Franciacorta Vittorio Moretti 2004 Bellavista, belle bolle ma anche tanto imballo (di cartone)!

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E’ solo un pensiero domenicale, di riflesso a quanto rilanciato ieri su facebook dal collega sommelier Ivano Antonini (qui) che in qualche maniera richiamava l’attenzione sul packaging di certe etichette di vino italiane; osservazioni naturalmente acute di chi ogni giorno il vino lo compra e lo vende, prima di raccontarlo…

 

Così mi è tornata in mente questa ottima bottiglia di Franciacorta di Bellavista. Un vino simbolo della crescita di questo piccolo paradiso delle bollicine italiane, con il quale l’azienda di Erbusco compie probabilmente un altro significativo salto di qualità, invero già garantita da tempo da una gamma di vini sicuramente tra i più rappresentativi della denominazione.

Nel Vittorio Moretti 2004 c’è dentro tutto il meglio dei crus di Franciacorta, da quelli di Erbusco a Nigoline, Torbiato e Colombaro, per il 50% chardonnay e 50% pinot nero e, non dimentichiamocelo mai, il grande talento – ormai una garanzia anche questa -, del winemaker e chef de cave Mattia Vezzola. Il colore è splendido, brillante e luminoso. La spuma è ricca e persistente e il perlage finissimo, abbondante. Il naso, svanite le prime insistenze classiche di una cuvée che fa così tanti anni di bottiglia si dimostra assai invitante, elegante, pienamente avvolgente; si apre a sentori di frutta e fiori tra i quali tornano nitidi pesca, frutto della passione, bosso, agrumi e, infine, miele. Il sorso è asciutto e sapido, ma non troppo, v’è tanta freschezza e più che attaccare il palato quasi lo ammanta, lo rapisce, e a lungo. Insomma, stiamo parlando di signore bollicine.

Una critica – ognuno fa un po’ come gli pare, sia chiaro – mi permetto però di avanzarla sul packaging¤ con il quale esce dalla cantina bresciana: la bottiglia è sicuramente bella, elegante nella forma e nell’etichetta, nemmeno troppo pesante, trovo però esagerato quanta carta e cartone si porta dietro in giro; una scatola è infatti composta di solito da 6 bottiglie, ognuna delle quali incartata a mano e posta in un grande astuccio (anche bello!) a forma di violino, tutte dentro una seconda scatola in cartone (!); un tantino eccessivo, visto i tempi che corrono e la sempre maggiore necessità di ridurre gli imballi e di conseguenza il loro smaltimento.

P.S.: rimanendo sul tema, come tante aziende spumantistiche anche Bellavista le ha sicuramente tentate tutte con le chiusure e le capsule delle sue bottiglie; le prime, su tutta la linea rimangono tra le più funzionali, le capsule del Vittorio Moretti vanno invece migliorate tant’è che consiglio spesso di tirarle via completamente col coltellino del cavatappi (A.D.).

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8 Risposte to “Franciacorta Vittorio Moretti 2004 Bellavista, belle bolle ma anche tanto imballo (di cartone)!”

  1. vittorio cavaliere Says:

    Certo che far diventare un pregio un difetto mi sembra un tantino esagerato,è così pretestuoso l’appunto che mi permetto di pensare non nasca un buona fede,esistono delle etichette che si vendono solo per il packaging,se fosse necessario sono pronto a dimostrare che in commercio esistono centinaia di esempi di astucci spropositati per il contenuto. Ultima curiosità ma un sommelier non dovrebbe valutare il contenuto della bottiglia?

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Vittorio che non nasca in buona fede proprio no, anzi ci tengo a sottolineare che proprio perché sono un fan sfegatato dell’azienda mi permetto di sollevare l’osservazione. Ritengo esagerato un packaging del genere per un vino che non ha certo bisogno di una veste così preziosa per rivelarsi tale.

      E sul prodotto credo di essermi espresso e come. Mi piace e soprattutto mi piace l’idea di un lavoro prospettico così importante per la Franciacorta.

  2. Angelo Di Costanzo Says:

    Aggiungo, sull’ultima curiosità, come del resto accennato nel post che il sommelier il vino lo compra e lo vende, prima di raccontarlo e, credimi Vittorio talvolta gestire tanti imballi (tra l’altro ti faccio l’esempio mirato del doppio cartone più che del bel astuccio) può risultare “eccessivo”. Tutto qua. Saluti, Angelo.

  3. vittorio cavaliere Says:

    Caro Angelo,innanzi tutto non mi riferivo a te,conosco bene la tua integrità,a questo punto una precisazione è d’obbligo, solo per chiarezza ribadisco trovo pretestuoso commentare una confezione regalo che è un optional a discrezione dell’enotecaio che ne fa richiesta con aggravio di costo ,il prodotto per la maggior parte viene venduto privo del pregiato cofanetto ,ecco perché mi sono chiesto perché il sommelier non si fermava solo alla degustazione, ritengo che offrire al consumatore l’opportunità di impreziosire un regalo è buona prassi tra l’altro usata e abusata soprattutto durante le festività.

  4. vittorio cavaliere Says:

    Caro Angelo, solo ora rileggendo mi sono accorto che la critica veniva da te,pensavo che riportavi le parole di Ivan Antonini, in ogni caso il tuo punto di vista rimane lecito solo che converrai con me che sfuggendoti la doppia confezione sei stato ingannato , vorrà dire che per farti perdonare al prossimo incontro mi offrirai una Vittorio Moretti rigorosamente priva d’astuccio. Tanta Serenità, Vittorio.

  5. Franciacorta Blanc de Blancs Brut s.a. Cavalleri | L’ A r c a n t e Says:

    […] Bollicine d’autore, metodo classico di spessore affiancati qua e là da altri spumanti: da uve autoctone e non, Prosecco col fondo (o col tranello), rosé, dolci, vini ‘di facile beva’. Un mare di cose interessanti¤, qualcosa di veramente sorprendente¤, altre un po’ meno centrate ma comunque funzionali all’economia aziendale. E mentre ci si divide tra origine certa e presunta, tra chi lo Charmat ce l’ha più lungo o il Marone Cinzano con più o meno botto, il mio pensiero va sempre là dove fare spumante è diventato nel frattempo arte e cultura, tipo in Trentino¤ o in Franciacorta¤. […]

  6. Trento, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore ’01 | L’ A r c a n t e Says:

    […] è esponenziale e viene difficile farla passare inosservata persino ai francesi. Non mancano esempi¤ di distinzione un po’ ovunque ma il Giulio Ferrari¤ rappresenta a pieno l’essenza stessa di […]

  7. Franciacorta Collezione Grandi Cru ’07 Cavalleri | L’ A r c a n t e Says:

    […] non poco ad alzare l’asticella. Così oggi marchi come Ca’ del Bosco¤, Bellavista¤, Fratelli e Guido Berlucchi piuttosto che Uberti e Cavalleri¤, giusto per citarne i primi che mi […]

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