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E adesso ammazzateci tutti (noi sommelier)!

6 agosto 2012

E’ comparso ieri 5 agosto su italiaatavola.net questo articolo: “Sommelier o conducente? Questo è il problema!” a firma di un tal Guerrino Di Benedetto. Pezzo poi rilanciato su fb dall’amico e collega Roberto Anesi. Un articolo sinceramente incomprensibile, chiaramente indirizzato a qualcuno in particolare che l’autore aveva probabilmente in mente quando l’ha scritto, ma finito poi, come spesso accade, per colpire superficialmente tutta una categoria.

Qui trovate l’articolo completo, dove ho trovato un passaggio assai decisivo nel spingermi a scrivere queste poche righe, è questo: […] Poi però, negli ultimi tempi i mass media enogastronomici hanno contribuito a modificare la sua figura così il sommelier è diventato un po’ un fenomeno da baraccone, fa gare e concorsi va e viene dai ristoranti di grido (spesso gridandolo ai giornali), fa, disfa e vende wine list, commercia in vini, organizza degustazioni e dulcis in fundo, guarda come dei miserabili tirchioni i poveri ristoratori che non possono permetterselo, che, poi, preda della sudditanza psicologica, gli commissionano liste di vini per poter almeno dire ai clienti che la loro lista l’ha fatta lui, “che per anni ha lavorato per tale ristorante e poi è passato dalla Francia e poi ha girato l’Italia” e ora è qui, nella mia lista. [da Italiaatavola.net © del 5.08.12]

Ecco, senza voler aggiungere tanto di più, sento di rispondere all’autore, ma più in generale a chi la pensa ancora così con quanto segue:

Gentile Signor Di Benedetto,

trovo francamente datata se non vetusta questa visione arcaica – per non dire banale e diffamante – della figura del sommelier.

Nel frattempo il mondo (enogastronomico) è cambiato parecchio, soprattutto il rapporto fra cliente, sempre più informato e preparato e sommelier stesso, sempre più formato e qualificato grazie anche ai numerosi confronti – leggi anche concorsi, che insegue per crescere e trovare continuamente nuovi stimoli e traguardi -; un rapporto non più o giammai tra antagonisti, come lei evidentemente li intende, ma veri e propri complici a tavola nel condividere impressioni ed opinioni.

E mi lasci aggiungere, stavolta da mero lettore appassionato di enogastronomia, che spiace sinceramente leggere ancora, nel 2012, articoli così superficiali su un argomento invece così determinante per il comparto turistico ricettivo italiano.

Cordialmente,

Angelo Di Costanzo


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