La torrida estate e 6 buoni vini da non perdere (ma se ve li perdete non succede mica qualcosa!)

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Agosto, è piena estate! A parte l’intenso ma breve schiaffo temporalesco della settimana scorsa possiamo affermare di essere già da un pezzo nel bel mezzo della bella stagione, e fra tre-quattro giorni, dicono gli esperti, le temperature potranno salire ancora fino a 38 gradi, in particolare, come sempre, al sud. Sempre gli esperti ci dicono che ormai è uno schema risaputo e che tutti gli anni ci tocca, è diventato quasi regolare infatti l’assenza di una primavera degna di questo nome, e neppure l’inizio dell’estate, quella tiepida di fine maggio, per intenderci, risulta più riconoscibile: in pratica “non esisterebbe più la mezza stagione”.

Qualcuno ha gridato: e l’anticiclone delle Azzorre, che fine ha fatto? Beh, pare abbia pure lui i suoi problemi, in verità si vocifera che il nostro bene amato se ne stia per conto suo visto i tempi che corrono dalle nostre parti. Pertanto, cari Amici di Bevute , tenetevi la calura, e se accettate un consiglio, beveteci su; Cose semplici s’intende, fresche, di quelle che “nippano” le papille gustative e rivitalizzano il gargarozzo: ma si, per una volta che vadano pure al mare sti’ sommelier, della serie “faciteme sta’ quijete”!!

L’ordine è più o meno sparso, gli assaggi abbastanza recenti e sostenuti da ampio confronto e gradimento con i miei avventori, pertanto potete fidarvi :-).

Coda di Volpe del Taburno 2009 Fattoria La Rivolta, sempre in crescendo i vini di Paolo Cotroneo, la sua coda di volpe, abbandonata la veste muscolosa che l’ha accompagnata egregiamente agli esordi di qualche anno fa, spunta ad ogni nuovo millesimo un risultato migliore del precedente. Dal colore paglierino tenue con sfumature dorate esprime un ventaglio olfattivo molto pulito, piuttosto invitante. In bocca è decisamente asciutto, con una beva di sostanza ma sorretta da una acidità importante. Avete presente una tranquilla cena a pochi centimetri sopra il mare, con il vento che lentamente ti gira intorno e ti tiene lieve mentre due occhi neri ti stampano la felicità nel cuore?

Vdt bianco Joaquin dall’Isola 2009 JoaquinRaffaele Pagano ci ha ormai abituati a vini per niente banali, con la sua cantina ha messo su in realtà, in quel di Montefalcione, un piccolo “laboratorio” enologico a disposizione di chi, come enologo, voglia cimentarsi con i vitigni autoctoni campani ed esprimere attraverso questi la propria arte di fare vino. Non poteva mancare nella “collezione 2009” un vino di una suggestione unica, che nasce dalle vigne capresi che guardano il mare del golfo di Napoli dall’alto della solenne tranquillità della piccola Anacapri. Greco, Biancolella e Falanghina selezionati acino per acino da Sergio Romano per un vino sinceramente sorprendente: dal colore paglierino tenue, intriso di sentori floreali molto invitanti e di sfumature agrumate assai gradevoli. In bocca è asciutto, possiede un ottimo slancio gustativo che avvolge di sana freschezza il palato e chiude su un finale lievemente iodato. Ecco la novità dell’anno, solo 820 magnum, per un vino ben fatto, che va molto oltre la semplice intuizione di dare nuovo slancio alla viticultura caprese. Bravo Raffaele!!

Langhe Arneis Blangè 2009 Ceretto, è un vino che non riesco ad amare, e sinceramente nemmeno ci provo, sarà un mio limite? Idiosincrasia a parte però, mi trovo costretto a prendere atto di un fenomeno di mercato tanto comune quanto apprezzato, a tratti ricercato. C’ho buttato dentro, così per caso ( 😦 ) il naso, pulito, interessante, di fiori e frutta esotica; Me ne sono appena bagnato le labbra, poi un sorso, e ancora uno per essere certo di aver ben compreso: è un buon vino, sinuoso ma senza particolare profondità, appena godibile, leggero.

Asprinio d’Aversa brut Grotta del Sole. “Vorrei poter bere un vino bello freddo, fregandomene per una volta, dei precetti. Lo vorrei secco, anche un tantino acido, magari con delle belle bollicine che mi tengano sveglio il palato. Desidero un vino di questo tipo, che posso trovare con una certa facilità e ad un prezzo conveniente, che sia però prodotto da una azienda di cui mi possa fidare, che magari mi possa raccontare di se e della sua terra, dei suoi vini autentici”. Devo aggiungere altro?

Rheingau Riesling Sauvage 2008 George Breuer, seppur la gente continua a storcere il naso quando gli proponi una bottiglia con il tappo a vite, sono sempre più convinto che il sughero, quello buono, dovremmo pensare seriamente di preservarlo solo per le bottiglie migliori e destinate ad un lungo invecchiamento.  E’ indubbio che si tratti di una questione innazitutto culturale – soprattutto mittel europea – che dovremo prima o poi fare anche nostra. Venendo a questo riesling, tedesco per elezione, è un vino decisamente affascinate, uno di quei vini dalla pulizia olfattiva disarmante, quasi inebriante. All’approccio gustativo è tagliente, infonde notevole freschezza al palato richiamandone subito un nuovo sorso, non ha, al momento, le suadenti note di idrocarburi che a taluni piacciono tanto, ma tanto è finemente minerale quanto particolarmente saporito. Da ricordare di bere.

