Archive for the ‘Recensioni Ristoranti’ Category

All’Osteria Bottega si sta da Dio, come una volta

10 maggio 2019

C’è un po’ ovunque un ritorno particolarmente sentito a certe atmosfere tipiche delle trattorie e delle osterie tradizionali, almeno nelle intenzioni. In alcune città, sommerse da format stereotipati del tipo Risto-Pub-Pizza-Lounge-Bar, il più delle volte più banali che senz’anima, certi posti come l’Osteria Bottega, semplici ed immediati, che non hanno smarrito le radici e le tradizioni, che si propongono di far mangiare bene in tutta tranquillità piatti tradizionali, rappresentano a nostro avviso, dei piccoli tesori da raccontare e salvaguardare.

L’ingresso da via Santa Caterina

Eccoci quindi qui a Bologna, All’Osteria Bottega, un locale dal cuore popolare in pieno centro. Non a caso, da più voci, definita la migliore in città! Il patròn è Daniele Minarelli, un vero apripista qui in città che 14 anni fa ha aperto questa piccola osteria dopo la straordinaria esperienza al ”Dandy”, locale rinomato e tra i primi ristoranti Stellati emiliani per circa un ventennio.

Il luogo è suggestivo, sin da subito hai l’impressione di certe atmosfere rarefatte d’un tempo: si trova proprio sotto i portici di via S. Caterina, con due piccole sale, quando è bel tempo qualche tavolino fuori, un grande banco dietro al quale si fa un po’ di tutto a vista, con una cucina piccola ma molto ben organizzata (visti i numeri), ma soprattutto un ottimo servizio di sala, gestito con grande verve ed esperienza, con i tempi giusti e tanto savoir faire dallo stesso patròn aiutato da alcuni validi collaboratori.

Il Salame di casa Minarelli

Il benvenuto non sfugge da una logica imperdibile, quella dei splendidi salumi selezionati dal patròn: c’è quindi la Mortadella Bologna del Salumificio Felsineo, a seguire un salame tradizionale preparato qui in casa proprio dai Minarelli, poi la salsiccia cruda al pepe nero che da sola varrebbe il viaggio, da far girare la testa. Ma siamo solo all’inizio!

Le animelle

Scegliamo di seguire l’Oste in tutto e per tutto, anche nella scelta del vino, un freschissimo Lambrusco Grasparossa. Frattanto si continua quindi con alcuni autentici capolavori della tradizione: le Animelle di vitello in crosta di pane, cacio, pepe, fave e piselli, poi il Rognone con ovoli e crema Parmentier. Il primo è un omaggio alla semplicità, al contempo un contrasto in perfetta armonia. Nel secondo vi è tutta la maestria nel saper lavorare con attenzione una materia prima povera di prima qualità altamente nobilitata da tecnica sopraffina.

Il Rognone

Il primo colpo al cuore arriva in tavola con il Brodo di cappone della domenica e i tortellini; il segreto, ci tiene a precisare Daniele, è il doppio brodo, vi è infatti quello nel quale vengono portati alla giusta cottura il tortellini e quello limpido e delicatissimo nel quale invece vengono poi serviti in tavola. Buoni i Rigatoni al torchio con frattaglie di cortile tagliate al coltello, interiora ed ovarine, un piatto che dalle nostre parti definiremmo ”particolarmente verace”!

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Il brodo di Cappone e i Tortellini

E’ una splendida serata nella quale tutto gira alla perfezione, la sala è piena ma di tanto in tanto uno scambio di battute con il padrone di casa ci aiuta a capire qualche sfumatura in più e a ricevere qualche conferma.  Si arriva così al secondo coup de coeur, Il Piccione di nido con cotture differenziate, petto rosato, coscette e ali croccanti con il suo fondo di cottura, spinacini brasati e funghi primavera, meraviglioso!, tra i più buoni mai provati, anche ripensando alle esperienze gastronomiche più alte degli ultimi vent’anni, davvero magistrale, per tecnica di cotture, accostamento e rifinitura del piatto.

