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Il cambiamento

25 luglio 2026

Il cambiamento è un processo costante e inevitabile che coinvolge la trasformazione di sé, delle abitudini, delle circostanze e della società, offrendo spesso l’opportunità di cimentarsi in nuove sfide che con esse possono offrire interessanti opportunità di crescita.

Il termine stesso ‘’cambiamento’’ deriva dal verbo cambiare e indica pertanto il mutare o trasformarsi di qualcosa o qualcuno: ci sono cambiamenti di casa, di stagione, di stato civile o di abitudini. Può riferirsi a mutamenti concreti, come il passaggio da uno stato fisico a un altro, o a mutamenti figurati, come un cambiamento improvviso di situazione o di prospettiva nella vita personale o sociale.

Ciò ha effetti naturalmente sulla crescita personale, il cambiamento richiede infatti assumersi la responsabilità delle proprie azioni e affrontare le cinque fasi del cambiamento: consapevolezza, decisione, azione, consolidamento e mantenimento. Molte persone si bloccano nelle prime fasi perché non hanno strumenti per gestire la transizione o perché aspettano soluzioni esterne invece di agire attivamente. L’azione e il consolidamento sono certamente due fasi essenziali e il mantenimento può significare anche uscirne migliorati; ogni incontro o pensiero (proprio e altrui) contribuiscono a plasmare chi siamo, rendendo il cambiamento un elemento intrinseco della nostra vita, vieppiù sul lavoro.

Il cambiamento infatti non riguarda solo l’individuo, ma anche il nucleo intorno a noi, la società in cui viviamo. Banalmente potremmo riferire del valore assoluto di alcuni eventi storici, delle innovazioni tecnologiche e/o dei movimenti culturali che hanno trasformato e contribuiscono a trasformare valori, abitudini e strutture sociali.

E nel mondo contemporaneo sembra quasi superfluo sottolineare quanto sia più veloce il cambiamento in atto, alcuni talmente rapidi da farci sembrare assolutamente inadeguati nonostante restiamo convinti di essere ben disposti e preparati nell’affrontarli, pensiamo alla tecnologia, all’ambiente e alla globalizzazione, che hanno richiesto e che continuano a richiedere adattamento e consapevolezza.

Insomma, affrontare il cambiamento in modo efficace significa riconoscerlo come opportunità di crescita e sviluppare strategie pratiche, a partire dal saper accettare l’incertezza e la paura come parte del processo, focalizzarsi sugli aspetti positivi e sulle possibilità di apprendimento, pianificare piccoli passi concreti per adattarsi gradualmente e infine coltivare resilienza e flessibilità mentale, grazie anche alla consapevolezza nel cercare supporto e confronto con altre persone.

Il cambiamento, per dirla con altre parole, non è né intrinsecamente positivo né negativo, più semplicemente è un processo naturale che, se affrontato consapevolmente, permette di evolvere, imparare e perché no diventare la versione migliore di sé stessi!

© L’Arcante – riproduzione riservata

Sono trascorsi già 10 anni!

30 dicembre 2024

A vent’anni il lavoro non lo scegli, lo fai e basta. Ne senti il bisogno, come l’acqua, per nutrire tutti i tuoi desideri.

Non ci pensi alla fatica, alle ore lavorate, alle rinunce, alle corse, ai momenti mancati e quelli persi che non ritorneranno. Ti fai bastare quello che hai perché è quello che ti serve. Per quelli come me, per quelli della mia generazione, per tutti quelli cresciuti nel mio quartiere tra gli anni ’80 e ’90, il lavoro ha rappresentato una conquista preziosa che ci ha salvato dalle insidie e da sbandate pericolose; certo io mi sono salvato molto prima, anzitutto grazie all’esempio di mio padre e alla mia famiglia: non c’è un giorno che comincia in cui non ho un pensiero di gratitudine per tutti loro!

Poi cresci, prendi la tua strada, maturi e Il mondo in cui vivi, soprattutto fuori dalla famiglia, ti porta facilmente a guardare ogni volta con occhi diversi la vita davanti. Gli anni passano, i tempi cambiano, mutano gli scenari, continui a non pensare alla fatica, alle ore lavorate, alle rinunce, alle corse, ai momenti mancati e quelli persi che non ritorneranno, assumono però via via peso e significati sempre più consistenti: dopo l’amore, magari quello della vita, arrivano i figli, nuovi progetti, ambizioni, sfide, sconfitte, fallimenti e rinascita; aumentano talvolta le distanze, il vuoto, la solitudine, i silenzi e i sacrifici diventano significativi e le responsabilità, passati i trent’anni superano di gran lunga i desideri. Succede così che il lavoro che fai, quello che magari manco pensi di aver scelto, ti è entrato dentro, ha preso possesso della tua vita ed è pronto a farne quello che vuole.

Ciascuno ha un proprio bagaglio di talenti, specialità, desideri, sogni, valori che lo rendono unico. Nutrire questa ambizione è doveroso, forse più che un diritto, nulla va lasciato per strada intentato. Attenzione però, l’ambizione non deve mai diventare arrivismo! Sono questi i valori che mi hanno spinto sino a qui, sono i valori che mi hanno convinto, dieci anni fa, a lasciare la mia comfort zone del prestigioso albergo in cui lavoravo da anni come Head Sommelier per spingermi a migliorare ed avviarmi a nuove sfide professionali, prima come Operations Manager e, a distanza di anni di duro lavoro, oggi, come Director of Food and Beverage. E’ un anniversario importante che gratifica e motiva, che spinge a considerare il passato con giusta misura e apre le porte sul futuro prossimo, tutto da vivere!

Angelo Di Costanzo 🔴 2015-2025