Archive for the ‘Abruzzo’ Category

Il periodo Rosa

25 luglio 2019

Dal 1905 alla fine del 1906, successivamente il ”Periodo Blu”, Picasso schiarì la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa, che risultano più calde rispetto al blu. Iniziò quello che, infatti, viene definito il “Periodo Rosa”. Il populismo amaro del Periodo Blu ha lasciato il posto a un mondo più idillico e sereno, ispirato prevalentemente alla vita del circo.

Acrobati, bambini, figure corpulente di clowns e di fragili ballerine si dispongono nei quadri di questo periodo con una grazia di balletto, ubbidendo a ritmi armoniosi che la lieve, elegante grafia asseconda e accentua, e il colore si avvale delle sfumature più tenere e chiare la cui dominante cromatica conserva sempre un valore decisamente emozionale.

Ecco, dopo tanto tribolare ci pare la volta buona anche per i vini rosati d’Italia che sembrano finalmente riscuotere il giusto gradimento da parte degli appassionati, dopo anni di oblìo trascorsi alla ricerca della ricetta giusta: ”territoriali e fin troppo corpulenti”, ”originali ma vetusti”, ”gustosi ma pesanti, finanche alcolici”, ”delicati e senza anima” sono solo alcune delle considerazioni più comuni che hanno accompagnato negli ultimi vent’anni i tanti tentativi di affermare un Think Pink made in Italy degno di nota ma che invero necessitava sicuramente di un po’ più di esperienza e che chi si cimentava ci credesse seriamente con una più giusta proiezione a lungo termine su certe varietà e produzioni.

Nelle ultime settimane ci sono capitate a tiro alcune bottiglie davvero originali, e senza per forza doverne fare una classifica di merito proviamo a suggerirne, tra queste, qualcuna molto interessante da portare in tavola in questo specifico periodo; restiamo convinti infatti che questa tipologia di vini abbia proprio nell’estate il suo momento clou e chi sa, o ha saputo ”leggere” bene la vocazione, l’originalità e la tradizione del proprio territorio come questi produttori, riesce a portare in bottiglia un vino rosato, fermo o spumante, di grande qualità e meritevole della vostra attenzione.

Valtènesi Chiaretto RosaMara 2018 Costaripa. Si ritorna sempre con grande piacere sui vini di Mattia Vezzola¤ prodotti sulla sponda di ponente del Lago di Garda, in provincia di Brescia. RosaMara nasce dall’uvaggio classico di questo lembo di terra dal clima mediterraneo, nel cuore della Valtènesi, dove si producono, sotto l’egida di questa nuova denominazione, sostanzialmente due varianti, Rosso e Chiaretto con le uve Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera. In questo caso ci troviamo di fronte a un Chiaretto dal colore delicato, invitante e dai profumi floreali intensi e persuasivi, dal sapore asciutto, inebriante, sapido. Pronto da bere, portatelo in tavola ben freddo come aperitivo, per accompagnare magari degli Spiedini con pomodori ciliegini e mozzarelline oppure con un ricercato Carpaccio di Branzino.

Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Spelt 2018 La Valentina. Siamo a Spoltore, in provincia di Pescara, Abruzzo. Ottenuto dalle stesse uve Montepulciano d’Abruzzo di cui il Cerasuolo rimane una sua variante molto apprezzata, Spelt ha un gradevole colore ciliegia, profumi piacevolissimi di fiori e frutta rossa, sa di rosa e fragoline, ed ha sapore decisamente fruttato, dal sorso asciutto e un finale di bocca morbido e sapido. Provatelo ben fresco con gli Arrosticini oppure con Scamorza affumicata alla piastra e zucchine grigliate.

Spumante Metodo Classico Rosé Brut 50Mesi 2013 Terrazze dell’Etna. L’azienda di Nino Bevilacqua è una splendida realtà di circa 40 ettari nel comune di Randazzo, più precisamente in località Bocca d’Orzo, sull’Etna, con vigne collocate tra i 650 e i 900 metri s.l.m.. Il Rosé Brut 50 Mesi viene fuori da una cuvée di Pinot Nero al 90% e Nerello Mascalese per la restante parte a saldo. Ha una bellissima veste rosa tenue, è brillante e vivace, la spuma è densa e le bollicine sono abbastanza fini, il naso sa anzitutto di erbette, agrumi e piccoli frutti rossi, il sorso è asciutto, ben fresco, piacevolmente vibrante e coinvolgente. Dopo l’esordio di qualche anno fa, la strada tracciata appare davvero entusiasmante, provatelo con piccoli assaggi di mare, ad esempio con Cozze ripiene al forno oppure Gamberi in pastella con alghe di mare!  

