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Montalcino, il Rosso 2007 di Diego Molinari val più di un qualunque altro signor Brunello!

2 febbraio 2011

Non si può dire certo che Diego Molinari sia, tra i produttori di Montalcino, il più disponibile ed affabulatore, tutt’altro; ma sarà stata l’atmosfera, la serata giusta, la gran vena della splendida moglie Nora, che l’altra sera ci ha regalato momenti di vita vissuta incredibili, a tratti indimenticabili.

Gli avevo a lungo chiesto di accoglierci nella sua splendida cantina, e girando per il paese, conoscendolo, in molti ci davano per spacciati: “E’ un tipo particolare il Molinari, riottoso, poco socievole, provateci pure ma non credo che vi offrirà più d’un saluto telefonico”. E Come spesso accade, è proprio questa particolare chiusura che mi ispira di più, un po’ come la ricerca di quel forziere dimenticato chissà dove di cui tutti ne parlano ma nessuno sa veramente cosa c’è dentro. Di Cerbaiona però, l’azienda di Molinari, se ne parla da sempre, almeno sin dalla sua fondazione alla fine degli anni settanta; il suo Brunello è tra i più acclamati del comprensorio, la stoffa dei suoi vini forse la più pregiata di questo versante montalcinese, in certe annate quasi inarrivabile, per questo irripetibile.

Dicevo della splendida moglie Nora, oggi donna di una certa maturità eppure dinamica e risoluta come poche altre incontrate sino ad oggi; lui racconta quasi rapito che l’ha conosciuta – siamo più o meno negli anni settanta – sopra i cieli d’europa, durante i suoi viaggi che faceva come pilota d’aereo per lAlitalia: “una mattina, particolarmente movimentata (…del cazzo, cit.) ci siamo ritrovati nella splendida Parigi, lì ci siamo promessi amore eterno”. E’ lei, oggi, il vero motore della piccola azienda agricola, basta osservare con quale cordiale osservanza ruba lentamente la scena al marito sino a coinvolgere i suoi avventori che non possono non rimanerne rapiti: intuitiva, solare, affabile, anche quando ha dovuto giustificare al marito che avevamo ritrovato in cantina una bottiglia di Brunello 2004, che lui – precedentemente al suo arrivo – ci aveva categoricamente escluso che potesse ancora avere.

Nelle prossime settimane leggerete parecchio di Montalcino, di luoghi, persone e memorie, nonché delle bellissime esperienze che ho avuto la fortuna di condividere con amici a me particolarmente cari; il primo vino però di cui vi voglio subito raccontare è questo splendido Rosso di Montalcino 2007, che mi ha letteralmente folgorato per consistenza e carattere; alla cieca metterebbe in fila, e di parecchio, diversi Brunello, e non mi sto affatto mordendo la lingua! Il colore è di un bel rubino fermo e compatto, già come scorre nel bicchiere ti accorgi di avere di fronte un gran bel vino. Il primo naso è tutto frutto, polposo, ricco, avvolgente, pimpante; note di frutti rossi sottospirito e neri in confettura che non mancano di lievi e finissime note tostate, balsamiche. Il Palato è fresco, avvinghiato ad una piacevolissima sensazione espettorante che rinfranca le papille gustative, la vivacità gustativa è palese e non effimera, il frutto pare quasi masticarlo, il finale di bocca da rimanerci a pensare per tempo, di una sapidità quasi marina. Fossero tutti così espressivi i Rosso di Montalcino, altro che fratello povero del Brunello!


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