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Lista della spesa per i prossimi giorni

17 aprile 2019

Il curioso calendario delle prossime settimane consente di programmare – tempo permettendo – qualche spensierato fuoriporta da aggiungere agli appuntamenti irrinunciabili già fissati dalle festività nazionali e dalle ricorrenze cattoliche.

Un picnic di Pasquetta - foto tratta dal web

Ne approfittiamo quindi per accodarci anche noi ai tanti suggerimenti che vi staranno arrivando – dove andare, i luoghi da visitare, cosa mangiare, ndr -,  segnalandovi giusto qualche buona bottiglia da ricercare o da portarsi dietro in caso di necessità per bene bene, ovviamente sempre che proprio non vi riesce di bere vini dei Campi Flegrei! Attenzione agli abbinamenti consigliati, alcuni sono da brevetto depositato!

Asprinio d’Aversa Spumante Brut Terramasca 2017 Drengot, una piacevole scoperta durante l’ultima sessione di assaggi a Campania Stories dello scorso Marzo. Di quanto siamo innamorati del varietale e di questa denominazione è ben noto, fa piacere che il numero di produttori in campo si allarga, puntando soprattutto sulla qualità, come in questo caso. Bolle fini e quadro aromatico suggestivo, sorso seducente e vivace. Con o’ pere e o’ musso, con sale e limone.

Falanghina del Sannio Svelato 2018Terre Stregate L’azienda dei fratelli Iacobucci è ben nota per la sua produzione di olio extravergine di oliva a cui da tempo si è affiancata (nuovamente) la produzione vitivinicola. I risultati sono di tutto rispetto, tutti i vini mantegono uno standard estremamente elevato, molto seducente questa Falanghina duemiladiciotto, sin dal colore paglierino luminoso. Il naso è avvenente, ha sentori di fiori bianchi, di pesca e di mela, il sorso è sottile, morbido, estremeamente bevibile. Con fave, ricotta (appena) salata e pancetta.

Greco di Tufo Cutizzi 2018Feudi di San Gregorio Non è mai semplice pensare ad un greco d’annata già così espressivo eppure va delineandosi un millesimo di grandi soddisfazioni soprattutto per coloro i quali hanno saputo leggere una vendemmia così eterogenea anche in un territorio così apparentemente ristretto come quello della denominazione greco di Tufo in provincia di Avellino. Il colore paglierino è luminoso, il naso già ampio e affascinante, verticale, anzitutto fruttato e marino, il sorso è caratterizzato da precise connotazioni minerali e da un finale di bocca appagante e sapido. Con i calzoncini fritti con cicoli e ricotta.

Terre del Volturno Pallagrello bianco L’Oca guardiana che dorme beata 2017Aia delle Monache Viene quantomeno difficile mettersi nei panni di un sommelier alle prese con l’inserimento in carta di un vino dal nome così lungo, lunghissimo. Scherzi a parte però, ne vale veramente la pena, che buono questo duemiladiciassette! Dopo il successo delle prime aziende che storicamente hanno dato il via alla riscoperta e valorizzazione di questo areale e di questo varietale, ecco una nuova splendida realtà in forte ascesa. Pallagrello bianco dal timbro molto coinvolgente, il naso è intriso di fiori e frutta a polpa gialla, in bocca è ben teso, lungo, coinvolgente e dal finale di bocca quasi balsamico. Con i carciofi arrosto.

Paestum Fiano Kratos 2017Luigi Maffini Rimane questo di Maffini un vino del cuore, una perla della produzione cilentana e tra i più buoni fiano prodotti in Campania, dal colore paglierino, il naso regala sentori avvenenti e sensazioni molto coinvolgenti, ricordi di passeggiate lungo le scogliere di Licosa, il sorso è scattante e intenso, pieno e sapido. Con la pasta e patate con le cozze.

Penisola Sorrentina Gragnano Ottouve 2018Salvatore Martusciello Non può assolutamente mancare sulle tavole di questi giorni, a casa o fuoriporta è il Gragnano il vino della gioia e della spensieratezza. Con quel suo colore porpora vivace, quella soffice corona di spuma evanescente, dal naso vinoso e sfacciatamente fruttato, conserva il sapore asciutto e ammiccante della tradizione popolare nobilitato dalla frutta rossa croccante, dal lampone e i ribes neri. Con il casatiello o il tortano e la pizza ‘chiena.

Sannio Sant’Agata dei Goti Piedirosso Artus 2017Mustilli Non possiamo che ammirare il grande lavoro portato avanti negli ultimi anni dalla famiglia Mustilli, un lavoro anzitutto mirato alla valorizzazione del grande patrimonio storico e culturale che rappresenta la loro opera sul territorio sannita di Sant’Agata dei Goti, poi in vigna e in cantina dove hanno saputo riprendere per mano quel valore di eccellenza che fa, ad esempio di questo vino, uno dei migliori Piedirosso in circolazione bevuti negli ultimi anni. Dal bel colore intenso, ha profumi riconoscibili di gerani e piccoli frutti neri, un sorso scalpitante, progressivo, sapido e affilato. Con la frittata di maccheroni, quella rossa.

Lacryma Christi del Vesuvio rosso Gelsonero 2014Villa Dora Ne scriviamo e riscriviamo senza sosta, il Gelsonero è un manifesto dello sposalizio tra Aglianico e Piedirosso, le varietà rosse tradizionali dell’areale, ne viene fuori un vino avvenente, scuro nel colore perchè ricco e intriso di stoffa, immediato e godibile come il Piedirosso sa essere ed ampio, polposo e intrigante come promette l’Aglianico di queste terre. Annata straordinaria per i vini del Vesuvio. Con la lasagna al ragù alla bolognese.

Costa d’Amalfi Tramonti Rosso A’ Scippata 2013Apicella Un grande vino, rappresentativo di un territorio particolare e suggestivo. Mantiene una linea espressiva molto profonda, giocata su acidità e forza, in questo momento in perfetto equilibrio, ci regala un sorso avvincente che chiede portate ricche, che richama opulenza nel piatto. Si beve con soddisfazione, lascia dietro di se una scia di soddisfazione abbastanza evidente. Con le salsicce al finocchietto arrosto con i friarielli.

Irpinia Campi Taurasini Ion 2016Stefania Barbot Ci ritorniamo con piacere perché rimane il pensiero di un gran bel vino da seguire nei prossimi anni, tra i pochissimi rossi irpini al momento ad emergere nettamente tra quelli a denominazione Campi Taurasini, sottozona della doc Irpinia. Dal colore vivacissimo, intrigante, offre un naso incredibilmente ampio e fruttato, balsamico. Il sorso è asciutto, il tannino è percepito ben levigato, il finale di bocca è piacevolissimo, fresco e lievemente speziato. Con l’agnello alla brace con contorno di piselli e guanciale. 

© L’Arcante – riproduzione riservata

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