Il sogno di mezza estate, la mia Borgogna

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“E’ la sottile immensità del Pinot Nero  il solo racconto della bianca pietra della mia terra; il solo capace di scaldare gli animi e di frenare i sussulti.”

Prologo: è appena l’alba, l’aria è tersa e l’aereoporto di Capodichino comincia ad animarsi, il check in è abbastanza veloce, siamo fortunati, ci dicono, l’aereo è già li che ci attende, un Bombardier crj900 (!) puntato in direzione Torino: Borgogna stiamo arrivando!

Il volo è sempre una emozione stupenda, lasciarsi alle spalle la terra e varcare le nuvole provoca sempre un certo brivido; da qui l’azzurro del cielo in lontananza sembra più azzurro e la stessa luce che rimbalza sui flap delle ali dell’aereo prima di svanire nel nulla mi appare più limpida, luccicante. Nemmeno il tempo di raggiungere quota e la velocità di crociera (850 Km/h!) che sorvoliamo in un soffio le isole Pontine: adesso l’aria è chiarissima, Palmarola, con le sue rocce bianche, un graffio nel mare laziale; pochi minuti dopo ci lasciamo l’Elba alla nostra destra, adesso lì davanti, sotto le nuvole appena più dense, appare la costa ligure. Le nuvole d’un tratto si infittiscono, poi divengono grigie, gonfie, sul vetro passa sottile un rivolo d’acqua, è l’annuncio di un temporale: benvenuti a Torino!

Inizia da qui il sogno di mezza estate, la mia Borgogna, cronaca di una passione infinita, di un desiderio realizzato. Dopo poco ci riuniamo nel pullmann che attraverso il traforo del Frejus ci accompagna in terra di Francia attraverso la statale italo-francese costeggiata da un paesaggio ancora grigio sullo sfondo ma molto suggestivo, fatto di foreste di abeti, corsi d’acqua rocciosi e pontili sull’ignoto. 

Dopo un centinaio di chilometri ed una melanconica pausa caffé in un bislacco Café l’Arche (pessima interpretazione di un nostro Autogrill) ci immettiamo sulla dipartimentale che ci condurrà a Tournus, un piccolo borgo del 1100, avamposto della cristianità (testimonianza ne è la bellissima abbazia romanica di St. Philibert¤) ed oggi importante centro turistico-culturale dedito soprattutto ad una sopraffina offerta di artigianato locale, di tessuti impreziositi da ricami artistici in particolar modo, di rara bellezza. Più in là a poche decine di chilomentri, Chalon sur Saone,  praticamente la nostra porta sulla Borgogna… (continua)

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6 Risposte to “Il sogno di mezza estate, la mia Borgogna”

  1. Stefano Says:

    finalmente a fare qualche cosa, meglio se in Borgogna … 😉
    A presto

    Stefano

  2. Serviett Says:

    woowww…

  3. Angelo Di Costanzo Says:

    E’ uno sporco lavoro, qualcuno lo deve pur fare…

  4. Chalon-sur-Saone, il mercato di Borgogna « L’ A r c a n t e Says:

    […] L’ A r c a n t e – diario enogastronomico di un sommelier – « Il sogno di mezza estate, la mia Borgogna […]

  5. La Bussiere-sur-Ouche, l’Abbaye de La Bussière « L’ A r c a n t e Says:

    […] per l’occasione dal presidentissimo Antonio Del Franco durante il nostro recente viaggio in Borgogna dello scorso […]

  6. Puligny, Les Folatieres 2006 di Etienne Sauzet « L’ A r c a n t e Says:

    […] al recente viaggio in Borgogna ho potuto camminare vigne di una suggestione unica e potuto vivere realtà solo immaginabili sino […]

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