, Udine, Potenza, Roma, Treviso, Varese, Venezia, Rovigo, Verona, Firenze, Savona, Crema, Rovereto, Isola d’Elba, La Spezia, Pesaro, Isernia mentre all’estero sono state selezionate prestigiose sedi nelle capitali europee Londra, Amsterdam, Bruxelles ed infine in Lussemburgo.

Per la sessione di Castellammare di Stabia, lunedì 19 Aprile alle ore 19.00, le degustazioni saranno a cura di Nicoletta Gargiulo, Primo sommelier della Campania e d’Italia 2007, Angelo Di Costanzo, Primo sommelier della Campania 2008 e Salvatore Correale Primo Sommelier Campania 2009. Aprirà l’evento un saluto di Antonio Del Franco, presidente Ais Campania e la presentazione a cura del relatore Gianni Aiuolo.

Per informazioni generali relative all’adesione e/o partecipazione all’evento di Castellammare di Stabia contattare la responsabile di delegazione dell’associazione sommeliers Campania: Delegazione Ais Penisola Sorrentina
Via Campanella 51 
80061 Massa Lubrense (NA)
tel. 081/8081686 – cell. 338/6398521
nicolettagargiulo@irgilio.it

Per informazioni generali invece, e per avere gli indirizzi delle varie sedi sparse in Italia e nel mondo, contattare gli uffici del Consorzio Tutela Vini Montefalco al numero di tel./fax. (+39) 0742/379590 oppure mezzo email a info@consorziomontefalco.it .


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