Il Piccione

Degno compagno di tutta la serata il Lambrusco Grasparossa Corleto 2017 di Villa di Corlo, bel rosso vivace, leggero ma capace di regalare davvero una piacevole bevuta in accompagnamento a tutto il pasto, specialmente se servito ben fresco. Il colore è porpora e ben temprato, ha spuma evanescente e un naso intenso e fragrante, invitante, corredato perlopiù da piccoli frutti rossi; invitante è pure il sorso, scorrevole, giustamente frizzante, rifugge dalle solite dolcezze per questo dalla beva estremamente piacevole, mai stucchevole.

Oasteria della Bottega, Lambrusco Grasparossa di castelvetro Villa di Corlo - foto A. Di Costanzo

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Corleto

L’Osteria Bottega è uno di quei posti da visitare assolutamente a Bologna, consigliato e raccomandato anche a coloro i quali che per mestiere somministrano cibi e bevande, fanno gli Chef o sono Maestri di sala, fosse solo come percorso gastro-culturale e ”protoprofessionale”, un passaggio nello spazio-tempo del lavoro più bello del mondo, quello di far da mangiare (anche) cose semplici che ti fanno stare da Dio come una volta e servire e rendere felici i propri avventori, quali che siano. Non a caso ci è parso di capire che questo posto qui è sempre pieno. Conto medio sui 50 euro, vini esclusi.

Osteria Bottega, Via S. Caterina, 51 – Bologna – Tel. +39 051.585111

© L’Arcante – riproduzione riservata

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La pizza 4 Stagioni di Ciro Pellone a Fuorigrotta

30 aprile 2019

Alla Loggetta, più o meno una trentina d’anni fa, ci venivamo a giocare a pallone con i compagni di scuola dopo aver fatto ”filone” a scuola: era una tappa obbligata dopo il passaggio al Bowling Oltremare e l’affacciata al San Paolo dove alla domenica furoreggiava Maradona…

Dietro al grande successo della pizza napoletana¤ in città ci sono tanti protagonisti di assoluto valore¤, alcuni nomi storici, molti di grido, anche giovani, e tanti locali di qualità sparsi qua e là tra i suggestivi quartieri del Decumano ma soprattutto tra Mergellina, Chiaia e il ”lungomare liberato”.

Grande merito però va riconosciuto anche alle pizzerie di quartiere come questa della famiglia Ciro Pellone sopra via Mario Gigante, rione Loggetta, tra le tante capaci di mantenere viva la forte vocazione popolare della pizza da asporto, anche con consegna a domicilio, affiancandovi però un servizio al tavolo essenziale ma ben curato, giustamente misurato e in un’ambientazione familiare di grande disponibilità. 

Lontana dai riflettori della città, defilato dal caos di Fuorigrotta, non ci capiti certo per caso da queste parti, eppure, dalla famiglia Pellone ci ritorni con gran piacere. Tra le varie, la proposta ci è sembrata ampia e ben strutturata, da bere c’è Menabrea alla spina, qualche buona bottiglia di vino in carta, un fritto tradizionale e saporito. La nostra 4 Stagioni è con Pomodoro e Fior di latte di Agerola, Salame irpino, Prosciutto cotto, Melanzane a funghetto, Olio extravergine di oliva, Basilico e Parmigiano Reggiano, a € 7,50 in menu, ben spesi.

Pizzeria Ciro Pellone – Via Mario Gigante, 112 – Napoli (NA) – Tel. 081 5934104

© L’Arcante – riproduzione riservata

Quarto, Sud è quando la gioia prende il largo

12 luglio 2016

Sud è sopra molti altri il posto del cuore, sin dai suoi primi passi. Ci torniamo con piacere anche con Letizia e Alessia, qui loro ci stanno volentieri, è ad appena due passi da casa, quindi nessuno stress da viaggio ma soprattutto nessuno tra i camerieri che le guarda in cagnesco, in cerca di guai.

Ristorante Sud, Calamaro, zucca e datteri - foto L'Arcante

La sala gira come un orologio, si usa dire. Diciamo che se qui si sta bene un po’ di merito va anche a loro, a Pino, Carmine e Giannantonio. Perchè quando siedi alla tavola di Sud la gioia prende subito il largo, talvolta incontenibile.

Sono piatti sempre pieni di luce quelli di Marianna, carichi di piacere, ricchi di sfumature, di repentini contrasti. Per ciò, vincenti. Per dirla con il piglio di un architetto, votati ai pieni più che ai vuoti. Il Calamaro, zucca e datteri tra gli ultimi venuti fuori per farsene un’idea più precisa.

