Posts Tagged ‘pescatore’

La prima volta al ristorante (certo non è che l’abbia sognata proprio così, ma tant’è…)

1 ottobre 2013

Luglio 1990, i primi passi. Caro diario, così questo fine settimana è andato via. Sono distrutto. Non pensavo fosse così dura fare il lavapiatti. Che poi ieri quel matrimonio non finiva più, alle due di notte ‘pasta e fagioli con le cozze’: questi sono matti!

A fine serata sono salito in sala, i ragazzi stavano sistemando i tavoli per la comunione di domani, gli ho portato i bicchieri da passare. Non so, ho avuto una strana sensazione. E poi – cavolo! mi sono detto – tra loro ho riconosciuto Alfonsino, gioca i tornei di calcetto nel Rione, lo chiamano El Buitre, è fortissimo!

Ludovico, il capo chef, è una brava persona, almeno così mi sembra; ieri mattina, mentre pulivo le cozze mi ha avvicinato chiamandomi Pino Daniele (dice che gli rassomiglio, boh…) attaccando bottone con me. Ha saputo da uno dei proprietari che papà fa il pescatore, dice di conoscerlo e con lui i miei tre fratelli. Mi ha detto che sono ancora in tempo a lasciar perdere, che questo è un mestiere duro e pieno di sacrifici. Gli ho risposto che per quello che vedo fare a mio padre, Nicola, Vincenzo e Nunzio non c’è da preoccuparsi, loro sì che si fanno il mazzo.

Mamma però ieri s’è rammaricata parecchio, mi ha visto le mani tutte piene di piaghe e mi ha intimato di non tornare al lavoro. Gli ho spiegato che mi si erano rotti i guanti e che la lavastoviglie non funzionava (non ci sono soldi al momento, hanno detto). Tutto però tornerà a posto settimana prossima. E poi vuoi mettere che finalmente non dovrò più chiedergli soldi? Anzi domani gli passo 20.000 lire da quello che ho guadagnato. No, indietro non si torna, non si torna no.

A mio padre

2 luglio 2011

Avere un rapporto meraviglioso con i propri genitori non è facile, soprattutto quando la differenza di età, negli anni, volge a sottolineare sempre di più una distanza tra le parti che pare addirittura correre sul filo di quasi tre generazioni; ma il sentimento rimane forte, forse ancor più di quanto si possa immaginare vivendolo tutti i giorni. A mia madre, e a mio padre, devo tanto, molto più della vita stessa.

A lui, 81 anni suonati proprio oggi, non ho mai fatto troppe domande, forse nella consapevolezza di non poter ricevere quelle risposte che uno s’attende, o forse, più semplicemente, perché non ce n’è mai stato bisogno. Ho imparato però a leggergli fino in fondo gli occhi, in ogni momento di vita che abbiamo condiviso, quegli stessi occhi che ne hanno visto tante, davvero tante, dalla guerra vissuta in piena adolescenza – età frantumata che nessuno gli ha più restituito -, alla fatica, quella vera, profusa ogni giorno nel mestiere più affascinate, autentico e dannatamente duro del mondo, il pescatore; una via maestra imprenscindibile. Sessant’anni c’ha speso in mezzo al mare, tanti quanti non basterebbero a ripercorrere tutti i suoi passi a ritroso nel tempo. Buon compleanno papà!


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