Taurasi Vendemmia 2007|Le mie degustazioni

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E’ il fiore all’occhiello dell’enologia campana, partorito – al netto delle stupide ingerenze della natura umana – da una delle terre viticole più belle d’Italia e d’Europa: parliamo di Taurasi. L’occasione è un appuntamento di cui si sentiva sinceramente la mancanza e del quale – proprio non me ne capacito, giuro – non ci si rende conto, in sede istituzionale intendo, quanta importanza abbia ai fini della comunicazione; pertanto, in prima istanza è doveroso, necessario ringraziare chi si è tanto adoperato affinché di aglianico, e di Taurasi, se ne sia tornato a parlare con termini di paragone comuni e non più in assoluta solitudine monocratica. Quindi, un “bravo, bravissimi!” agli amici della Miriade&Partners¤ che hanno rispolverato – in piena autonomia finanziaria – il sano format di “Anteprima Taurasi”, e a chi, tra cui l’impagabile Paolo De Cristofaro, ha fatto da inarrivabile Cicerone.

Tralasciandovi dettagli su dati tecnici e/o relativi all’andamento climatico (che potete però consultare qui) mi rimane da anticiparvi solo che si è trattato, del millesimo duemilasette, di un’annata tesa ad una disarmante caratterizzazione: calda, asciutta ed anticipata, seppur con le mille sfaccettature figlie anzitutto delle difformi caratterizzazioni microclimatiche nonché delle dissimili interpretazioni stilistiche; è bene ricordare che parlare di Taurasi significa raccontare di un territorio – quello iscritto alla docg intendo – di circa 993 ettari di cui più della metà, appena 415 ettari, destinati alla produzione di Taurasi propriamente detto. In sintesi questi gli assaggi più interessanti della sessione di degustazione, avvenuta sabato 22 gennaio scorso al Castello Marchionale di Taurasi. Tutti i vini sono stati egregiamente gestiti nel servizio dalla locale delegazione Ais di Avellino e serviti in assoluta anonimia ed alla giusta temperatura.

****/* Taurasi 2007 Colle di San Domenico. In assoluto, assieme al Contrade di Taurasi di Lonardo – seppur su linee emozionali diametralmente opposte – il miglior assaggio della sessione. Dal colore ricco e concentrato, rubino netto e carico di splendore. Naso importante, possente, variopinto di sfumature di frutta in confettura – mai la visciola fu così facile e piacevole da cogliere – note iodate, speziate: un ventaglio olfattivo non particolarmente intenso ma ampio, fine ed elegante. In bocca è d’impatto, voluttuoso, entra orizzontale e si distende in maniera costante ed ampia. Un vino essenziale, tecnicamente ineccepibile, figlio di un millesimo complesso e complicato, manifesto di come in annate del genere siano le aziende senza lacci a cavarsela meglio.

****/* Taurasi Contrade di Taurasi 2007. Il Colore è cupo, quasi impenetrabile, il primo naso rivolto a note subito terziarie: cuoio, terra bagnata, sentori animali. Il frutto fa fatica a venire fuori se non dopo una lenta ed inesorabile ossigenazione. Riassaggiato dopo almeno un ora ricalca linearmente il timbro, un vino non immediato ma di gran carattere ed in bocca conferma tutta la sua austerità: secco, piuttosto caldo, propriamente risoluto, non invadente ma evidente il finale alcolico non senza una lieve nota amarognola.

**** Taurasi Vigna Andrea 2007 Colli di Lapio. Altro bell’assaggio, non da capogiro ma ricco di sfumature intriganti. Di colore rubino, mediamente concentrato tendente al granato. Primo naso intenso, verticale, costruito su note eteree, inchiostro. Lentamente sopraggiungono odori di corteccia, sintesi di spezie fini, infine liquerizia. Palato piuttosto caldo, avvolgente, dal tannino poco pronunciato.

**** Taurasi 2007 Pietracupa. L’aglianico di Sabino continua a misurarsi alla grande, il millesimo non proprio avvincente gli consegna materia prima forgiata con ottime intuizioni. Il colore è rubino carico, quasi impenetrabile, cristallino. Il primo naso è lieve, non particolarmente intenso ma giocato su ottima complessità, fine e bilanciate su piacevoli fragranze fruttate e sottili note speziate. Sapore asciutto, corposo e di buona sapidità, inesorabilmente pronto da bere.

**** Taurasi 2007 Antico Castello. La sorpresa della batteria, pari solo all’assaggio del Taurasi di Antica Hirpinia, seppure questi si dimostri appena una spanna sotto.  Un azienda da tenere d’occhio, a questo punto anche sotto il profilo aglianicista; bello il colore, rubino vivo. Naso essenziale, molto gradevole l’approccio olfattivo, frutto in primo piano, leggiadro ma fragrante, composto. Palato decisamente pronto, senza asperità alcuna, da bere e godere adesso, il finale di bocca è teso e speciale di ciliegia sottospirito.

***/* Taurasi 2007 Urciuolo. Non ho ancor ben compreso lo stile minimalista del Taurasi dei fratelli Urciuolo, ritrovo infatti nelle degustazioni alla cieca degli ultimi, buoni vini ma perennemente sospesi tra l’eccellenza e l’essenziale. Anche qui un vino dal colore rubino con sfumature lievemente aranciate, il primo naso volge immediatamente a note terziarie, caratterizzate cioè da un frutto risoluto e giocato quindi su note essenzialmente fugaci, eteree e scomposte, di terra, di sfumature speziate. In bocca è secco, abbastanza intenso seppur non propriamente persistente. Un poco amaro il finale di bocca.

