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Alto Adige Pinot Bianco Vorberg 2016 Terlan

8 dicembre 2018

Per gli appassionati della tipologia Vorberg è certamente un’etichetta di riferimento assoluto; un vino, quale che sia il millesimo che si va descrivendo, di sovente descritto come ”ancora giovane, lontano dalla piena maturità espressiva” come se per i vini di Terlano non vi fosse mai possibilità di una benché minima curva di decadimento.

E’ quel che si dice ‘un vino di montagna’ il Pinot Bianco Riserva Vorberg¤ di Terlan. Le uve provengono tutte dalle vigne del versante meridionale del Monzoccolo, nel pieno del territorio DOC di Terlano, vigne piantate su clivi e terrazzamenti posti tra i 350 e 950 metri s.l.m., di età media tra i 20 e i 40 anni.

Il pinot bianco (o Weißburgunder) dà generalmente vini non subito amatissimi dal grande pubblico, talvolta un po’ troppo ‘verdi’, per non dire bruschi, asprigni quasi, ma il Vorberg gioca in un’altra categoria. L’impronta è tipicamente varietale ma la sostanza ci consegna un vino che tende ben oltre le prime avvisaglie di verticalità, il sorso pungente, la freschezza gustativa: vi è molto, molto di più nel bicchiere.

C’è infatti da dire che i vini di Terlano danno il loro meglio con un po’ di anni di maturità e questo duemilasedici ne offre parecchi di spunti in questa direzione. Se il primo sorso è infatti apparentemente scarno, perché baldanzoso e rinfrescante, il naso è subito variopinto, balsamico e gioviale ma il corredo aromatico pian piano si arricchisce anche di note fruttate di agrumi, sentori di miele e mandorla, pietra focaia, così il finale di bocca, che rimane estremamente piacevole ma ricco di energia, acidità, nerbo.

E’ insomma un vino che possiede grande personalità e lunghezza, non abbiamo dubbi che tra qualche anno ce lo ritroveremo sicuramente ”ancora giovane, lontano dalla piena maturità espressiva”. E ne potremo ancora lasciare traccia a futura memoria.

© L’Arcante – riproduzione riservata

A. A. Pinot Bianco Riserva Vorberg ’10 Terlan

13 luglio 2013

In giro si trovano ancora alcune vecchie annate di Vorberg che qualcuno dipinge di sovente ‘ancora in piena maturità espressiva’. Da quanta personalità vien fuori da un assaggio così ‘giovane’ come questo non v’è dubbio che c’è da credergli a mani basse…

A. Adige Pinot Bianco Riserva Vorberg Terlan - foto A. Di Costanzo

E’ quel che si dice ‘un vino di montagna’ il Pinot Bianco Riserva Vorberg¤ di Terlan. Le uve provengono da una cernita in vigne che s’innalzano dai 350 metri sino ai quasi mille d’altitudine sopra il livello del mare. Il vino fermenta in botti di rovere grandi dove poi vi rimane circa un anno. Arriva così sul mercato a più o meno due anni dalla vendemmia.

L’impronta è tipicamente minerale con note addirittura iodate. Il 2010 offre però un corredo aromatico che pian piano si arricchisce anche di note fruttate e sentori di erbe aromatiche, un lento divenire, sussurrato quasi, estremamente piacevole. Il primo sorso è scarno, apparentemente perché si fa quasi subito baldanzoso e rinfrescante, balsamico; ha personalità e lunghezza, chiude asciutto e saporito. Interminabile.

Il pinot bianco (o Weißburgunder) dà generalmente vini non sempre amatissimi dal grande pubblico, talvolta un po’ troppo ‘verdi’, per non dire bruschi, asprigni quasi, ma il Vorberg – un riferimento per la tipologia quantomeno per i suoi 20 anni di produzione ormai prossimi, ndr – riesce a conquistare anche i palati meno avvezzi.


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