Collio Sauvignon Ronco delle Mele 2009 Venica&Venica. E’ – con il de la Tour 2008 di Villa Russiz e il Picol 2008 di Lis Neris – tra i migliori assaggi di quest’anno del varietale; Un vino che non posso fare a meno di annoverare tra i miei preferiti italiani nel gioco di rincorsa al più austero e selvaggio dei vitigni internazionali. Sempre sugli scudi, proprio da un recente assaggio – 25 campioni da tutto il mondo, alla cieca – il Ronco è emerso a mani basse e senza smentita alcuna come il più appassionate dei blanc in batteria: dal colore paglierino viene fuori un bouquet olfattivo sempre in grande spolvero, fiori di sambuco e note vegetali su tutti, balsamico. Al palato non fa mancare una certa vivacità gustativa, quasi intransigente prima di offrirsi in un finale di bocca ricco e oltremodo piacevole. Da tenere sempre a portata di mano!

Magari poi mi ringrazierete pure, forse.

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16 Risposte to “La torrida estate e 6 buoni vini da non perdere (ma se ve li perdete non succede mica qualcosa!)”

  1. Roberto Giuliani Says:

    Mi manca Raffaele Pagano, devo colmare al più presto questa grave lacuna…

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Scoprirai una persona molto motivata che sta guadagnandosi la giusta esperienza annoverando vini fuori dagli schemi, che non sempre piacciono (anche perchè costicchiano) ma sicuramente sono pezzi unici!!

  2. Paola Riccio Says:

    Ciao Angelo, complimenti…non ci segnali i soliti noti.

  3. L'Arcante Says:

    🙂
    Il vino di Raffaele mi ha sorpreso molto positivamente, con tutte le difficoltà con il quale è stato concepito e portato finalmente sul mercato merita un gran plauso.

    E piace pure parecchio, ma questo non glielo diciamo sennò…

  4. Negroni Says:

    Il vino di capri non mi ha mai ispirato tanta fiducia, ho spesso bevuto quello che li chiamano Capri Blu, non ne ho capito granchè.

    Non bevo Venica da un po di anni, ma posso affermare che un gran bel vino.

    Bel blog, complimenti.

    • Angelo Di Costanzo Says:

      Sul Capri blu nn posso che condividere, lungi da me parlarne in termini di qualità. Questo vino non ha nulla di che spartire se non l’intuizione di sondare l’altissimo potenziale commerciale di un mercato, quello caprese, sempre molto redditizio. Il vino però c’è, e come detto, oltre le difficoltà di una vendemmia difficilissima e di una produzione risicatissima.

      Chi vivrà vedrà…

  5. Valentina Says:

    L’asprinio è molto buono, qui a roma se ne beve a fiotte, io ho consigliato ad amico che ha un baretto di eliminare il prosecco e metterlo su come aperitivo. Mi sa che è più buono…

  6. gian paolo Says:

    Raffaele Pagano manca anche a me,e incuriosisce.I vini di Fattoria la Rivolta mi piacevano anche se è un po’ che non li bevo …ciao e buona Estate a voi . Gian Paolo

  7. ALESSANDRO RUSSO Says:

    Hai stilato sei vini “semplici” con personalità, proposta interessante che dribbla i canoni delle bevute comuni. Raffaele Pagano non ho avuto modo neanch’io, ma per territorialità devo assolutamente.
    Buona estate a tutti (a te Angelo buon lavoro 🙂 )!!!!

  8. Angelo Di Costanzo Says:

    Salvatore Martusciello mi aveva da tempo parlato di un cambio look degli spumanti di Grotta: bellina la nuova bottiglia, ancora da definire del tutto l’etichetta, ma una cosa è certa la bontà del vino non è cambiata, così mi ci sono piombato, come sempre impavido, a gargarozzo spianato :-).

    Una volta provato il bianco di Raffaele made in Capri però, provati pure, per extraterritorialità il Riesling di Breuer: davvero molto, molto buono!!

  9. Salvatore LANDOLFO Says:

    Il vino prodotto da Raffaele l’ho assaggiato in anteprima ad una delle degustazioni al Circolo Nautico guidate da Luigi Cremona, non sono un grande esperto della viticoltura Caprese, ma questo vino mi è piaciuto e poi i vini di Raffaele sono sempre interessanti perchè fuori dagli schemi.
    Bene, cosa che gli ho detto di persona, continua così………..
    Avete assaggiato il vino della stella………
    qui il link al racconto di Angelo:
    https://larcante.wordpress.com/2010/04/23/montefalcione-vino-della-stella-2009-joaquin/

    Un sommelier della stella

  10. I sommelier di Napoli ad Anacapri | L’ A r c a n t e Says:

    […] hanno fatto visita alle vigne di Anacapri. Ho raccolto con piacere l’invito di Raffaele Pagano¤ e speso due parole per piccola la vigna del dott. De Tomaso qui a due passi […]

  11. Anacapri, il Caposcuro bianco di Alessandra Gallo | L’ A r c a n t e Says:

    […] quindi, il valore di queste bottiglie però rimane impagabile, ecco perché Caposcuro, come Joaquin¤ dall’Isola prima e Scala Fenicia¤ poi vanno spronati e […]

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