***/* Taurasi 2007 Antica Hirpinia. Una piacevole notizia questo assaggio, ovvero un forte messaggio di incoraggiamento dalla storica cantina taurasina, preda degli ultimi anni dell’immancabile cerchiobottismo locale. Colore rubino appena teso al granato, comunque non particolarmente carico. Primo naso di note spiritose ma subito coperto da sensazioni più eteree; con un poco di tempo, al riassaggio, note di confettura di prugna. In bocca è piacevole, particolarmente rotondo, senza asperità; piacevole ma non entusiasmante il retrogusto tostato.

***/* Taurasi 2007 Donnachiara. Colore rubino/granato molto bello a vedersi, concentrato. Naso abbastanza complesso, frutto in primo piano affiancato da note tostate e speziate, di buona verve. Palato anch’esso di spessore, ricco, glicerico, dalle spalle larghe, forse solo una tantino monocorde. Un vino da bere, dalla prospettiva abbastanza ridotta ma del quale godere adesso. Figlio dell’annata.

***/* Taurasi Sant’Eustachio 2007 Boccella. Bello colore rubino vivace, primo naso essenzialmente gradevole e dolce. Frutti neri croccanti, polposi, incipit lievemente speziato. Al palato asciutto ed intenso, non lunghissimo ma molto piacevole. Legno ben dosato, frutto ben bilanciato, finale minerale e di discreta sapidità. Quando il manico preserva l’artigianalità.

***/* Taurasi Radici 2007 Mastroberardino. Da riassaggiare tra qualche tempo, un approccio troppo al di sotto delle aspettative, o forse una bottiglia poco fortunata. Colore rubino di buona vivacità e trasparenza, primo naso spiritoso ma chiuso e lontano dal divenire, al primo come al secondo assaggio, così da risultare non ampissimo; In bocca gode decisamente di altra personalità, pare rifuggire le complicazioni di un millesimo steso al sole e non ammicca a sentori scontati. Palato quindi gradevole, asciutto, con l’alcol ben fuso alle componenti acido-tanniche.

***/* Taurasi 2007 Feudi di San Gregorio. Colore rubino mediamente concentrato, molto vivace. Naso molto piacevole, non scontato, pur senza palpiti, a tratti idrocarburico. Poi note fruttate intense e concentrate di frutti neri in confettura, mirtillo su tutti. Palato ricco, concentrato, polposo, glicerico, materia prima piuttosto interessante seppur manchi di spunti acidi capaci di bilanciarne un equilibrio decisamente volto alla morbidezza.

***/* Taurasi 2007 Bambinuto. Bello il colore rubino tenue, cristallino. Primo naso addirittura vinoso, poi  ciliegia, comunque pronunciato sul varietale e non coperto eccessivamente dal legno o dal lungo affinamento. Palato asciutto, abbastanza intenso, di buona profondità. Da riassaggiare tra qualche tempo per ricercarne l’evidente eleganza del ventaglio olfattivo, sobrio ma palese.

*** Taurasi 2007 Terre Irpine. Colore rubino, qui concentrato, cristallino. Naso marcato da interessanti note terziarie seppur non finissime, il frutto infatti soffre decisamente una persistenza caratterizzate da note smaltate, idrocarburiche, sino a rimanerne vittima. In bocca è secco e piuttosto caldo, non credo abbia grossi margini di miglioramento.

*** Taurasi Poliphemo 2007 Luigi Tecce. Colore rubino di bella vivacità, abbastanza concentrato. Il primo naso è lieve su note di fiori secchi e frutta spiritosa, niente di più. Il palato è integro, austero ma non offre assolutamente spazio a picchi emozionali, risulta in verità un poco greve, non è eccessivo definirlo addirittura corto. In bocca offre una buona bevibilità, ruvida ma senza particolare carattere. Se si è trattato di cattiva interpretazione del millesimo o solo di un silente momento di forma, il tempo ce ne darà conto, frattanto è bene continuare a bere altro.

*** Taurasi 2007 Villa Raiano. Colore rubino con piccole sfumature rosso granato, naso tenue, senza sfoggio di particolare intensità ma elegante e lineare su note di frutta e fumature minerali. Dopo una lunga ossigenazione, al secondo riassaggio, una nota quasi sanguigna ne caratterizza l’olfatto. Palato fine, abbastanza intenso con una lieve eccedenza dell’alcol, molto ben dosato il legno.

*** Taurasi 2007 Di Prisco. Un tantino sottotono e devo aggiungere, una volta svelate le bottiglie, molto inaspettatamente; bello il colore rubino, cristallino, lo spettro olfattivo offre ben poco oltre un legno nuovo, sopra il frutto, solo aspettandolo per tempo un ne viene fuori un sottofondo di liquerizia. In bocca è secco, il tannino è evidentemente pronunciato, seppur nobile. Da aspettare e rivalutare, decisamente.

Tra gli ultimi assaggi, per la sequenza non certo per la bontà, da segnalare tra i campioni di botte, lo Spalatrone di Cantine Russo, dal naso piuttosto elegante e dal sapore ben bilanciato ed il Taurasi Nero Né de Il Cancelliere, di Romano Soccorso; azienda in grande crescita nonché sempre più identificativa dello splendido territorio di Montemarano; un vino – al netto dei pregiudizi sull’annata – finalmente non caratterizzato da quella possenza tanto voluttuosa quanto spesso troppo al di sopra della sopportabilità gastrica. Interessante anche l’assaggio di Cortecorbo seppur in evidente ritardo di equilibrio, soprattutto gustativo, rispetto agli altri competitors.

Legenda: ***** Eccellente, **** Ottimo,  *** Buono, ** Sufficiente, * Mediocre

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Così Anteprima Taurasi 2005¤.

