La sfida del tempo, nasce il Trentodoc Riserva del Fondatore Giulio Ferrari Collezione 1995

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Il numero uno, non v’è dubbio. Il numero uno che si lancia nella sfida del tempo e un po’ anche a se stesso. Giulio Ferrari, la Riserva del Fondatore¤, la famiglia Lunelli, il Trentodoc, il metodo classico italiano che portano il cuore oltre l’ostacolo.

Ferrari a LARTE Milano - foto A. Di Costanzo

Mai un vino italiano aveva osato sfidare il tempo in maniera così sfrontata. E forse mai sarebbe accaduto se Mauro Lunelli dinanzi a quell’annata così formidabile come quella del ’95 non avesse pensato (bene) di mettere via queste 1500 bottiglie, così, tanto per capire se oltre i soliti 7/8 anni di sosta in bottiglia – poi diventati via via 10, in ultimo 11, ndr – si potesse ottenere dal Giulio¤ qualcosina in più. 

Dicono, i fratelli Gino e Franco, che di questa ‘pensata’ di Mauro non ne sapevano nulla. E Franco lo giura con lo slancio piccato e sornione che da sempre lo contraddistingue: lui, ragioniere e contabile dell’azienda, non nasconde che se l’avesse saputo a quel tempo sarebbe andato su tutte le furie visto che proprio in quegli anni la Riserva del Fondatore prendeva sempre più mercato e non si riusciva a stargli dietro perché, ahilui, mancava puntualmente.

Franco Lunelli e Giulio Collezione 1995 - foto L'Arcante

Vaglielo a spiegare 18 anni dopo il segno che lascia questo vino oggi nella storia del vino italiano. Ma invero Franco lo sa, sa bene chi e cosa rappresentano oggi lui e la famiglia Lunelli¤ in Italia e nel mondo; e sa bene che tutto il lustro di cui godono se lo sono guadagnato anche grazie a scelte importanti, coraggiose, lungimiranti come quella fatta da Mauro quell’anno. Chapeau! 

Il Collezione 1995? E’ quello scatto in avanti che ti aspetti da uno dei più grandi vini italiani. Pensatelo così, non semplicemente un Trentodoc o uno spumante, il Giulio Ferrari non lo è mai stato per la verità, tant’è che questo ha tutto per essere la Pietra Miliare dell’evoluzione massima dello chardonnay di quel pezzo di terra così unico di Maso Pianizza¤, l’espressione italiana più alta del cosiddetto terroir tanto caro ai cugini d’oltralpe. Altro riferimento questo non buttato lì a caso: se al Dom Perignon viene concesso di sfidare il tempo con l’oenoteque al Giulio viene naturale, a quanto pare, farlo con questo straordinario vino!

Giulio Ferrari 1995, particolare del Collezione - foto L'Arcante

18 anni dicevamo, sboccato a febbraio 2012 e solo adesso sul mercato. Il colore è di un giallo oro intenso, ricco e luminoso. La spuma è densa e cremosa, le bollicine finissime. Il naso non ha la pungenza del Giulio¤ a cui siamo abituati e questo è un primo segnale di compostezza ed equilibrio di cui dobbiamo sempre tener conto da qui in avanti, tant’è che oltre a stapparlo tranquillamente qualche minuto prima di servirlo consiglio anche di caraffarlo, pur potendolo rinfrescare in acqua e ghiaccio di tanto in tanto. 

Il naso è ampio e vivace, sentori e riconoscimenti si avvicendano lievi e fini, accenni di humus e mandorla tostata e agrumi canditi, su tutti una dolcissima nota di mela confit sul finale. Ma è in bocca che conquista: il sorso è lungo, ampio, cremoso come solo i migliori chardonnay d’annata (di Borgogna) sanno essere. Ecco, magari sarò sfrontato anch’io, ma in attesa di un’altro Giulio Collezione cui rifarsi viene difficile paragonare il quadro organolettico di questo vino, l’integrità della sostanza, la sua profondità ad altre ‘bollicine’ in circolazione. Unico, verrebbe da dire.    

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5 Risposte to “La sfida del tempo, nasce il Trentodoc Riserva del Fondatore Giulio Ferrari Collezione 1995”

  1. Giulio Cantatore Says:

    Angelo se siamo fortunati 3 bottiglie riusciremo ad averle prima di Natale, tu che hai avuto la possibilità di assaggiarlo in anteprima credo ieri a Milano dici di tenerlo da parte per un’occasione speciale?
    Quanto tempo secondo te può stare ancora in bottiglia?
    Grazie.

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Giulio come e’ noto la ‘vita’ di uno spumante comincia nel momento della sboccatura ergo…
      Però io no, non lo conserverei, questo e’ un grande vino da bere, costoso ma da vivere sino in fondo.

  2. Mondelli Francesco Says:

    La storia vera della genesi della riserva del fondatore mi è stata raccontata tal quale da Mauro a cui va dato atto di aver un pochino precorso i tempi per cui anch’io mi associo volentieri al suo CHAPEAU.PS.Se posso permettermi una indiscrezione volevo chiederle se è solo omonimia con il Di Costanzo,uno degli chef de L’arte di Milano ,dove è stato presentato in anteprima il vino in questione,oppure vi è una qualche parentela.Mi scusi e……in alto i calici con la speranza di trovarne ,non dico tre come il suo amico Giulio ,ma almeno UNA.FM.

  3. L’Arcante Wine Award® 2013|Ecco i migliori assaggi del Sommelier dell’Anno | L’ A r c a n t e Says:

    […] dell’anno. Mauro Lunelli, Cantine Ferrari F.lli Lunelli¤. Poche persone ci avrebbero pensato a mettere da parte per così tanto tempo delle bottiglie per […]

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