Posts Tagged ‘mastroberardino’

Comunicare il vino, con tutto l’amore possibile!

8 Mag 2019

Crediamo nelle belle persone che abbiamo incontrato in questi dieci anni sulla nostra strada, camminandoci assieme le vigne e girando per cantine, stappando e assaggiando (tantissime) bottiglie, correndo tra i tavoli dei ristoranti dove abbiamo avuto la fortuna di lavorare rincorrendo clienti dei più diversi e, grazie a questi, e ai loro buoni consigli, vivere tante belle esperienze umane utili ad insegnarci come poter stare al mondo, in questo mondo del vino e del cibo che ci appassiona sempre più e che richiede rispetto, ogni giorno di più.

Ci crediamo nei cronisti del vino, non certo nei guru, ancor meno in quelli autoreferenziali, guardiamo con attenzione, talvolta anche con una discreta ammirazione e rispetto, agli “industriali del vino”, quando per industriali s’intendono quelli con due, tre, a volte cinque o sei generazioni di vitivinicoltura alle spalle; crediamo nei loro vini, corretti, puliti, acquistabili un po’ ovunque, vini che sono stati, indiscutibilmente, un esempio e un modello, anche di contrasto, per i tanti piccoli e grandi produttori nati successivamente capaci di emularli se non addirittura superarli: ci pensate ad una Irpinia senza i Mastroberardino, ai Campi Flegrei senza i Martusciello oppure, allargando il giro, alla Toscana senza gli Antinori o i Frescobaldi, la Sicilia senza i Planeta?

Crediamo infine nella biodiversità, ma non quella che ci hanno voluto propinare certi soloni, strumentalizzandone all’inverosimile il senso, precisandola ogni volta con tutte le sigle del mondo o le fisime del momento, fossero pure ancestrali o contro-culturali. Crediamo quindi in una diversità biologica certamente possibile ma che rispetti l’originalità e preservi l’autenticità di quello che ci arriva nel bicchiere, con tutti i limiti eventualmente ad essi legati purché corretti, puliti, acquistabili, vieppiù da piccole produzioni. In fondo stiamo sempre parlando di vino, o no? Meglio quindi se buono, e magari da poterlo raccontare a qualcuno, con tutto l’amore possibile!

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Il Signore del vino campano nel mondo

29 gennaio 2014

Sono sempre in grande difficoltà quando mi tocca postare una notizia come questa, tant’è che spesso preferisco non farlo. Stanotte però è venuto mancare il dott. Antonio Mastroberardino, forse il personaggio più illustre che la viticoltura campana potesse contare agli occhi del mondo. Le radici di un po’ tutti noi. Alla famiglia tutta le mie e le nostre più sentite condoglianze. R.I.P.

Greco di Tufo Nova Serra 2011 Mastroberardino

4 novembre 2013

Greco di Tufo Novaserra 2011 Mastroberardino - foto L'Arcante

In generale l’annata 2011 è andata un po’ così così, fatte salve alcune belle bevute regalateci solo dai migliori in zona. Vini però comunque snelli, di grande godibilità e caratterizzati da una matrice organolettica abbastanza omogenea. Certo si sa che il greco non è il fiano e quando il millesimo non lo bacia proprio in fronte qualche accenno di perdenza viene naturale. D’altronde il greco di Tufo è sempre stato, più del fiano, un vino ‘di pancia’, di quelli cioè senza starci a girare intorno più di tanto: o è o non è.

Meno male che Montefusco non è Santa Paolina, giusto per citarne uno degli altri 7 comuni ammessi alla docg, dove pare si sia sofferto un po’ meno le bizze climatiche di quell’anno. E che Mastroberardino¤ è sempre Mastroberardino¤. Così Massimo Di Renzo¤, forte dell’ormai decennale esperienza nell’areale, c’ha regalato un’interpretazione ‘classica’ e molto molto piacevole. Colore paglierino, di buona luminosità, dal naso di mela bianca e pera appena matura, dal timbro vivace e fugace. Sorso sottile ma abbastanza lungo, sapido e minerale a tutto spiano che pare declinare alla perfezione gli abbinamenti più classici della cucina napoletana, penso alle ricche insalate di mare ma anche quegli indimenticabili piatti di alici e fragagli fritti aggiustati con sale e pepe. 


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