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40 Risposte to “Taurasi Vendemmia 2007|Le mie degustazioni”

  1. Giulio Cantatore Says:

    Queste sono le mie impressioni Angelo,i vini che ho provato domenica mattina .
    Il Contrade di Taurasi 07 per me è risultato il migliore,o perlomeno quello più pronto e più godibile rispetto ad altri,seguito subito a ruota da Colle di San Domenico 07, dal Taurasi di Pietracupa e dal campione in botte de La Molara.
    Sono d’accordo con te, su Luigi Tecce.Bello anche il Nero Nè, quella mattina era presente alla sessione anche Nadia Romano.
    Dimenticavo la bella prestazione di Cortecorbo.
    Naturalmente queste sono le mie sensazioni personali,di uno che non assaggia Taurasi tutti i giorni.

  2. Angelo Di Costanzo Says:

    Ci ritroviamo, vedo. Su La Molara non mi sono espresso in questo assaggio perchè l’avevo assaggiato appena due settimane prima (c’è un post di qualche giorno fa) e non mi sembrava corretto ripropormi sulla stessa opinione, conoscendolo più degli altri. 🙂

  3. stefano violano Says:

    ringrazio per gli apprezzamenti
    è un onore che il mio vino sia stato apprezzato da una fascia miglior sommelier della Campania!

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Stefano ti rinnovo i miei complimenti, l’evidenza è evidenza e nella sessione di degustazione del sabato il tuo vino, come detto al pari solo di Lonardo pareva quasi saltare dal bicchiere.

      Come ti ho detto scrivendoti in privato, è palese quanto qualcuno dei degustatori lì presenti, pur di mantenere una propria “coerenza intellettuale” – figlia più dell’egocentrica cecità che della indiscutibile qualità di degustatore – volga attenzione e riverenze sempre agli stessi vini seppur assolutamente al di sotto delle aspettative. Ma questo è un dato ormai così lampante che se la suonano e cantano tra loro…

      Buon lavoro.

    • Giancarlo Says:

      Quoto Colle San Domenico, l’ho bevuto la domenica e devo dire che mi ha impressionato parecchio. Non conoscevo questa azienda, qui in Molise dove la posso trovare, zona campobasso?

      • stefano violano Says:

        Grazie mille
        in molise al momento mi è difficile dire dove poter trovare il mio vino,ma è possibile acquistarlo mandando una email all info@cantinecolledisandomenico.it
        o perchè no,visto che non siamo lontani, direttamente in cantina dove personalmente la guiderò in una visita

    • Sandro Says:

      “è palese quanto qualcuno dei degustatori lì presenti, pur di mantenere una propria “coerenza intellettuale” – figlia più dell’egocentrica cecità che della indiscutibile qualità di degustatore – volga attenzione e riverenze sempre agli stessi vini seppur assolutamente al di sotto delle aspettative”.

      Questa è bellissima… da condividere subito!

    • Bacco Presuntuoso Says:

      Una domanda al sig. Violano, Colle San Domenico: ho letto su questo blog commenti molto positivi sui suoi vini però non ricordo la sua azienda come tra le più quotate in irpinia. In effetti ho letto da qualche parte che l’azienda non vanta neppure un ettaro di proprietà e mi chiedo come sia possibile gestire una situazione così, sulla carta, anomala.

      Mi perdoni, la mia non vuole essere una polemica (forse) però, una sua potrebbe aiutarmi a capire…

      • stefano violano Says:

        un nome un destino….
        ricorda male:

