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Ancora una chicca dalla Valtellina, anzi, una vera perla: l’Extra Brut di Pignola di Marco Triacca

13 marzo 2014

Non è proprio nell’ordine delle cose pensare alla Valtellina e al contempo ad uno spumante, men che meno ad un Extra Brut Metodo Classico.

La Perla, Metodo Classico Extra Brut Marco Triacca - foto L'Arcante

L’azzardo appare ancor più fuori dal comune se aggiungiamo a questa particolarità l’utilizzo per la spumantizzazione di una delle varietà autoctone più antiche di queste parti, la pignola valtellinese¤. Una varietà rossa rara, di origine piemontese – trapiantata poi in Lombardia e in Valtellina in principal modo -, in questo caso vinificata in bianco ma che, generalmente, quando vinificata in purezza dà vini rossi austeri e terragni molto interessanti ma soprattutto capaci di invecchiare a lungo e strappare consensi dai palati più fini ed attenti.

La Perla, così si chiama lo spumante (e l’azienda) che Marco Triacca¤ ha dedicato alla memoria della madre, viene lasciato maturare circa 20 mesi prima della sboccatura, non dosato, proprio per mantenerne quanto più possibile inalterate le caratteristiche del varietale. È uno spumante fresco e scattante, ha un naso fragrante e dall’impronta olfattiva principalmente floreale, fine, con rimandi a prugna gialla e frutta secca, nocciola e mandorla. Ha una bolla sottile, il sorso è piacevole, vivace, particolarmente sapido. Saranno appena 3000 bottiglie, una chicca, anzi, una  vera perla.

© L’Arcante – riproduzione riservata

San Martino della Battaglia, Agriturismo Armea

10 aprile 2010

E’ un luogo che amo particolarmente, ci ritorno volentieri ogni qual volta decido di partecipare al Vinitaly oppure quando mi sono trovato per altre ragioni in zona. L’agriturismo è posizionato proprio ai piedi della torre di S. Martino della Battaglia, in una località di intensa suggestività agreste, a 4 km da Sirmione e a 4 kilometri da Desenzano del Garda, appena all’uscita dell’autostrada Venezia-Milano. L’ho scoperto la prima volta nel 2000 su segnalazione di alcuni amici vignaioli, l’ ambiente è familiare, curatissimo, migliorato negli anni: oggi c’è anche una piscina ed il parco a disposizione per delle passeggiate in campagna è cresciuto. Le camere, circa otto, ed alcuni mini appartamenti, sono tutti in muratura e legno massello, caldi, curati e ben arredati, con tutti i confort essenziali per trascorrere una vacanza breve o anche sino ad una settimana. Buona anche la cucina di casa, tradizionale locale, e sostanziosa la piccola colazione del mattino servita con tutti prodotti di produzione propria (eccetto naturalmente il latte, il caffè ed alcune confetture).

Armea è un posto da segnare in agenda; Costi dai 50 euro per una camera anche uso singola (con due letti) ai 75 euro (sino a tre letti); Come riferimento Sig.ra Vania.

AGRITURISMO ARMEA
Località Armea – Fraz. S. Martino della Battaglia
25010 Desenzano del Garda – Lago di Garda – Italia
Tel: +39-030.9910481
Email:
info@agriturismoarmea.it

Erbusco, Annamaria Clementi 2002 Ca’del Bosco

21 dicembre 2009

La storia ci consegna questa favola: in Franciacorta, area viticola della Lombardia, nel bresciano, in una grande casa nel bosco, si stabilì verso la metà del 1965 Annamaria Clementi Zanella, madre di quel Maurizio Zanella che oggi firma con il suo nome una delle più prestigiose realtà enologiche italiane, Ca’ del Bosco.

Azienda Ca'del Bosco-Erbusco

Qui, fra le colline di Erbusco, Maurizio incomincia a coltivare la passione per vini nobili e pregiati e di lanciare la sfida, in quegli anni parecchio ambiziosa, di dare vita e sostegno ad un nuovo polo spumantistico italiano all’avanguardia.

Ca’ del Bosco oggi conduce circa 155 ettari di vigneto dislocati in otto comuni diversi della Franciacorta. Negli anni molte delle vecchie vigne sono state reimpiantate per dare vita a sistemi di coltivazione più efficienti, abbandonando i vecchi sistemi a Sylvoz e Casarsa (3 mt. x 3 mt. con piante in coppia, ovvero 2.200 ceppi per ettaro) con il più moderno Guyot (1,00 mt. x 1,00 mt., ovvero 10.000 ceppi per ettaro): nuove metodologie d’impianto che, con un maggior numero di piante per ettaro e una minor quantità di uva per pianta hanno permesso negli anni di ottenere uve di maggiore pregio e quindi vini base per i Franciacorta di qualità superiore.

L’Annamaria Clementi 2002 è di colore giallo paglierino molto intenso, di estrema luminosità, limpido sino alla brillantezza, le bollicine sono fini e molto persistenti e regalano una spuma intensa e cremosa. Il primo naso offre sensazioni immediatamente dolci, fruttate e floreali, si percepiscono nitidamente note di pesca sciroppata, di mango, poi sentori di paglia e fieno. L’ampio spettro olfattivo è molto intenso ed assolutamente di qualità fine, vengono fuori anche note sottili di agrumi e poi lentamente vaniglia e nocciola. Un naso emblematico ed avvincente. In bocca è decisamente appagante, acidità e sapidità sono fuse e profuse verso una morbidezza accattivante ed invitante alla beva.

Annamaria Clementi - foto Archivio Cà del Bosco

Un vino di pregevole intensità, integrità ed equilibrio, non mi va di sciorinare raccomandazioni sulla sua conservazione vita natural durante poiché sono convinto assertore che certe bollicine vanno gustate nello stesso momento in cui si è deciso di farle passare sul mercato, ma dimenticarla per qualche anno in cantina, per sbaglio, non ne pregiudicherebbe certo il suo valore.

La cuvèe Annamaria Clementi viene prodotta da Ca’del Bosco dal 1979 unicamente con le migliori uve di proprietà e solo nelle annate più favorevoli. Da bere su piatti particolari, lo vedrei perfettamente integrato al delizioso Raviolo di patate di Folloni con tartufo bianco Irpino di Tonino Pisaniello della Locanda di Bu di Nusco.


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