Credits Dinamico2.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Il Montepulciano d’Abruzzo 2000 di Emidio Pepe

26 gennaio 2015

Il montepulciano d’Abruzzo¤ è senza ombra di dubbio una delle varietà rosse più versatili del patrimonio ampelografico italiano, forse anche per questo tra le più bistrattate di sempre.

Montepulciano d'Abruzzo 2000 Emidio Pepe - foto A- Di Costanzo

Certo non qui a Torano: che grande bevuta che mi ha regalato questa bottiglia, condivisa con l’amico Davide Rampello¤, forse tra le migliori di sempre a tema montepulciano. Annata calda quella del 2000 da queste parti, di quelle preferite dal buon Emidio, quando la piena maturazione delle uve dà spessore e larghezza al vino già per sua natura proiettato a lunga vita.

Il colore è splendido, chiaramente granato ma vivo. Il naso è austero, chiede e merita tempo, gira inizialmente intorno a note salmastre e terra bagnata, appena un accenno di spezie, in sottofondo frutta macerata. Il sorso è subito pieno, prepotente quasi, dalla trama asciutta e calda, avvolgente e risoluta; riportare il bicchiere alle labbra è un gioco di sottile seduzione necessario e piacevolissimo.

Un grande rosso questo di Emidio Pepe¤, lontano dalle discussioni, dalle chiacchiere infinite su ‘biodinamico sì, biodinamico no, biodinamico forse’, un vino dal carattere raro e compiuto che raccoglie una lunga tradizione e la consegna nelle mani delle future generazioni. Una bottiglia con un grande messaggio per il futuro: autenticità.

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San Martino sulla Marrucina, Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic ’00 Gianni Masciarelli

3 settembre 2012

Lì a San Martino sulla Marrucina ci sono capitato ahimé una sola volta, era pieno agosto 2001 e la cantina era tutto un cantiere. Non potemmo vedere molto, ma cogliemmo pienamente quanto si andava scrivendo in quegli anni in quello splendido angolo d’Abruzzo; l’ormai consolidato successo del Montepulciano Villa Gemma e il talento irrefrenabile di Gianni Masciarelli avevano bisogno di una “casa” all’altezza della situazione. Con Lilly avevamo deciso di passare quell’estate tra le vigne d’Abruzzo, Marche, Umbria e Toscana; Guardiagrele, Peppino Tinari, Valentini e Masciarelli appunto erano solo la prima tappa di un viaggio che si sarebbe rivelato poi una delle esperienze più ricche ed entusiasmanti della nostra vita.

Ricordo, lasciato allora tra gli appunti di una sbiadita copia della Michelin di quell’anno, un grande Montepulciano Marina Cvetic 1997 bevuto proprio una sera di quelle passata a mangiare “Pallotte case e ove” e “Costine d’Agnello” al Villa Maiella: “spettacolare” si legge, “l’Albergo Ristorante dei Tinari ed il vino di Masciarelli”. Se chiudo gli occhi mi pare di rivedere tutto lo splendido carrello della colazione servita in camera ogni mattina. Un incanto di profumi e sapori abruzzesi. Poi riassaporo quel vino, dal colore intenso e porpora, il naso ruvido e sgraziato, appena ridotto ma di una autenticità unica, corpulento e succoso. Senza fronzoli e franco. Gran Vino!

Un vino deve avere una storia, portare con se un messaggio, rievocare la sua terra, le persone che l’hanno forgiato, si dice. Eccone uno di quelli impeccabili, tiri via il tappo a questo 2000, temi l’irreparabile ed invece ti si apre un mondo davanti: colori, profumi e sapori di una terra splendida che non vorresti mai smettere di camminare, vivere, portare con te. Il bicchiere mostra un vino ancora in grande forma, il timbro è rosso rubino, solo appena sgranato sull’unghia. Il naso è un portento, c’è ancora tanto frutto, maturo, pienamente espresso ma vivo: si colgono persuasive note di viola, mora, amarena, poi ancora mirtillo, quindi tabacco e liquirizia, cuoio e una certa carica balsamica. Il sorso è succoso, pare tingere il palato, ancora appena tannico ma di enorme piacevolezza. Chiude nerboruto e sfrontato, come i meravigliosi anni che ci ha regalato Gianni Masciarelli.

© L’Arcante – riproduzione riservata


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