        PREMIAZIONI
        FIANO DI AVELLINO DOCG
        ANNATA 2000
        -BIT di MILANO ISTITUTO CULTURA DEL VINO per FIANO di AVELLINO 2000
        D.O.C.;
        -Le guide dell’Espresso “I VINI D’ITALIA 2002”, per il Fiano di Avellino 2000 punteggio 14;
        -ERSAC, Selezione dei Vini Campani anno 2002, Diploma di Merito conferito al FIANO DI
        AVELLINO DOC 2000;
        ANNATA 2001
        -DOUJA D’OR di ASTI, 30° Concorso Nazionale vini D.O.C. e D.O.C.G. Medaglia per
        miglior FIANO di AVELLINO 2001 D.O.C.;
        -Le guide dell’Espresso “I VINI D’ITALIA 2003”, per il FIANO DI AVELLINO 2001
        punteggio 14.5;
        -ERSAC, FIANO DI AVELLINO DOC 2001, DIPLOMA con MEDAGLIA TRA I VINI
        BIANCHI SECCHI DOC premiati nel 2001 alla selezione “VINI CAMPANI 2002”;
        ANNATA 2002
        -Le guide dell’Espresso “I VINI D’ITALIA 2004”, per il FIANO DI AVELLINO 2002
        punteggio 15;
        ANNATA 2003
        -FIANO DI AVELLINO DOCG 2003, DIPLOMA DI MERITO E DISTINZIONE
        CAMPANIA FELIX con MEDAGLIA TRA I VINI BIANCHI SECCHI DOCG premiati nel
        2004 alla selezione “VINI CAMPANI 2004”;
        -13° CONCORSO INTERNAZIONALE VINI DI MONTAGNA svoltosi a COURMAYEUR
        giugno 2004 DIPLOMA D’ONORE AL VINO FIANO DI AVELLINO D.O.C.G. 2003;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2005″ per FIANO DI
        AVELLINO D.O.C.G. 2003 con punteggio 85/100;
        ANNATA 2004
        -14° CONCORSO INTERNAZIONALE VINI DI MONTAGNA SVOLTOSI A
        COURMAYEUR giugno 2005 DIPLOMA D’ONORE AL VINO FIANO DI AVELLINO
        D.O.C.G. 2004;
        -6° SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE, Ancona 2005, Diploma di merito al Vino
        FIANO DI AVELLINO DOCG 2004, categoria Vini bianchi secchi tranquilli DOC e DOCG;
        -Valutazione di merito ” GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2006″ PER FIANO DI
        AVELLINO DOCG 2004 con punteggio 85/100;
        ANNATA 2005
        BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 24° Concorso Nazionale per la Concessine della
        Distinzione per il vino:FIANO DI AVELLINO D.O.C.G. 2005;
        ANNATA 2007
        – TOURING CLUB: “VINI BUONI D’ITALIA 2009” CORONA PER FIANO DI
        AVELLINO DOCG 2007”
        ANNATA 2008
        – BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 27° Concorso Nazionale per la Concessine della
        Distinzione per il vino:FIANO DI AVELLINO D.O.C.G. 2008.
        ANNATA 2008
        – DOUJA D’OR di ASTI, 37° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G. per FIANO
        DI AVELLINO DOCG 2008.
        ANNATA 2008
        – ETICHETTA (massimo riconoscimento) SULLA GUIDA “GUIDA AL VINO
        QUOTIDIANO” SLOW FOOD.
        ANNATA 2009
        – BOLLINO DELL’ENOHOBBY Concorso Nazionale Vino
        – Le guide dell’Espresso “I VINI D’ITALIA 2011” 4 bottiglie per FIANO DI AVELLINO
        D.O.C.G. 2009 punteggio 17,5;
        GRECO DI TUFO DOCG
        ANNATA 2000
        -Le guide dell’Espresso “I VINI D’ITALIA 2002” per GRECO di TUFO D.O.C. 2000 punteggio
        14;
        ANNATA 2001
        -Le guide dell’Espresso “I VINI D’ITALIA 2003” I° posto per GRECO di TUFO D.O.C. 2001
        punteggio 15.5;
        -GRECO DI TUFO DOC 2001, DIPLOMA con MEDAGLIA TRA I VINI BIANCHI SECCHI
        DOC premiati nel 2001 alla selezione “VINI CAMPANI 2002”;
        ANNATA 2002
        -Le guide dell’Espresso “IVINI D’ITALIA 2004” per il Vino GRECO DI TUFO 2002, punteggio
        14;
        ANNATA 2003
        -“5° SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE” di Ancona 2004 DIPLOMA DI MERITO
        AL VINO GRECO DI TUFO DOCG 2003 categoria vini bianchi secchi tranquilli D.O.C. e
        D.O.C.G.;
        -ERSAC, GRECO DI TUFO DOCG 2003, DIPLOMA DI MERITO E DISTINZIONE
        CAMPANIA FELIX con MEDAGLIA TRA I VINI BIANCHI SECCHI DOCG premiati nel
        2004 alla selezione “VINI CAMPANI 2004”;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO VERONELLI 2005” per GRECO DI TUFO D.O.C.G.
        2003 con punteggio 87/100;
        ANNATA 2004
        -“BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 23° Concorso Nazionale per la Concessine delle
        Distinzioni per il vino: GRECO DI TUFO D.O.C.G. 2004;
        -DOUJA D’OR di ASTI, 33° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G. Medaglia
        d’argento per GRECO DI TUFO 2004
        -6° SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE, per GRECO DI TUFO DOCG 2004,
        -14° CONCORSO INTERNAZIONALE VINI DI MONTAGNA SVOLTOSI A
        COURMAYEUR giugno 2005 DIPLOMA D’ONORE AL VINO GRECO DI TUFO D.O.C.G.
        2004;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2006” PER GRECO DI TUFO
        DOCG 2004 con punteggio 85/100;
        -Valutazione di merito “BREVIARIO DEI VINI 2006” Di Carlo Cambi, PER GRECO DI
        TUFO DOCG 2004;
        ANNATA 2005
        -24° CONCORSO NAZIONALE DELL’ENOHOBBY per il 1° POSTO come vino bianco
        italiano di 1° categoria per il vino:GRECO DI TUFO D.O.C.G. 2005;
        – Presenza del vino GRECO DI TUFO D.O.C.G. 2005 all’Enoteca Italiana di Siena .
        -DIPLOMA DI MERITO E DISTINZIONE CAMPANIA FELIX, conferito da ERSAC alla
        Selezione Dei Vini Campani 2006 al vino GRECO DI TUFO DOCG 2005;
        ANNATA 2006
        -DOUJA D’OR di ASTI, 35° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G. Diploma
        con Medaglia per GRECO DI TUFO D.O.C.G. 2006.
        -“BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 25° Concorso Nazionale per la Concessine
        della Distinzione per il vino: GRECO DI TUFO D.O.C.G. 2006;
        ANNATA 2007
        -“BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 26° Concorso Nazionale per la Concessine
        della Distinzione per il vino: GRECO DI TUFO D.O.C.G. 2007;
        ANNATA 2008
        – SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE” di Ancona 2004 DIPLOMA DI MERITO
        AL VINO GRECO DI TUFO DOCG 2003 categoria vini bianchi secchi tranquilli D.O.C. e
        D.O.C.G
        ANNATA 2008
        – ITALIANA SOMMELIER CONCORSO VINI BIANCHI 2009 DI HANNOVER PER
        MIGLIOR “GRECO DI TUFO DOCG 2008”
        ANNATA 2008
        – BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 27° Concorso Nazionale per la Concessine
        della Distinzione per il vino:FIANO DI AVELLINO D.O.C.G. 2008
        ANNATA 2008
        – DOUJA D’OR di ASTI, 37° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G. per
        GRECO DI TUFO DOCG 2008
        ANNATA 2009
        – VINITALY 2010 DIPLOMA DI GRAN MENZIONE
        – BOLLINO DELL’ENOHOBBY Concorso Nazionale Vino
        – GOLDEN STAR e Finalista CORONA VINI BUONI D ITALIA TOURING CLUB
        TAURASI DOCG
        ANNATA 1998
        -DOUJA D’OR di ASTI, 30° Concorso Nazionale vini D.O.C. e D.O.C.G. Medaglia
        TAURASI 1998 D.O.C.G.;
        -TAURASI D.O.C.G. 1998 unico in CAMPANIA ad essere richiesto al Parlamento Europeo di
