Posts Tagged ‘gino veronelli’

Vittoria, Cerasuolo Grotte Alte 2006 Occhipinti

13 febbraio 2012

Premessa: Barbaresco ’82 Gaja, Barolo Riserva ’82 Borgogno, Hermitage La Chapelle ’88 Jaboulet Ainé, Barolo Riserva Gran Bussia ’99, Taurasi Riserva Centotrenta ’99 Mastroberardino, Chianti Classico Giorgio I ‘01 e ’09 La Massa, Barbaresco ’02 La Spinetta, Chianti Classico Le Trame ‘05 Giovanna Morganti. E’ chiaro che in qualche modo bisognava rinfrescare il palato, sollazzare le papille, avrà pensato Nando…

Ce lo siamo detti subito, l’ho detto appena nel bicchiere: è davvero un rosso sorprendente questo Grotte Alte 2006. Del resto il nero d’Avola e il frappato sanno parlare direttamente all’anima quando ben fusi, espressivi, puliti, chiari come in questo caso, beccati, alla cieca, praticamente al primo naso, al primo sorso. Non che sia così difficile, ma qui lo cogli subito il felice tratto olfattivo, il sottile piacere della beva; e poi, molto poi riesci anche a leggerne la sfera ideologica, intima quasi di chi l’ha pensato, cullato, messo in bottiglia. Certo si dovrebbe dire che questo Cerasuolo di Vittoria è anzitutto sano: sicuramente, ma conosciamo bene, sin dai suoi primi passi, la lettera-manifesto di Arianna Occhipinti a Gino Veronelli. Ma poi?Ecco, questo vino è soprattutto bello, e poi buono: bello nel vero senso della parola, vestito di porpora, luminoso, pieno di vivacità, quella che t’aspetti, desideri da una terra solare come la Sicilia. E poi, come detto, è buono, franco, e ha freschezza da vendere: è asciutto, saporito, mediterraneo, ci senti per esempio l’arancia rossa, e quell’acidità, quella sostanza che ricerchi da sempre nei vini di queste parti. Per troppo tempo vanamente. Una sostanza, detto fuori dai denti, mai colta prima d’ora così chiaramente in un vino di Arianna. Nulla o quasi a che vedere con le antiche velature, quelle fastidiosissime volatili alte, quelle variopinte ‘imprecisioni’ talvota sottolineate, maldestramente direi – e per la verità più da certi soloni che scrivono di vino che dalla stessa produttrice, precisiamo -, come ‘espressioni concettuali’ ma che in verità, più semplicemente, disvelavano svarioni tecnici e, se vogliamo, ancora una giovane fattiva esperienza sul campo.

Bene, e meglio quindi. Ma che la musica stesse davvero cambiando da queste parti era evidente già nelle ultime uscite dei cosiddetti secondi vini, l’SP68 e il Siccagno 2008 per esempio (ma anche Il Frappato 2009) ‘dicevano’ chiaramente che si cominciava a suonare con spartiti più chiari e, finalmente, leggibili; e l’uscita di questo splendido Cerasuolo non fa che confermarlo. Adesso però speriamo che certi ‘pipponi’ non se la prendano a male…

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Dieci cose che ho capito e che mi hanno tolto dalla mente ogni ragionevole dubbio!

10 gennaio 2011

Al supermercato ci vado sempre molto volentieri, amo fare la spesa e quasi sempre l’azzecco in tutto e per tutto, con buona pace della mia signora! Ho imparato addirittura anche a confrontare i prezzi, gli sconti e le offerte, anche se alla fine, diciamocelo, tutto quello che prendi da un prodotto lo perdi – a volte di brutto – su altri due o tre. Ma tantè che ci piace giocare a carte scoperte e non è certo questo il nocciolo della questione, perchè tutto è lì, in bella mostra, sei tu a scegliere, quindi una volta arrivato alla cassa, rimani l’unico responsabile dei tuoi rimorsi. Così è se vi pare, ecco perchè anche su queste pagine, troverete sempre un diario scritto a carte scoperte, che cerca di mettere assieme i tasselli di una passione e di tanto in tanto un qualche tentativo di capire, pure quando questo significa mettersi in gioco. Così, dopo più di anno di posts, persone, sbevazzate e rincorse per vigne e cantine, eccovi alcune cose che ho capito in un anno e più di blog che ritengo opportuno rilanciare per sgombrare la mente da ogni ragionevole dubbio!

1- Iniziamo con una avvertenza: Il sommelier non fa proprio tutto quello che combina Antonio Albanese nella sua divertentissima parodia. A meno che non siate disposti a sborsare una lauta mancia!

2- Le guide ai vini d’Italia, come quelle ai ristoranti servono e come. Una o due al massimo però! La prima per gli enostrippati, se no per tutto novembre di cosa scriviamo? L’altra, magari a “editori uniti” (e degustatori pure, ma quanti sono?) per il largo, larghissimo numero di consumatori, al netto dei committenti!

3- I produttori di vino ne hanno le scatole piene, ma piene per davvero, più della cantina di bottiglie, di una burocrazia che serve (nel vero senso della parola) solo ai burocrati e molto poco a loro e a i consumatori. “Avete idea di quanto costi in termini di tempo e denaro stare appresso a sti coglioni?” (cit. anonima)

4- Il giornalista enogastronomico visita tutte le aziende e/o i ristoranti di cui scrive, anonimamente, pagando i conti regolarmente (dietro ricevuta fiscale rimborsata) e ne riporta recensioni del tutto obiettive. Quindi se ti senti un mago ma non ti filano, non è colpa tua, solo questione di tempo!

5- A tal proposito, scrivere di vino non fa guadagnare, e quando lo fa, solo al farmacista di turno!

6– Inutile ribadirlo, ma per scrivere di vino, di quel vino, devi quantomeno averlo prima assaggiato.

7- Fondamentale: per poter scrivere di vino (e godere di un checchè di credibilità) devi aver letto almeno un paio di volte Mario Soldati ed aver mancato d’un soffio – per un tot così – di conoscere Gino* Veronelli, e possibilmente mettere qua e là nelle tue recensioni uno o due passaggi tanto cari ai maestri. Se no rischi di essere un tuo contemporaneo, sfigato! (*) Chiamarlo Gino – e non Luigi – è segno di gran devozione oltre che di pane quotidiano!

8- Nel Taurasi, come dimostrato per la “faccenda Brunello”, non v’è merlot o cabernet che tenga, basta non fare troppe domande in giro e pretendere pure delle risposte. Per tutto il resto, c’è il piedirosso!

9- Capri è l’isola azzurra, Ischia l’isola verde, l’isola ecologica però non sta nel golfo di Napoli.

10- Infine, questo blog non gode di sponsors, quindi niente benefattori, ma non l’ho mai scritto perchè se qualcuno volesse fare della pubblicità sul nostro blog… non saprei, dovrei vedere, valutare, mi si aprirebbe una questione etica prima che morale: vabbuò può essere che accettiamo! 😉


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