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Taurasi Vendemmia 2008| Anticipazioni…

22 gennaio 2012

Lo ammetto, sono a secco di argomenti per elogiare ancora una volta il prezioso lavoro svolto dai ragazzi di Miriade&Partners con questa ennesima interessante anteprima sul Taurasi; ma che bravi, che impegno, che dedizione. E che parterre di giornalisti, blogger, sommelier autorevoli!

Ma prima di tuffarci nel vivo delle degustazioni e delle impressioni a caldo offerte dall’interessante panel di quest’anno, è opportuno dedicare un po’ di attenzione ad alcuni nuovi spunti venuti fuori quest’oggi; un esercizio necessario per inquadrare meglio l’areale, la sua proposta sempre più articolata e le prospettive, certamente complesse ma non più di così difficile interpretazione.

Spesso ci siamo chiesti (e augurati) che si potesse guardare al vino Taurasi con gli stessi occhi con i quali un appassionato si approccia per esempio ad un Barolo, riferendosi cioè non più semplicemente al vitigno originario o alla mera definizione legislativa, ma bensì alla sua tipicità manifesta in un determinato microclima, in una particolare zona della denominazione quando non addirittura di una specifica vigna; insomma, se ai più viene naturale cogliere e raccontare dello stile, delle sfumature dei nebbiolo di Serralunga d’Alba e La Morra, perché non dovrebbe accadere lo stesso per esempio per gli aglianico di Lapìo o Mirabella Eclano o ancora quello di Montemarano?

Da dove cominciare? Bene, a guidarci per mano in questo nuovo scenario ci ha pensato Paolo De Cristofaro¤, con un lavoro certosino, millimetrico quasi, sulle macro-aree interessate alla coltivazione di aglianico e aglianico da Taurasi; un lavoro, per chi mastica vino, straordinariamente puntuale ed efficace, una guida indispensabile, per cominciare a chiarire quegli aspetti ormai ineludibili quando si racconta e si scrive di Taurasi o di aglianico di queste terre; perché, come sottolinea lo stesso autore, “come spesso accade, il disciplinare dice poco di un vino con una forte identità varietale e territoriale e che sempre più richiede di essere declinato al plurale, prendendo atto delle numerose variabili zonali, agronomiche, enologiche-stilistiche e del crescente numero di aziende produttrici, passate da meno di dieci (fine deglia nni ’80) alle 60 di oggi”.

Così con l’impegno di ritornare sull’argomento a breve, soprattutto perché questa lettura mi ha subito appassionato parecchio – ha tanto da insegnarci -, ecco come ci è stato presentato il panel d’assaggio di quest’anteprima che vi racconterò domani. I Taurasi degustati sono stati divisi in cinque gruppi territoriali:

  • Gli Assemblaggi, quei vini cioè provenienti da due o più distinte macro-aree;
  • Quadrante Nord – Riva Sinistra del fiume Calore, con le vigne in Venticano, Pietradefusi e Torre Le Nocelle;
  • Versante Ovest – Le Terre del Fiano, con vigne ubicate a Montemiletto, San Mango sul Calore, Montefalcione e Lapìo; con quest’ultimi due comuni gli unici ammessi alla produzione sia di Taurasi e che di fiano di Avellino);
  • Valle Centrale – Riva Destra del fiume Calore. Il territorio senz’altro più frammentato dell’areale con le vigne ubicate in Taurasi, Mirabella Eclano, Luogosano, Bonito, Sant’Angelo all’Esca e Fontanarosa;
  • Versante Sud – Alta Valle, dove il vigneto ad aglianico assume una quota di rilevanza notevole, talvolta esclusiva, distribuito nei comuni di Castelvetere sul Calore, Montemarano, Castelfranci e Paternopoli.

 Taurasi Vendemmia 2008, qui tutte le degustazioni all’anteprima.

Aspettando “Taurasi Vendemmia 2008”, subito una buona notizia per tutti gli appassionati…

16 gennaio 2012

Per dirla con Raffaele Del Franco, noto sbevazzatore sommelier irpino di Aiello del Sabato formatosi – dicono insistenti voci – nel chiantigiano, “il più importante, preciso e completo approfondimento sulla storia reale e i territori del Taurasi Docg lo poteva fare solo Paolo De Cristofaro”.

Così, in attesa dell’anteprima 2008 in scena questo week-end prossimo, rilancio molto volentieri, per i fedelissimi seguaci di queste pagine, nonché per i grandi appassionati di vini campani sparsi in lungo e in largo nel mondo (ouch!), questo pregevole lavoro sul Taurasi, on-line da qualche giorno qui, grazie ai ragazzi di Miriade&Partners.

Giusto per darvi un’anticipazione, le ultime quattro annate in commercio per esempio, alle quali “anteprime” ebbi il piacere di parteciparvi e di raccontarle, qui come altrove, sono così magistralmente riassunte: la vendemmia 2007, valutata 16/20, viene descritta come un’annata “equilibrata, carnosa e accessibile, con un ottimo potenziale evolutivo”. La 2006 invece (rating: 15/20) come “un’annata “calda, capricciosa, eterogenea, con i migliori potenti e nervosi, da aspettare”. La vendemmia 2005, millesimo da 17,5/20, “fresca, articolata, elegante; da lungo invecchiamento”. Mentre la 2004 – non a caso, con l’88 e il ’90, ritenuta da molti addetti ai lavori un riferimento assoluto per gli ultimi vent’anni di Taurasi -, un’ annata da 18/20, di quelle, per dirla con la maniera toscana, a cinque stelle, “con un andamento regolare, tardiva, austera, da lungo invecchiamento”.

Insomma cari amici, un lavoro del genere, così prezioso e autorevole, oltretutto con moltissimi altri riferimenti imperdibili, non può assolutamente mancare nel vostro carniere da enostrippati.


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