        Strasburgo 24 – 25 Settembre 2002;
        -Le guide dell’Espresso “I VINI D’ITALIA 2003 per TAURASI DOCG 1998;
        -ERSAC, TAURASI DOCG 1998 DIPLOMA con MEDAGLIA tra i VINI ROSSI SECCHI
        DOCG alla SELEZIONE DEI “VINI CAMPANI 2002”.
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2005” RISERVA TAURASI
        D.O.C.G. 1998;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2006” per RISERVA
        TAURASI DOCG 1998 con punteggio 89/100;
        ANNATA 1999
        -“BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 22° Concorso Nazionale per la Concessione
        delle Distinzioni per il vino: TAURASI 1999 D.O.C.G.;
        -TAURASI 1999 DOCG DIPLOMA con MEDAGLIA tra i VINI ROSSI SECCHI DOCG
        prodotti nel 2003 e annate precedenti alla SELEZIONE DEI “VINI CAMPANI 2004”;
        -13° CONCORSO INTERNAZIONALE VINI DI MONTAGNA svoltosi a COURMAYEUR
        giugno 2004 DIPLOMA D’ONORE AL VINO TAURASI D.O.C.G. 1999;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO VINI DI VERONELLI 2005” per TAURASI DOCG
        1999 con punteggio 87/100;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2006” per TAURASI DOCG
        1999 punteggio 89/100;
        -Menzione vini consigliati da “PORTHOS 2006” per TAURASI DOCG 1999;
        -Valutazione come miglior vino della degustazione da “PORTHOS 2006” per Taurasi DOCG
        1999;
        -Medaglia d’oro al 26° Concorso dell’ASSOCIAZIONE BANCO D’ASSAGGIO DEI VINI
        D’ITALIA Torgiano (PG) 2006 per il vino TAURASI DOCG 1999 classificato fra i primi
        cinque per la categoria dei vini rossi secchi DOCG dal quarto anno di vendemmia in poi;
        ANNATA 2000
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2006” per TAURASI DOCG
        2000 con punteggio 88/100;
        -14° Concorso Enologico Internazionale, VINITALY 2006: “DIPLOMA DI GRAN
        MENZIONE”.
        -BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 24° Concorso Nazionale per la Concessione della
        Distinzione per il vino TAURASI D.O.C.G. 2000;
        – Presenza del vino TAURASI DOCG 2000 all’Enoteca Italiana di Siena;
        -DIPLOMA DI MERITO E DISTINZIONE CAMPANIA FELIX conferito da ERSAC per
        Selezio-ITALIANA SOMELIER -GERMANIA
        Concorso Vini Rossi Barriccati 2009, 6° classificatoVini Campani 2006 al Vino TAURASI
        DOCG 2000;
        -DOUJA D’OR di ASTI, 35° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G. Diploma
        con Medaglia per TAURASI DOCG 2000.
        ANNATA 2003
        -BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 26° Concorso Nazionale per la Concessione della
        Distinzione per il vino TAURASI D.O.C.G. 2003;
        -ITALIANA SOMELIER -GERMANIA
        Concorso Vini Rossi Barriccati 2009, 6° classificato
        ANNATA 2004
        -BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 27° Concorso Nazionale per la Concessione della
        Distinzione per il vino TAURASI D.O.C.G. 2004;
        SANNIO FALANGHINA
        ANNATA 2003
        -“BOLLINO ENOHOBBY” di Gradara 22° Concorso Nazionale per la Concessione delle
        Distinzioni per i vini: SANNIO FALANGHINA D.O.C. 2003;
        -SANNIO FALANGHINA DOC 2003, DIPLOMA con MEDAGLIA TRA I VINI BIANCHI
        SECCHI DOCG premiati nel 2004 alla selezione “VINI CAMPANI 2004”;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2005” per SANNIO
        FALANGHINA D.O.C. 2003 con punteggio 86/100;
        ANNATA 2004
        -6° SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE per FALANGHINA SANNIO DOC 2004;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2006” per il Vino SANNIO
        FALANGHINA 2004 con punteggio 83/100;
        ANNATA 2005
        -DIPLOMA DI MERITO E DISTINZIONE CAMPANIA FELIX conferito da ERSAC per
        Selezione dei Vini Campani 2006 al Vino SANNIO FALANGHINA DOC 2005;
        ANNATA 2006
        -DOUJA D’OR di ASTI, 35° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G. Diploma con
        Medaglia per SANNIO FALANGHINA DOC 2006.
        -“BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 25° Concorso Nazionale per la Concessine della
        Distinzione per il vino: SANNIO FALANGHINA DOC 2006;
        ANNATA 2007
        -“BOLLINO ENOHOBBY” di Gradara 26° Concorso Nazionale per la Concessione delle
        Distinzioni per i vini: SANNIO FALANGHINA D.O.C. 2007;
        ANNATA 2008
        -“BOLLINO ENOHOBBY” di Gradara 27° Concorso Nazionale per la Concessione delle
        Distinzioni per i vini: SANNIO FALANGHINA D.O.C. 2008;
        ANNATA 2008
        – DOUJA D’OR di ASTI, 37° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G. per
        SANNIO FALANGHINA DOC 2008.
        ANNATA 2009
        – DOUJA D’OR di ASTI, 38° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G.
        – “BOLLINO ENOHOBBY” di Gradara Concorso Nazionale
        – VINI ECCELLENTI D’ITALIA DI TAVOLAEGUSTO
        FALANGHINA DEL BENEVENTANO
        ANNATA 2006
        -MEDAGLIA DI BRONZO conferita dal Concorso Enohobby Club di Napoli per il rapporto
        qualità prezzo fra le FALANGHINE IGT della Campania;
        IRPINIA FALANGHINA
        ANNATA 2008
        – DOUJA D’OR di ASTI, 37° CONCORSO NAZIONALE vini D.O.C. e D.O.C.G. per IRPINIA
        FALANGHINA DOC 2008.
        PRINCIPE AGLIANICO
        ANNATA 2002
        -PREMIO 2005 E.R.S.A.C. NAPOLI PER IL PRINCIPE AGLIANICO D’IRPINIA IGT 2002;
        -Valutazione di merito “GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2006” per il Vino PRINCIPE
        IRPINIA AGLIANICO 2002 con punteggio 88/100;
        -“DIPLOMA DI GRAN ROSSO DEL SUD” da I VINI ROSSI da Uve Autoctone del Sud -Ersacper
        PRINCIPE AGLIANICO D’IRPINIA IGT 2002;
        IRPINIA AGLIANICO
        ANNATA 2000
        -XXVIII° Edizione Vinestate 2002, Torrecuso 2002. PREMIO AURICULUS REX conferito per
        il Vino AGLIANICO 2000, con punteggio superiore a 80/100 alla Selezione Regionale di Napoli.
        ANNATA 2001
        -Premio AGLIANICO 2001 E.R.S.A.C. (NAPOLI) unico espositore migliore;
        ANNATA 2008
        -Premio Qualità-Prezzo BEREBENE LOWCOST GAMBERO ROSSO 2011.
        CODA DI VOLPE
        ANNATA 2001
        -Le guide dell’Espresso “I VINI D’ITALIA 2003″ per la Coda di Volpe 2001;
        AGLUCUS
        ANNATA 2003
        -Premio 2005 dell’E.R.S.A.C. (NAPOLI) per AGLUCUS IRPINIA AGLIANICO IGT 2003;
        -45° Concorso enologico nazionale 2006, premio”Città di Pramaggiore” massimo punteggio tra i
        vini campani
        -DIPLOMA DI GRAN ROSSO DEL SUD da I Vini Rossi da Uve Autoctone del Sud -Ersac- per
        l’AGLUCUS IRPINIA AGLIANICO IGT 2003;
        – DIPLOMA DI MERITO E DISTINZIONE CAMPANIA FELIX conferito da ERSAC per
        Selezione dei VINI Campani 2006 al Vino AGLUCUS IRPINIA AGLIANICO IGT 2003;
        -“BOLLINO DELL’ENOHOBBY” di Gradara 25° Concorso Nazionale per la Concessine della
        Distinzione per il vino: AGLUCUS IRPINIA AGLIANICO IGT 2003.