Ristorante Sud, Ostriche, friarielli e chinotto - foto L'Arcante

Come pure per Ostriche, friarielli e chinotto, una prova di assoluta grazia per le papille, qui degnamente accompagnato dal Blanc de Noirs di Boizel, squillante contrasto metallico dolce-amaro sostenuto con precisione e carattere da ”bulles” ricche di complessità e autorevolezza elaborate con pinot noir provenienti da Mareuil sur Ay, Cumières, Mailly, les Riceys (di cui almeno il 30% di Vins de Reserve¤).

Champagne Boizel Blanc de Noirs - foto L'Arcante

Seguono l’Impepata¤, ovvero Mischiato delicato con cozze, pepe e limone, Anemoni, lo Spaghettone¤ ai ricci con mozzarella, il Gran Fritto¤, piatti già classici e riferimenti assoluti per la cucina di Sud.

Dicevamo della gioia, sentimento che diventa straripante quando qui ci vieni con le persone che ami, con gli amici che stimi di più con i quali andresti in giro per il mondo a raccogliere storie e pezzi di terra da mettere assieme nel puzzle della vita.

Ristorante Sud, Spaghettone con Anemoni - foto L'Arcante

Con loro, certe bottiglie del cuore che ne raccontano la strada percorsa, i momenti più belli. Come lo Chassagne-Montrachet 2008 di Vincent Girardin, per esempio. Un Vielles Vignes che viene fuori quasi tutto dal ”Les Chaumes”, uno dei più preziosi 1er Cru dell’appellation, vino dal carattere inconfondibile, con un passo formidabile, di grande bevibilità e finezza come solo questo pezzo di Borgogna sa regalare.

Chassagne-Montrachet 2008 Vincent Girardin - foto L'Arcante

Ancora un classico La Tartare di vitello irpino con fichi e nocciole, da tempo stabilmente in carta, dal sapore terragno e voluttuoso. Qui, autentico e verace viene fuori alla grande il Vigna Astroni 2014 di Cantine Astroni, il bianco vulcanico di Gerardo¤ bevuto, si può dire, tutto d’un fiato: avvenente e calibrato al naso, così ampio e varietale, regala sorsi di freschezza e ritagli minerali assai piacevoli. Vino saporito e solare.

Ristorante Sud, Tartare di vitello irpino con fichi e nocciole - foto L'Arcante

In chiusura, La perla del mediterraneo, ovvero il semifreddo alla cassata, pistacchio di Bronte, salsa al passito di Pantelleria e gelée alle pere con anice stellato, dessert che messa così, nero su bianco, sembra venuto fuori da un film di Lina Wertmüller, un po’ come le (astruse ma impeccabili) cravatte che indossa Pino ultimamente, per dire. Più semplicemente è un dolce gustoso e ruffiano, un vero e proprio omaggio al sud più a sud di noi tutti!

Ristorante Sud, La perla del mediterraneo” Semifreddo alla cassata, pistacchio di Bronte, salsa al passito di Pantelleria e gelée alle pere con anice stellato - foto L'Arcante

È una Stella solida quella di Marianna, solidissima, ancora unica per questo territorio e ancora più preziosa perché acciuffata con merito sin da subito, appena dopo poco tempo l’esordio, con sacrifici e abnegazione enormi, e chi non vede questo o è cieco o più semplicemente è in malafede. E vale tanto questa Stella perché si fa autentica ambizione a cui non si può non guardare con attesa e speranza, perché quale che sia il futuro di Sud, qui o altrove, varrà sempre la pena sostenerlo e continuare a viverlo a piene mani. Menu degustazione a 68 euro, escluso i vini.

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Ritorno a Sud¤.

Chiacchiere distintive, Marianna Vitale¤.

Quarto, dietro l’angolo c’è Sud¤.

Ristorante Sud
Via SS Pietro e Paolo n° 8 Quarto (Napoli)
tel. 081.0202708
http://www.sudristorante.it
Aperto la sera, domenica e festivi a pranzo. Chiuso il lunedì

© L’Arcante – riproduzione riservata


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