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Il vino secondo la Signora Carmela, l’Asprinio

13 giugno 2019

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Terramasca 2017 di Drengot, l’Asprinio Spumante Brut del primo Conte di Aversa

6 giugno 2019

Non possiamo pensare che l’estate tardi ancora ad arrivare nonostante l’impressione di questi giorni sembra suggerire che debba piovere per sempre. Tant’è, un po’ per sete, un po’ per disperazione siamo ritornati su questa piacevole scoperta capitataci durante l’ultima sessione di assaggi a Campania Stories dello scorso Marzo.

Di quanto siamo innamorati del varietale e di questa denominazione è ben noto, fa quindi piacere che il numero di produttori in campo si allarghi e provi a scardinare il mercato puntando tutto sulla qualità, come ci conferma anche questo caso. Il Terramasca di Drengot, primo Conte di Aversa, ha bolle fini ed un quadro olfattivo lieve eppure suggestivo, il sorso è seducente, fresco e vivace.  

A pensarci bene avremmo potuto costruirci nell’Agro aversano la nostra piccola Franciacorta, fare cioè dell’Asprinio – il nostro autentico, unico, inimitabile vitigno Principe di Aversa – un protagonista incredibile non solo per un vino fermo originale ma anche – e soprattutto – bollicine talmente esclusive e rare quanto inarrivabili per tipicità, qualità, storia. Ci siamo accontentati, e in larga parte continuiamo a farlo, nel cercare con superficialità, spesso imbottigliando altrove ed ovunque, di fare, con qualsiasi uva, spumantini che appena lontanamente possano somigliare o ricordare il Prosecco oppure, come talvolta avviene nei pensieri di qualche sciagurato sprovveduto, la ”Sciampagna francesa”.

Intanto la terra è lì che aspetta, le alberate con tutta probabilità rischiano di scomparire e, dalle nostre tavole, pure il vino. Se non fosse che uno scatto d’orgoglio continua a consegnarci di tanto in tanto qualche bella promessa e nuove buone etichette.

Leggi anche L’Alberata aversana, o di quell’uva sospesa nel tempo Qui.

Leggi anche Piccola Guida ragionata ai vini Asprinio d’Aversa Qui.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Ciao Carlo

8 dicembre 2016

Carlo Numeroso, I Borboni - foto A. Di Costanzo

La chiesa gremita di gente a Lusciano, oltre modo piena, sino al piazzale antistante dove si è sistemato chi non è riuscito a trovare posto all’interno. Parenti, amici e tantissima gente comune, moltissimi gli amici produttori e addetti ai lavori che non hanno fatto mancare partecipazione, affetto e vicinanza alla famiglia tutta.

Un sentito, caloroso ed accorato ultimo saluto a Carlo Numeroso, Principe dell’Asprinio d’Aversa prematuramente scomparso, tra coloro a cui si deve la conservazione ed il rilancio della viticoltura in queste terre, di questo autentico e prezioso vino della provincia di Napoli e Caserta, amato dal popolo eppure capace di appassionare i più grandi cultori della vigna e della tavola italiana, da Soldati a Veronelli.

Da noi tutti ancora un abbraccio ai figli, alla moglie e tutta la famiglia Numeroso.

L’Alberata aversana¤.

Piccola Guida all’Asprinio d’Aversa¤.

Lusciano, I Borboni¤.

© L’Arcante – riproduzione riservata


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