        Spero di non aver dimenticato troppi riconoscimenti… ah ovviamente grazie alla presenza negli anni su tutte le guide di settore potrà farsi un’idea più dettagliata.
        Relativamente al protocollo di produzione, sarò lieto di ospitarla in cantina per illustrarglielo.

      • Bacco Presuntuoso Says:

        Probabilmente sono stato frainteso, la mia non era certo una osservazione che mirava a lenire il suo orgoglio di produttore, e sinceramente la sfilza di premi che le fanno tanto onore non mi chiariscono comunque l’aspetto che le sottoponevo: quando si sente parlare di territorio o aziende di territorio non mi pare si parli della sua in maniera così come per esempio vadiaperti o picariello che sia.

        Leggere quindi che in panel sul Taurasi mette in fila personaggi come mastroberadino, molettieri e caggiano per esempio, mi lascia quantomeno perplesso…

      • Angelo Di Costanzo Says:

        Egregio Bacco, in primis le volevo sottolineare che l’indirizzo mail da lei fornito non risulta attivo pertanto devo presumere che oltre al nickname (simpatico) lei ci tiene a nascondere anche la possibilità di poterla contattare privatamente.

        Detto questo, non mi sembra il caso di CSD dove mettere in discussione la territorialità o l’appartenenza dei vini: al netto delle cervellotiche politiche di affezioni varie ciò che conta è il risultato nelle bottiglie e non l’etichetta che ognuno vuole attaccare all’uno o all’altro; lei fa due nomi (chissà perchè proprio quelli) eppure ce sono a decine che assieme alla qui presente lavorano da anni all’affermazione di un territorio e non del proprio ego. Ma anche questo forse le sarà sfuggito.

        Io credo, e non c’era certo necessità che il sig. Violano mostrasse la sua “argenteria”, che siamo di fronte ad un piccolo gioiello enologico, che non vanta ettari di proprietà ma che forse proprio per questo ha la capacità di meglio interpretare il territorio a seconda dell’annata.

        Non è certo, mi permetto di aggiungere una mia personale riflessione, un vanto non godere di vigne di proprietà, laddove si ragiona in termini di progettualità, ma magari avere rapporti decennali con conferitori fidati ed affiancare a questi un’attenta monitorizzazione delle vigne aiuta a tirare fuori certi risultati che secondo me, bicchiere alla mano, sono inconfutabili.

  4. Nuzzy Says:

    Alla degustazione c’erano anche altri taurasi, perchè non figurano nella lista da lei degustata?

    Io per esempio ho trovato molto buono quello di Cavalier Pepe…

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Milena Pepe è una ragazza splendida, la sua azienda tra l’altro ha vigne delle più suggestive nel comprensorio taurasino, avrà tanto da dire nei prossimi anni. L’Opera Mia 2007, il suo taurasi, era accidentalmente marcato dal legno, troppo per delinearne una valutazione consona. Molto meglio il suo Campi Taurasini (Santo Stefano credo). Così è stato, nient’altro.

  5. Alessandro Russo Says:

    Sarebbe interessante riproporre la batteria tra qlc anno per vedere se qualche etichetta riesce a guadagnare qlc * con l’evoluzione.

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Per esempio Ale, quale vino secondo te potrebbe guadagnare qualcosa?

      P.S.: personalmente non ritengo questa annata (buona senz’altro, come la media dei campioni, ndr) capace di attraversare il tempo con la stessa qualità di altre, tantè che i vini, pur buoni nella quasi totalità, non sono stati “emozionanti”!

  6. Federico Azzoni Says:

    le mie impressioni sono più o meno in linea con gli assaggi così descritti dal di costanzo, trovo un po’ severo il giudizio sul radici di mastroberardino che invece io ho trovato in buona forma e avrei aggiustato un tantino il tiro sul polifemo di tecce, non credo che dopo tanto clamore sia diventato d’un tratto un brocco…

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Sul Radici sono evidenti le mie perplessità legate all’assaggio e non certo alla qualità del prodotto. Su Tecce, nonostante non ami particolarmente l’alone profetico che gli si è voluto cucire (per forza) addosso, non posso dire di essere insensibile alla qualità della materia prima del suo aglianico, ha tra l’altro, vigne splendide; ma se devo far finta che tutto sia al suo posto anche in questo ’07 o che ci andrà, beh no! Io non ho bevuto di quel nettare, sabato. 😉

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Indubbiamente. La bravura dei componenti del panel d’assaggio è indiscutibile, lungi da me, non ricordo dove l’ho scritto ma era evidente che i degustatori presenti a Taurasi per quest’anno avevano più qualità dei vini assaggiati 🙂

      Con Monica, l’autrice del report, ci sono tante impressioni in comune seppur non posso esimermi, come ho avuto già modo di esprimere direttamente, dissenso sul voto affibiato al Tau di Colle San Domenico (riduttivo oltremodo) e su quello esibito a Tecce. Ma ognuno ha un proprio punto di vista e va bene così. Il bicchiere alla fine rivela tanto più o meno, il tempo ce ne darà conto…

  7. gerardo vernazzaro Says:

    Caro Angelo secondo il mio modesto parere ,anche se confesso fino ad oggi non ho mai avuto un’ attrazione particolare per il TAURASI , e non sto a dire il perche’ ……., pero’ in questa 2007 ,ho trovato qualcosa che comprerei tipo IL CANCELLIERE , secondo me uno dei migliori se non il migliore ! stasera ti mando la classifica
    gv

  8. Angelo Di Costanzo Says:

    Sulla qualità dell’aglianico dell’azienda di Nadia c’è poco da aggiungere. Non compare nell’elenco solo perchè, come detto non mi andava di esprimermi sui campioni “dichiarati” da botte se non con impressioni e non giudizi (in stelle).

    Aspetto la tua allora 🙂

  9. Rosario Mattera Says:

    Visto che c’ero anch’io, pur non essendo un grande degustatore, però a furi di frequentare lo zoppo,un pochettino incomincio a capirne, i taurasi 2007 che più mi hanno impressionato di un annata buona ma non eccezionale sono stati: contrade taurasi, antica irpinia, colle di san domenico,di prisco, il cancelliere,guastaferro, cantine russo,villa raiano,donnachiara.
    Per gli altri che oggi non hanno incontrato il mio gradimento, sicuramente troveranno altri che ne apprezzeranno la bontà, visto che mediamente erano tutti su buoni livelli, e molto probabilmente fra qualche tempo anche il mio giudizio si dovrà aggiornare, perchè come tutti i vini hanno bisogno di tempo.
    Comunque sia EVVIVA L’aglianico EVVIVA Taurasi !!!

  10. TENUTA morale Says:

    oh per BACCO…!!!
    TORNATO il RE
    dei vini, c’è chi omaggia la virtù e chi si prostra al potere.

    questione di …TENUTA… morale.

  11. Lello Tornatore Says:

    Stefano, posso permettermi di fare un’osservazione a “Bacco presuntuoso” ?
    Il fatto di non avere vigne di proprietà, paradossalmente, in alcune annate particolarmente difficili, può essere un elemento di vantaggio e non di svantaggio. Nel senso che io non ho mai visto un produttore di uve che butti la sua uva che magari ha qualche problema per comprare dell’uva sana e/o migliore della propria. Ai tempi di Craxi si definiva la politica delle mani libere, lì nell’accezzione negativa del concetto, qui in quella positiva, della serie non avendo vincoli mi vado a cercare le uve migliori…ed inoltre, caro Bacco p., la quotazione delle aziende non la fanno nè i giornalisti del settore, nè i migliori sommelier della Campania o del Mondo(scusa Angelo), nè la sfilza di premi (scusa Stefano) ma il Mercato, nel senso che chi incontra il favore del pubblico è il più bravo ed il rapporto dimensione aziendale-bottiglie vendute della Colle di San Domenico ne attesta le qualità…

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Lello non condivido solo questo passaggio: “nel senso che chi incontra il favore del pubblico è il più bravo…”

      A Taurasi, sabato scorso, bevuti alla cieca 50 campioni (e sfido chiunque a dubitare di questo) il Taurasi di Stefano con quello di Sandro Lonardo sono risultati DIVERSI ma ugualmente una spanna al di sopra degli altri.

      Qui il problema non è uno o due degustatori o il favore del pubblico: la degustazione tecnica non è una opinione, può essere più o meno condivisibile ma non si può dare ad un vino 70 se vale 90 e viceversa. I parametri sono netti, o si è incapaci di fissarli per bene o c’è qualcosa che non torna.

      P.S.: a Bacco, Caggiano non era in degustazione, Molettieri solo con l’aglianico Campi Taurasini, credo. Giusto per la precisione.

    • stefano violano Says:

      E’ doveroso da parte mia un ringraziamento per le parole spese in favore della mia azienda anche a Lello Tornatore, che da sempre è sostenitore e promotore delle eccellenze enograstronomiche di qualità del territorio anche attraverso le iniziative collegate al suo ottimo agriturismo a Forino, uno dei punti di riferimento più attivi per l’enoturismo in Irpinia.

  12. Lello Tornatore Says:

    Caro Angelo, premettendo che il mio giudizio sui vini in degustazione a “Vendemmia 2007”, per quel che può valere, è quasi identico al tuo, il parametro di riferimento per l’affermazione di un’azienda, non sono le nostre “pippe mentali” o la “precisina” degustazione tecnica che da bravi scolaretti sappiamo più o meno fare tutti, chi molto meglio, come te, chi peggio, come me, ma come dicevo prima, chiarendo meglio adesso, chi il vino ” se lo compra e se lo beve” e quindi il pubblico(leggi mercato). Magari potremmo tessere sperticate lodi di un vino che ci risulta 100/100, ma se non piace ai consumatori resta sempre un aborto di vino…Scusami, ma come sai, uno dei tanti difetti che ho è quello di essere sempre molto diretto, nell’ AIS ci insegnano a valutare un vino secondo schemi rigidamente oggettivi, a mio avviso esiste anche una componente soggettiva di cui spesso non teniamo conto, rischiando di rinchiuderci in un’autoreferenzialità soventemente incomprensibile agli appassionati di vino che comunque hanno sviluppato un loro personale gusto che non sempre coincide con il nostro…

  13. Angelo Di Costanzo Says:

    caro Lello, qui non si sta giudicando un azienda, ma analizzando delle valutazioni tecniche che ahimè incontrano interpretazioni che non hanno modo di essere. Ripeto, “la soggettività” di cui tu mi parli è certamente opinabile, se ne può cioè discutere, ma rendere 70 punti ad un vino che sfiora i 90 non è, me ne vorrai dare atto, la stessa cosa che dire “è buono ma non mi piace”.

  14. Giulio Cantatore Says:

    Confermo l’assenza di Caggiano, Molettieri era presente con l’ Irpinia Campi Taurasini Cinque Querce 07,e nella batteria 06 con il Taurasi Vigna Cinque Querce.

  15. Lello Tornatore Says:

    @ Tenuta morale : certo che il tuo odio nei miei confronti è pari alla tua mancanza di coraggio nell’ esprimere con firma ciò che pensi. Sarei curioso di sapere da cosa nasce, visto che se c’è uno che nel mondo del vino ha sempre assunto posizioni da “bastian contrario”, quello è il sottoscritto, quindi l’accusa di prostrarmi al potere è quanto mai fuori luogo. Quanto alla morale, non so se c’è da prendere lezioni in materia da chi ha paura di firmarsi…
    P.S. sono disponibile al confronto se hai il coraggio di uscire allo scoperto, altrimenti non meriti altre repliche.
    @ Angelo : non credi che determinati commenti siano da moderare?

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Lello, di solito non sono propenso a censurare, anche perchè non trovo nel messaggio postato dal suddetto nulla di offensivo, almeno in senso esplicito.

      In verità ti dico che leggendo il tuo post subito dopo avevo confidato, come del resto hai notato ho fatto io, la noncuranza su un commento che nemmeno io ho ben capito.

      Tanto devo per dovere di cronaca…

  16. Lello Tornatore Says:

    Vabbè Angelo, grazie per l’ospitalità.

  17. Chiacchiere distintive, Antonio di Gruttola « L’ A r c a n t e Says:

    […] non quella dell’aglianico d’Irpinia ma quella delle bottiglie. Infatti nell’ultima “anteprima Taurasi 2007“ hanno fatto una retrospettiva con il 2001 reperendo poco più di 10 campioni. Senza la […]

  18. Aspettando “Taurasi Vendemmia 2008″, a good news… « L’ A r c a n t e Says:

    […] in commercio, “anteprime” alle quali ho avuto il piacere di partecipare e di raccontare, qui come altrove, sono così magistralmente riassunte: la vendemmia 2007, valutata 16/20, viene […]

  19. Taurasi Vendemmia 2008, le degustazioni « L’ A r c a n t e Says:

    […] saperne di più, così Taurasi Vendemmia 2007 l’anno scorso. Share this:Like this:LikeBe the first to like this […]

  20. San Mango sul Calore, Taurasi ’08 Antico Castello « L’ A r c a n t e Says:

    […] Irpinia a Taurasi, nel 2010; poi l’anno dopo, sempre al Castello Marchionale, il 2007; lo scorso gennaio invece, a Montemiletto, l’ultimo presentato, questo, un 2008 davvero […]

  21. Taurasi Vendemmia 2009|Le mie degustazioni | L’ A r c a n t e Says:

    […] Qui Taurasi Vendemmia 2007¤. […]

  22. Taurasi Vendemmia 2013|A chiudere, la sorpresa dei miei Taurasi e Taurasi Riserva 2008 preferiti | L’ A r c a n t e Says:

    […] Taurasi Vendemmia 2009¤|Qui Taurasi Vendemmia 2008¤|Qui Taurasi Vendemmia 2007¤|Qui Anteprima Taurasi […]

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